Sottoprodotti di Origine Animale (SOA)

Scopri la definizione di SOA, il ruolo della normativa e l'importanza della loro corretta gestione. Approfondisci le categorie di SOA e chi sono gli attori coinvolti nella loro gestione

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Cosa sono i Sottoprodotti di Origine Animale?

I Sottoprodotti di Origine Animale (SOA) derivano da parti non edibili degli animali derivante dalle tradizionali filiere di produzione, come pelle, ossa e frattaglie, oltre a scarti alimentari come latte e uova non più idonei al consumo.

Non semplici “rifiuti“, questi materiali trovano impiego prezioso come fertilizzanti, mangimi, biocarburanti e cosmetici, grazie all’elevato contenuto di grassi.

La trasformazione di grassi e oli in energie rinnovabili evidenzia il loro contributo all’Economia Circolare.

Con diverse milioni di tonnellate generate annualmente in Europa, una gestione attenta dei SOA è imperativa per prevenire rischi sanitari e ambientali, sottolineando l’importanza della loro manipolazione sicura per la salute pubblica e la protezione dell’ambiente.

Differenze tra Sottoprodotti di Origine Animale e Vegetale

Nella grafica viene spiegata la principale differenza tra sottoprodotti di origine animale e sottoprodotti di origine vegetale

Il trattamento dei diversi Sottoprodotti può variare notevolmente a seconda della loro composizione e della loro origine.

A differenza dei SOA, che richiedono specifiche precauzioni nel trattamento per prevenire rischi sanitari, i Sottoprodotti di Origine Vegetale derivano da materie prime vegetali e includono tipicamente scarti di produzione agricola, alimentare e industriale, come foglie, steli, bucce e residui di lavorazione.

È importante notare che un rifiuto derivante dalla produzione di alimenti, come ad esempio le merendine confezionate, viene classificato come Sottoprodotto di Origine Animale (SOA) quando contiene, anche in tracce, derivati di origine animale, senza soglie minime di concentrazione. Ciò include ingredienti come lo strutto nelle piadine o il burro nei biscotti.

Questa classificazione è cruciale per instillare nei produttori il dubbio sulla reale natura di questi residui solitamente destinati a impianti di biogas come normali Sottoprodotti vegetali, spingendoli a considerare una gestione più appropriata sotto la guida di un team di esperti.

La comprensione chiara della distinzione tra questi due tipi di Sottoprodotti, infatti, è fondamentale per una corretta gestione e valorizzazione nel contesto dell’Economia Circolare, assicurando che entrambe le categorie siano sfruttate in modo sostenibile e responsabile.

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Normativa Sottoprodotti di Origine Animale

La gestione dei Sottoprodotti di Origine Animale (SOA) nell’UE segue regole rigorose per assicurare sia la sicurezza che la tutela ambientale.

La legislazione suddivide i SOA in tre categorie, in base al loro rischio per la salute e l’ambiente, e definisce specifici trattamenti per ciascuna.

I regolamenti principali (CE n. 1069/2009, UE n. 142/2011 e il Regolamento delegato UE 2023/1605) mirano a garantire una gestione sicura dei SOA, enfatizzando tracciabilità e misure preventive basate sul rischio.

Inoltre, stabiliscono un “punto finale” per alcuni prodotti trasformati, oltre il quale non sono più considerati SOA, facilitando così la loro circolazione.

In particolare, il regolamento 2023/1605 promuove l’innovazione verde ed estende le opzioni di fertilizzanti organici disponibili, segnando un progresso importante per una gestione sostenibile dei SOA.

Ecco un elenco puntato più sintetico e chiaro degli aspetti che vengono regolamentati dalla normativa:

  • Requisiti normativi: norme tecniche specifiche per la gestione dei Sottoprodotti di origine animale (SOA).
  • Approccio al rischio: implementazione di misure proporzionate al livello di rischio.
  • Controlli ufficiali: verifiche regolari nei laboratori e negli impianti di biogas che trattano SOA.
  • Tracciabilità: monitoraggio dei SOA dalla produzione fino alla distribuzione.
  • Gestione del trasporto e uso: soluzioni equilibrate per il trasporto, la trasformazione, l’utilizzo e l’importazione dei SOA.

