Sostenibilità

Esempi di End of Waste: analisi di 4 casi di settori virtuosi

In quali settori si applica la normativa “End of Waste” che permette di trasformare un rifiuto in nuova risorsa? Vediamo insieme le dinamiche dei principali mercati

Simone Tabellini per Sfridoo

Simone Tabellini

Green Marketer

Il concetto di End of Waste

Grafica che ha come sfondo la bandiera dell'unione europe e una scritta in primi piano: "L'EoW è uno strumento di gestione sostenuto da regolamentazionieuropee precise, mirato acapitalizzare le rimanenti proprietàdei rifiuti, convertendoli in risorse nuovamente preziose"

Il concetto di End of Waste (EoW) è descrivibile come il processo o l’insieme di processi che permettono a un materiale considerato rifiuto di trasformarsi in un nuovo prodotto, riutilizzabile in un diverso processo produttivo.

Questo principio si colloca all’interno di un contesto più ampio relativo alla sostenibilità ambientale e all’Economia Circolare.

L’EoW è un mezzo di gestione supportato da normative comunitarie specifiche, il cui scopo principale è di valorizzare le potenzialità residue dei rifiuti, trasformandoli in risorse nuovamente utili.

Si tratta, in sostanza, di dare nuova vita alla materia che altrimenti sarebbe considerata scarto.

Vediamo ora nel concreto come questo strumento viene applicato nei diversi settori merceologici.

Esempi concreti di end of waste

Oggi l’End of Waste è uno strumento utilizzato in svariati ambiti, consentendo di valorizzare diverse tipologie di scarti e rifiuti.

Nello specifico gli scarti che attualmente vengono valorizzati con tale strumento sul piano europeo sono:

  • rifiuti in rame;
  • rifiuti metallici;
  • rifiuti in vetro;
  • prodotti fertilizzanti.

Vuoi ottenere i vantaggi dell’Economia Circolare?

Con Sfridoo® cogli i vantaggi dell’Economia Circolare, traendo benefici economici, fiscali e ambientali, collaborando con le altre aziende del network.

INVIACI LA TUA RICHIESTA

La trasformazione del rame

Il processo di End of Waste nel settore del rame è specificamente regolamentato da normative europee  quali il Regolamento (UE) n. 333/2011 del Consiglio e il Regolamento (UE) n. 715/2013 della Commissione.

All’interno di questo regolamento la Commissione ha stabilito una serie di criteri che stabiliscono il momento in cui il rame recuperato cessa di essere considerato rifiuto, in conformità con la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

Nel dettaglio, perché i rottami di rame possano smettere di essere classificati come rifiuti, quando avviene il passaggio dal produttore a un altro detentore, è necessario rispettare tutte le seguenti condizioni:

  1. La qualità dei materiali: i rottami, essendo ottenuti da operazioni di recupero, devono conformarsi con le specifiche contenute al punto 1 dell’allegato I della normativa di riferimento. 

  2. L’identificazione dei materiali: al punto 2 dell’allegato I, il regolamento specifica i criteri a cui i rifiuti impiegati come materiale dell’operazione di recupero devono rispondere.

  3. Processi e trattamento: le indicazioni sul trattamento dei rifiuti da rame sono elencate al punto 3 dell’allegato I. Agli articoli 4 e 5, inoltre, la normativa sottopone il produttore ai criteri di dichiarazione di conformità e sistema di gestione.

I metalli da riutilizzare

Oltre a fornire disposizioni specifiche sul rame, il Regolamento (UE) N. 333/2011, emanato dal Consiglio Europeo il 31 marzo 2011, tutela l’EoW di alcuni altri tipi di rottami metallici come ferro, acciaio e alluminio.

La normativa, infatti, introduce una serie di fondamentali criteri che delineano il momento in cui certi tipi di rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti.

Perché tali materiali cessino di essere considerati rifiuti, dunque, è necessario soddisfare requisiti ben definiti:

  1. La qualità dei materiali: i rottami di ferro e acciaio ottenuti dall’operazione di recupero devono soddisfare i criteri espressi al punto 1 dell’allegato I della normativa di riferimento.
  1. L’identificazione dei materiali: al punto 2 dell’allegato I, il regolamento specifica i criteri a cui i rifiuti impiegati come materiale dell’operazione di recupero devono rispondere.
  1. Processi e trattamento: le indicazioni sul trattamento dei rifiuti di questi specifici metalli sono elencate al punto 3 dell’allegato I. Anche in questo caso, il produttore deve rispettare le prescrizioni degli articoli 5 e 6.

