Un esempio virtuoso di Simbiosi industriale: ecco il caso di Kalundborg

Un esempio virtuoso di Simbiosi Industriale: ecco il caso di Kalundborg

Kalundborg è l’eco-parco della capitale danese, massima espressione del concetto di simbiosi industriale

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Casi Studio Pubblicato il 11 Febbraio 2021

Premessa

Quando parliamo di simbiosi industriale, ci riferiamo ad un fenomeno contemporaneo che offre alle aziende la possibilità di condividere scarti, energia e competenze. È uno dei grandi temi che sta prendendo sempre più piede nel settore dell’Economia Circolare.

In ottica proprio di reti di imprese, la simbiosi industriale sposta il suo focus da modelli basati sui distretti industriali a quelli diffusi, non tralasciando comunque i temi ambientali legati alla filiera corta.

Il suo successo è dovuto, in larga parte, dal cambio di paradigma che i processi industriali stanno affrontando. La volontà delle aziende è quello di distaccarsi dal concetto di sistema lineare (“Take, Make and Dispose”: estrazione, produzione e smaltimento) e sposare la filosofia della “Cradle to Cradle” (dalla culla alla culla o C2C). 

Ti suggerisco, a proposito della C2C, di leggere l’approfondimento sul blog di Sfridoo: Cradle to Cradle: cos’è e come ottenere la certificazione

Cos’è la simbiosi industriale

La simbiosi industriale è una forma di collaborazione tra aziende, all’interno della stessa area geografica, che agiscono in maniera coordinata per ridurre i propri rifiuti e, di conseguenza, l’impatto ambientale.

Il principio alla base è quello di valorizzare gli scarti derivanti dalla lavorazione / produzione dei processi lavorativi, trasformandoli in materie prime utili per altre catene di produzione. È come se avvenisse una “simbiosi” come quella che si verifica in natura, dove, per mantenere vivi e longevi gli ecosistemi è presente un costante scambio di materie. Si parla infatti di metabolismo industriale.

Se vuoi approfondire l’argomento, ti consiglio di leggere l’articolo dedicato sul blog di Sfridoo: Cos’è la simbiosi industriale e in cosa consiste il nuovo modello distrettuale

La simbiosi industriale Kalundborg

Uno dei casi più emblematici e conosciuti di simbiosi industriale è quella dell’eco-parco Kalundborg. Questo eco-parco, a differenza di altri, non è stato progettato in maniera tale da diventare un distretto industriale. Al contrario, potremmo definire la sua trasformazione come fisiologica, quindi non dettata da una progettazione urbanistica ad-hoc.

Un progetto partito più di 50 anni fa

A partire dagli anni ‘60, in quest’area si sviluppò la prima rete di scambi di materiali ed energia. Un network di aziende, inizialmente, tenuto in piedi dalla volontà degli stessi titolari delle imprese, che già a quel tempo, vedevano la simbiosi industriale come un principio cardine delle loro attività.

Inizialmente, la simbiosi era riferita all’approvvigionamento delle risorse idriche. Con il passare del tempo, e con la fortificazione dei collegamenti, iniziarono i primi scambi di materiali e risorse energetiche.

L’aspetto curioso è che, solo nel 1989, questo modo di operare collaborativo venne fatto rientrare all’interno della concezione di “simbiosi industriale”. Il motivo principale di questa scelta bizzarra venne ricondotto alla filosofia degli stessi partecipanti che utilizzavano come slogan: “working together is just a smart business” (“lavora insieme è solo un business intelligente).

Funzionamento e principali vantaggi

Kalundborg opera tramite una vasta rete di collegamenti fisici che agevola lo scambio degli scarti di produzione come acque reflue e la condivisione di materiali e risorse termiche ed energetiche. 

All’interno del conglomerato di imprese, è presente il più grande produttore mondiale di insulina, Novo Nordisk. Il più grande produttore mondiale di enzimi, Novozymes. Il più grande stabilimento dell’Europa settentrionale per il trattamento delle acque di scolo. Infine, la più grande centrale elettrica danese e la più grande raffineria petrolifera nella regione baltica.

Tutti questi enormi colossi collaborano costantemente per garantire l’efficacia dei sistemi di simbiosi all’interno di Kalundborg.

Questo fitto network, permette alle aziende coinvolte di trarre diversi vantaggi:

  • la messa a sistema dei sottoprodotti
  • la riduzione nel consumo delle risorse, come acqua, carbone, petrolio, gesso, fertilizzanti ecc; 
  • la riduzione della pressione ambientale, in termini di riduzione di emissioni in acqua, atmosfera, produzione di rifiuti e conseguente smaltimento; 
  • il miglioramento nell’utilizzo di risorse energetiche, con l’uso di rifiuti gassosi nella produzione di energia;
  • la riduzione dei costi di gestione, in quanto non è più necessario investire nello smaltimento dei rifiuti.

La Vision del Distretto Industriale Kalundborg

La Vision di Kalundborg Symbiosis è diventare la principale simbiosi industriale al mondo, con un approccio circolare alla produzione. Un obiettivo che si sta sempre più avvicinando alla realtà, per merito delle partnership locali in cui i player forniscono, condividono e riutilizzano risorse. 

Obiettivi strategici per realizzare la visione

Sono 3 gli obiettivi strategici fissati da Kalundborg per la realizzazione della propria Vision:

  • Utilizzo completo delle risorse come i flussi d’acqua, energia e materiali, i quali sono tutti inclusi nella simbiosi;
  • La fortificazione delle partnership, grazie allo sviluppo di una mentalità simbiotica locale. Questo permetterà al distretto di coinvolgere ed ispirare enti come università e visitatori esterni attraverso le proprie presentazioni;
  • Condivisione della mentalità simbiotica, ispirando terze parti ad entrare nel progetto, sostenendo la comunicazione e la diffusione della simbiosi industriale da parte del Symbiosis Center Denmark.