Il regolamento (CE) n. 1069/2009

Adottato il 21 ottobre 2009, questo regolamento sostituisce la precedente normativa e stabilisce un quadro rigoroso per la gestione dei SOA, definendo standard elevati per la sicurezza sanitaria.

Si applica a tutti i Sottoprodotti animali non destinati al consumo umano, stabilendo criteri dettagliati per il loro ritiro, trasporto, utilizzo e smaltimento.

Questa normativa esclude specificamente alcuni materiali e situazioni, come parti di animali selvatici non sospette di malattie, ovociti e sperma per scopi riproduttivi, e alcuni rifiuti di ristorazione, ponendo l’accento sulla prevenzione dei rischi per la salute pubblica e animale derivanti dal loro uso improprio.

Il regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione

Questo regolamento, implementativo del Regolamento (CE) n. 1069/2009, dettaglia le misure operative e le condizioni per la gestione sicura dei SOA.

Introduce il concetto di “punto finale”, indicando il momento nel processo di lavorazione dopo il quale i prodotti contenenti derivati di origine animale non sono da considerarsi più dei SOA e possono essere immessi sul mercato senza ulteriori restrizioni.

Specifica le condizioni per prodotti come biodiesel, alimenti per animali da compagnia, e articoli da masticare, assicurando che rispettino le norme di sicurezza stabilite per evitare rischi per la salute e l’ambiente.

Il regolamento delegato (UE) 2023/1605 della Commissione

Più recentemente, il Regolamento delegato (UE) 2023/1605 ha introdotto definizioni e condizioni per l’uso di fertilizzanti organici e miglioratori del suolo prodotti nell’UE.

Definisce il “punto finale” per questi prodotti, oltre il quale non sono più considerati soggetti al Regolamento (CE) n. 1069/2009, promuovendo l’uso sicuro di fertilizzanti organici nell’agricoltura UE.

In particolare, include disposizioni per cenere, residui da biogas, compost, letame lavorato e frass lavorato, stabilendo criteri specifici per la loro produzione e utilizzo sicuro.

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Ente di vigilanza e sicurezza alimentare

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) svolge un ruolo cruciale nella gestione dei Sottoprodotti di Origine Animale (SOA) per conto della Commissione Europea.

La sua attività principale consiste nella valutazione dei rischi legati ai SOA, fornendo basi scientifiche fondamentali per le decisioni regolamentari dell’UE.

Un esempio significativo dell’impatto delle valutazioni dell’EFSA si è visto nel 2021, quando, basandosi sulle sue raccomandazioni, è stato parzialmente revocato il divieto sull’uso dei SOA nell’alimentazione animale.

Questa decisione ha permesso l’impiego di proteine animali trasformate (PAT) suine per il pollame e viceversa, dopo anni di divieto imposto per prevenire la diffusione di malattie come la BSE.

L’EFSA ha anche un ruolo decisivo nell’approvazione dei nuovi metodi di lavorazione dei SOA.

Prima di una loro autorizzazione, è necessario ottenere il parere favorevole dell’EFSA e delle autorità nazionali.

Questo processo ha permesso l’approvazione di metodi innovativi per la produzione di biodiesel, compost, mangimi e fertilizzanti, ampliando le possibilità di utilizzo sostenibile dei SOA.

Sottoprodotti di Origine Animale categorie

Nella grafica vengono spiegate le principali categorie di sottoprodotti di origine animale (SOA) che sono catergoria 1, categoria 2, categoria 3

I Sottoprodotti di Origine Animale (SOA) sono classificati in tre categorie principali, in base al potenziale rischio sanitario.

