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Cos'è il Global strike for future, lo sciopero globale degli studenti per il climate change

Oggi gli studenti di tutto il mondo si ritrovano in piazza per protestare contro l'inerzia politica nei confronti del climate change. Presente anche l'Italia

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Rifiuti Pubblicato il 14 Marzo 2019

Greta Thunberg volto della protesta globale

La giovane svedese Greta Thunberg è il simbolo della protesta studentesca che domani, 15 marzo 2019, si ritrova nelle piazze di tutto il mondo. Greta è l’attivista minorenne che il 30 novembre 2018 davanti al Parlamento di Stoccolma scioperava con un cartello con la scritta “sciopero da scuola per il clima” per chiedere alla politica maggiore impegno contro i cambiamenti climatici. E’ quella stessa Greta che al World Economic Forum ha pietrificato il mondo della finanza con le sue parole profetiche: “Our house is on fire.” afferma la sedicenne svedese “I often hear adults say: ‘We need to give the next generation hope’ (…) But I don’t want your hope. I want you to panic. I want you to feel the fear I do. Every day. And want you to act. I want you to behave like our house is on fire. Because it is.

Candidata al Nobel per la Pace

Greta è stata anche candidata da un gruppo di deputati socialisti norvegesi al Premio Nobel per la Pace. L’adolescente si è detta, tramite Twitter, “onorata e molto grata“. Tre parlamentari di Oslo, attraverso le parole di Andrè Ovstegard, spiegano la decisione: “Abbiamo indicato Greta perché la minaccia del clima è probabilmente una delle principali cause di guerre e conflitti. Il movimento di massa che lei ha innescato è un contributo molto importante per la pace“.

Cosa riguarda il Global Strike for the future

Sono oltre mille le città del Pianeta dove venerdì 15 marzo sono previste manifestazioni studentesche per chiedere politiche adeguate a contenere il riscaldamento globale di fine secolo “ben al di sotto dei 2 gradi Celsius” come auspicato dalle conclusioni scientifiche recepite dall’Accordo di Parigi sul clima. Tutto è iniziato qualche mese fa su iniziativa di un’adolescente svedese, Greta Thunberg, rimasta sconvolta dagli incendi devastanti e dalle temperature record che lo scorso anno hanno colpito il suo paese. La ragazza ha deciso quindi di manifestare ogni venerdì sotto il Parlamento di Stoccolma per protestare contro la scarsa ambizione delle attuali politiche sul clima.

Global strike for future: in Italia la capofila è Legambiente

«La mobilitazione per lo sciopero mondiale di venerdì rappresenta una grande occasione per contribuire alla nascita di un movimento ampio e trasversale per il clima in Italia – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente-. La nostra associazione, dagli anni ’80 in prima linea per combattere i cambiamenti climatici, sarà in tantissime piazze al fianco del movimento giovanile che ha risposto all’appello di Greta.  Il nostro paese su questo fronte ha accumulato gravissimi ritardi a causa di politiche governative, passate e attuali, ancora centrate sulle fonti fossili, come dimostrano i 16 miliardi di euro all’anno di sussidi diretti e indiretti garantiti ancora oggi alle società petrolifere. Aspettiamo dal Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio un segnale concreto per fermare questo incomprensibile regalo alla filiera del petrolio a danno delle tecnologie pulite e delle fonti rinnovabili che ridurrebbero le emissioni di gas serra, lo smog e le importazioni del nostro Paese».

Sono nel complesso 117 gli eventi italiani – in 108 località – nei quali Legambiente sarà in prima linea e che fanno seguito alle tante iniziative, in particolare nelle scuole, che hanno visto i volontari dell’associazione protagonisti con attività di educazione ambientale e sensibilizzazione verso il 15 marzo.

Il Rapporto speciale dell’IPCC – Intergovernmental Panel on Climate Change – sull’aumento di 1,5 °C rispetto alla temperatura media terrestre dell’era preindustriale ha infatti dimostrato che un’azione climatica inadeguata avrà effetti catastrofici sulle attuali e future generazioni, con danni irreversibili sugli ecosistemi e sulla vita delle persone.

A questo proposito, Legambiente ricorda che sono 453 i fenomeni meteorologici che dal 2010 ad oggi hanno provocato danni nel territorio italiano (277 i comuni dove si sono registrati eventi con impatti considerevoli) e ancora più rilevante è il tributo che continuiamo a pagare in termini vite umane e di feriti, oltre 189 le persone vittime del maltempo (sempre dal 2010 ad oggi), con già 4 morti nei primi mesi del 2019, a seguito dei 15 eventi estremi registrati nella penisola. A questo si aggiunge l’evacuazione di oltre 45mila persone a causa di eventi quali frane e alluvioni negli ultimi 18 anni. Secondo le registrazioni del Consiglio nazionale delle ricerche-Isac di Bologna del 2018, è stato l’anno più caldo dal 1800 ad oggi per l’Italia, con un’anomalia di +1,58 °C sopra la media.

A livello globale, solo 2018, secondo il rapporto di Munich Re, si sono contati 850 disastri naturali soprattutto alluvioni, inondazioni, frane (46%) e uragani e tempeste (42%) con un costo stimato in 160 miliardi di dollari. Le perdite maggiori sono state causate dalla siccità che è costata circa 4 miliardi di dollari.

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