I 3 pilastri della simbiosi industriale di Kalundborg

I pilastri della simbiosi industriale di Kalundborg sono 3: la filosofia sperimentale sostenuta da valori condivisi, l’accelerazione della transizione verde attraverso le partnership e il controllo dell’impatto economico e ambientale. 

Filosofia sperimentale sostenuta da valori condivisi

La simbiosi di Kalundborg ha subito un’evoluzione organica, grazie alla continua ricerca del modo migliore per fare impresa. Una modi di operare condiviso che ha portato diversi progetti di startup all’interno del sistema Kalundborg.

Sono stati diversi i progetti innovativi implementati su larga scala, favoriti dall’atmosfera collaborativa e aperta, basata su valori fondamentali come la fiducia, la riservatezza, l’apertura e l’uguaglianza.

Questi principi hanno consentito di rafforzare e innovare i legami tra i partner, promuovendo allo stesso tempo la mentalità simbiotica.

Transizione verde attraverso le partnership

Come abbiamo già detto, il punto focale per il mantenimento della simbiosi industriale è la creazione di partnership solide e durature. Legami che coinvolgano sia enti pubblici che enti privati, come il caso del gasdotto della Quinoa Refining Denmark o la fitta reti di tubi per lo scambio di vapore tra la centrale termica e la centrale elettrica di Ørsted, Asnæs Power Station. 

Ad oggi Kalundborg è composta da 25 diversi flussi (acqua, energia e materiali) gestiti da 6 principali organizzazioni: 3 private e 3 pubbliche.

La cooperazione tra le aziende è ormai diventata una seconda natura per Kalundborg, accentuata soprattutto dalla consapevolezza che ogni decisione presa da un partner influenza gli impianti degli altri.

Al fine di creare un senso di comunità tra i player coinvolti, è stata istituita l’associazione “Kalundborg Symbiosis” nel 2011, che funge formalmente da consiglio di amministrazione.

L’associazione è inoltre la prima promotrice di nuovi progetti simbiotici da implementare nel distretto industriale. 

Impatto economico e ambientale

Per valutare l’impatto della rete di collaborazioni, Kalundborg Symbiosis ha deciso di eseguire una LCA (Life Cycle Assessment o Valutazione del Ciclo di Vita) sui propri processi al fine di quantificarne l’impatto ambientale. 

Considerando i flussi esistenti dal 2015, Kalundborg ha risparmiato circa 24 milioni di euro, mentre il vantaggio socio economico ammonta a 14 milioni. 

Ciò significa che da un lato le imprese possono sfruttare il vantaggio competitivo attribuitogli dalla interconnettività. Mentre, dall’altro lato, il settore pubblico risparmia denaro riducendo gli investimenti per la gestione dei rifiuti.

Alcuni dei migliori eco-parchi industriali al mondo

Nel mondo esistono, oltre al caso virtuoso di Kalundborg, altri case study interessanti di distretti / eco-parchi industriali. Ho deciso di riportarti di seguito alcuni dei più interessanti.

Taiganova Eco Industrial Park

Il Taiganova Eco Industrial Park (EIP) è un distretto industriale a Fort McMurray, Alberta (Canada). Un eco-parco di circa 145 acri notevolmente efficiente sia dal punto di vista della infrastrutture presenti sia dal punto di vista dell’approccio di progettazione sostenibile. Tutto ciò si traduce in una maggiore qualità dello sviluppo industriale.

CleanTech Park di Singapore

CleanTech Park è un eco-business park a Singapore, il primo costruito nella città-stato. Il sito di 50 ettari (120 acri) è adiacente alla Nanyang Technological University. Oltre a concentrarsi sulla progettazione e ideazione di soluzioni green, il complesso è stato progettato dalla JTC Corporation al fine di ideare edifici e strutture “verdi”.

Oggi giorno, il Clean Tech Park si compone di altri tre distretti industriali:

  • CleanTech One;
  • CleanTech Two;
  • Launchpad JID.

NISP – National Industrial Symbiosis Programme

Il National Industrial Symbiosis Programme (NISP) è un programma lanciato nel 2005 dalla Gran Bretagna. Si tratta della prima iniziativa di simbiosi industriale proposta su scala nazionale. Il NISP, grazie ad una fitta rete di associati, riesce a trovare le opportunità tecnologiche e commerciali per scambiare risorse, materiali, energia ed acqua. 

La rete è formata da 12 gruppi di lavoro regionali che coprono l’intero territorio. 

Shawnigan Lake ECO-Industrial Park

Il SEIP (Shawnigan Lake ECO-Industrial Park) sta adottando un approccio manutentore nei confronti del sito e dei terreni naturali. Infatti quest’area era una volta scenario di disboscamenti forestali e di estrazione massiva di materie prime come la ghiaia. 

Ad oggi è in funzione una pianificazione di risviluppo del sito basato sullo standard LEED (Leadership in Energy and Environmental Design)

Burnside Park in Nova Scotia

L’esempio più noto di eco-parco è Burnside Park, ad Halifax, in Nuova Scozia. Grazie al supporto dell’Eco-Efficiency Center della Dalhousie University, 1500 aziende hanno migliorato le proprie prestazioni ambientali, tramite partnership redditizie. 

 

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