La normativa europea definisce protocolli specifici per la loro raccolta, trasporto, e smaltimento, garantendo sicurezza e rispetto ambientale.

SOA categoria 1: materiali ad alto rischio

La Categoria 1 comprende i materiali più rischiosi, tra cui parti di animali affetti da malattie gravi come le encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) e i rifiuti di cucina da mezzi di trasporto internazionali.

La gestione di questi materiali segue protocolli severi per prevenire la diffusione di malattie.

Gestione SOA categoria 1

La gestione di questi materiali segue un protocollo severo. Possono essere immagazzinati e manipolati solamente in impianti di transito specifici per categoria 1.

Ecco i principali metodi di eliminazione:

  • Incenerimento diretto in impianti autorizzati.
  • Trasformazione in impianti riconosciuti con metodi specifici, seguita da incenerimento o coincenerimento dei materiali risultanti.
  • Nel caso di materiali da animali con o sospettati di TSE, trasformazione specifica seguita da smaltimento in discariche autorizzate.
  • I rifiuti di cucina e ristorazione sono eliminati tramite sotterramento in discarica.

SOA categoria 2: materiali a rischio moderato

I materiali di Categoria 2 includono, ad esempio, stallatico, contenuto del tubo digerente, e prodotti con residui di farmaci oltre i limiti. Questi materiali non sono adatti al consumo umano ma presentano un rischio sanitario inferiore rispetto alla Categoria 1.

Gestione SOA categoria 2

Eccetto lo stallatico, devono essere trattati esclusivamente in impianti di transito riconosciuti per la categoria 2.

Dopo la raccolta, il trasporto e l’identificazione, questi materiali possono essere sottoposti a diversi trattamenti.

Ecco i metodi di smaltimento:

  • Incenerimento diretto in impianti autorizzati.
  • Trasformazione secondo metodi specifici in impianti riconosciuti, seguita dall’eliminazione dei materiali risultanti come rifiuti.
  • Insilaggio o compostaggio, nel caso di materiali di origine ittica.
  • Nel caso di stallatico, contenuto del tubo digerente, latte e colostro senza rischi di malattie trasmissibili, possono essere trasformati in biogas, compostati, trattati tecnicamente o utilizzati sui terreni.
  • Utilizzo in impianti tecnici per la produzione di trofei di caccia.

SOA categoria 3: materiali a rischio basso

La Categoria 3 riguarda i materiali considerati a basso rischio, come le parti di animali macellati idonei al consumo umano ma non utilizzati per ragioni commerciali, e altri Sottoprodotti non pericolosi, come molti residui dell’industria dolciaria e della panificazione.

Gestione SOA categoria 3

La gestione di questi materiali avviene secondo rigorosi standard.

Devono essere trattati in impianti di transito specifici per la categoria 3 e, una volta raccolti, trasportati e identificati, possono essere:

  • Incenerimento diretto in impianti autorizzati.
  • Utilizzo come materie prime in impianti di produzione di alimenti per animali da compagnia.
  • Trasformazione in biogas o compostaggio in impianti riconosciuti.

La categoria 3 dei SOA gioca un ruolo significativo nella gestione complessiva dei SOA.

Sottolinea l’importanza di un utilizzo responsabile e sicuro di questi materiali, sia per la salvaguardia della salute pubblica che per il rispetto dell’ambiente.

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Chi sono gli attori della gestione SOA?

La gestione dei Sottoprodotti di Origine Animale richiede l’interazione di diversi attori, ciascuno con compiti specifici che garantiscono il trattamento sicuro, responsabile e conforme alle normative vigenti.

Questi attori svolgono ruoli cruciali nel ciclo di vita dei SOA, dal ritiro al trasporto fino allo smaltimento finale. 

Scopriamo insieme queste dinamiche, che abbiamo approfondito anche nel nostro articolo sulle Fasi di Gestione dei SOA.