La rifusione del vetro

Un esempio molto virtuoso di End of Waste è dato dal caso degli scarti di vetro, definito e tutelato dal Regolamento n. 1179/2012 della Commissione Europea.

La normativa pone una serie di condizioni che, se soddisfatte, permettono a questi materiali di perdere la classificazione di rifiuto.

Quando il produttore cede tali materiali a un altro detentore, infatti, è indispensabile siano rispettati i requisiti:

  1. La qualità dei materiali: l’operazione di recupero dei rifiuti del vetro, anche in questo caso, deve essere conforme ai criteri indicati nella normativa di riferimento ,al punto 1 dell’allegato I.
  1. L’identificazione dei materiali: il regolamento specifica, al punto successivo, i criteri che i rifiuti impiegati come devono soddisfare.
  1. Processi e trattamento: l’allegato I, inoltre, al punto 3 specifica le istruzioni per il trattamento dei rifiuti di vetro. Gli articoli 4 e 5, invece, stabiliscono i requisiti relativi che devono essere seguiti dai produttori.
  1. Rifusione: scopo fondamentale del Regolamento n. 1179/2012 è il processo di rifusione, mediante il quale i rifiuti di vetro sono destinati alla produzione di sostanze o, ancora, oggetti di vetro.

Inizia la transizione verso l’Economia Circolare

Con Sfridoo® e il suo team di espertǝ intraprendi il tuo percorso nell’economia circolare, ottenendo vantaggi economici, fiscali e ambientali.

INVIACI LA TUA RICHIESTA

La circolarità dei fertilizzanti

Il più recente regolamento comunitario in materia di EoW dei fertilizzanti è il Regolamento (UE) 2019/1009, che affronta in modo più approfondito le questioni precedentemente trattate nel Regolamento 2002/2003 relativo ai concimi.

Questo aggiornamento normativo, in particolare, abroga e ridefinisce le disposizioni che stabiliscono quali materiali possono essere inclusi nel processo di recupero dei fertilizzanti.

Il nuovo regolamento affronta tre diversi aspetti fondamentali: categorizzazione dei materiali, requisiti di qualità dei materiali, processi e trattamento.

Categorizzazione dei materiali

L’articolo 1 del Regolamento definisce le categorie funzionali dei prodotti fertilizzanti e stabilisce specifiche prescrizioni di sicurezza e qualità che questi devono soddisfare.

Questo approccio mira a identificare chiaramente i tipi di materiali che possono essere utilizzati nella produzione di fertilizzanti e le condizioni che devono essere rispettate.

Requisiti di qualità dei materiali

Per essere considerato un fertilizzante dell’Unione Europea, il prodotto deve essere composto esclusivamente da materiali che rispettano le prescrizioni stabilite.

Questi non devono, di fatto, contenere alcuna delle sostanze elencate nell’allegato I in quantità che potrebbero compromettere la conformità del prodotto ai requisiti.

Processi e trattamento

Il Regolamento (UE) 2019/1009 introduce anche prescrizioni e procedure che devono essere seguite dai produttori.

Particolare attenzione è data alle attività di etichettatura, come indicato nell’allegato III, e ai valori limite massimi per le quantità di sostanze utilizzate.

Queste disposizioni mirano a garantire che i fertilizzanti soddisfino i più alti standard di qualità e sicurezza.

L’importanza dell’End of Waste nella gestione dei rifiuti

Grafica che ha come sfondo il team di Sfridoo durante una riunione e una scritta in primi piano: "L'adozione delle pratiche End of Waste (EoW) porta a benefici quali la minor dipendenza da materie prime vergini,la creazione di un mercato di materie secondarie e l'accesso a vantaggi fiscali, rispettando i CriteriAmbientali Minimi (CAM)"

L’adozione di pratiche End of Waste (EoW) con i propri scarti di produzione comporta molteplici benefici.

I vantaggi che meritano attenzione comprendono sia aspetti consolidati nel tempo che nuove opportunità da esplorare:

Compra Vendi Scarti aziendali

Sfridoo aiuta la tua impresa a trovare nuovi partner per massimizzare il valore di tuoi scarti, sottoprodotti, materie seconde e avanzi di magazzino aziendali

SCOPRI DI PIÙ
Simone Tabellini per Sfridoo

Simone Tabellini

Green Marketer

Una delle sfide del settore dell’Economia Circolare è quella di riuscire a comunicare in maniera chiara ed efficace i vantaggi che questo modello economico può dare alle aziende. Investendo su tale aspetto possiamo incrementare consapevolezza e conoscenza nelle persone