Ritiro Sottoprodotti di Origine Animale

Le aziende specializzate nel ritiro dei SOA svolgono il primo passo essenziale nel processo di gestione.

Per operare legalmente, queste aziende devono essere registrate ai sensi del Regolamento (CE) n° 1069/2009  al fine di poter ottenere specifiche autorizzazioni che attestino la loro capacità di trasportare, manipolare,trasformare e commercializzare i SOA nel rispetto della normativa vigente.

Alcuni attori, cosiddetti trader SOA, sono autorizzati al solo trasporto e commercializzazione dei Sottoprodotti di origine animale. 

Altri attori invece, trasformatori o impianti di utilizzo finale di SOA, sono autorizzati specificatamente alla manipolazione e all’utilizzo di suddetti materiali.

Trasporto Sottoprodotti di Origine Animale

Il trasporto dei SOA a impianti di trattamento o smaltimento deve essere eseguito rispettando criteri rigorosi per prevenire contaminazioni o rischi per la salute pubblica e l’ambiente.

Gli operatori di trasporto devono essere registrati ai sensi del Regolamento (CE) n° 1069/2009 che confermano la loro conformità alle normativa vigente.

Il possesso della registrazione ai sensi del Regolamento (CE) n° 1069/2009 assicura che il trasporto sia effettuato con veicoli adeguati e che gli operatori seguano protocolli sanitari e ambientali stringenti.

Smaltimento Sottoprodotti di Origine Animale

L’ultima fase della gestione dei SOA coinvolge impianti di trattamento specializzati, autorizzati allo smaltimento o alla trasformazione dei SOA in nuovi prodotti o energie rinnovabili.

Questi impianti devono aderire a standard elevati di sicurezza e sostenibilità, riducendo l’impatto ambientale e assicurando che i SOA siano trattati in maniera etica e responsabile e in conformità alla normativa vigente

L’importanza di una gestione circolare dei SOA

Nella grafica vengono spiegati i vantaffi dei sottoprodotti di origine animale (SOA) che sono diversi come la riduzione degli sprechi e la promozione dell'innovazione circolare

La gestione circolare dei Sottoprodotti di Origine Animale (SOA) incarna un pilastro fondamentale per l’avanzamento verso un’economia più sostenibile e responsabile.

Questa pratica offre soluzioni innovative per ridurre lo spreco, valorizzare risorse naturali e sostenere la biodiversità, agendo con responsabilità verso l’ambiente e la società. 

Esaminiamo i vantaggi chiave, che abbiamo approfondito in questo articolo dedicato ai benefici dell’utilizzo dei SOA:

  • Riduzione dello spreco: la riconversione dei SOA in nuovi prodotti minimizza lo spreco e migliora l’utilizzo delle risorse naturali.
  • Fertilizzanti sostenibili: dai SOA derivano fertilizzanti che incrementano la fertilità del suolo in maniera naturale.
  • Mangimi ad alto valore nutritivo: l’utilizzo dei SOA nei mangimi offre un’alternativa sostenibile per l’alimentazione animale.
  • Biocarburanti rinnovabili: trasformare grassi e oli animali in biodiesel riduce la nostra dipendenza dai combustibili fossili.
  • Protezione di salute e biodiversità: una corretta gestione dei SOA previene rischi sanitari e protegge la biodiversità.
  • Promozione dell’Innovazione: l’uso innovativo dei SOA stimola lo sviluppo tecnologico, supportando l’energia rinnovabile e l’agricoltura sostenibile.

In sintesi, la gestione circolare dei SOA si rivela essenziale per costruire un futuro sostenibile e responsabile.

Incoraggiando l’adozione di questo approccio, possiamo contribuire significativamente all’avanzamento dell’economia circolare e alla protezione dell’ambiente, sottolineando il nostro ruolo attivo nel promuovere il cambiamento verso pratiche più sostenibili.