pampers e fater pannolini

Pampers e l’italiana Fater portano nei Paesi Bassi la raccolta dei pannolini

Il gruppo Fater, Pampers, Terracycle e AEB hanno annunciato di aver unito le forze per raccogliere i pannolini con innovativi contenitori per il loro successivo riciclo. Il pilota lanciato ad Amsterdam.

  • 460

Aziende Pubblicato il 22 Febbraio 2019

Dopo il nullaosta da parte del Consiglio di Stato sul celeberrimo caso Fater e riciclo dei pannolini per le questioni relative all’End-of-Waste, oggi il brevetto italiano è al centro di un’importante iniziativa con lancio nei Paesi Bassi. E’ stato annunciato proprio pochi giorni fa la collaborazione tra Fater, Pampers, TerraCycle e AEB sul tema dei raccoglitori innovativi per il conferimento dei pannolini come rifiuto urbano per il successivo riciclo.

Il progetto pilota ad Amsterdam

I partner hanno lanciato il progetto pilota grazie alla lungimiranza e alla collaborazione con la municipalità di Amsterdam che ha accolto positivamente la richiesta del progetto. In questo modo, i partner, intendono confrontarsi direttamente con i comportamenti quotidiani delle famiglie: cosa funziona o meno nella separazione dei rifiuti da pannolino? Il pilot è un passo fondamentale per dare vita al riciclaggio dei pannolini nei Paesi Bassi e offre ai genitori delle famiglie coinvolte una tecnica avanzata per riciclare i pannolini da riutilizzare in futuro per altre generazioni.

Modello di sviluppo

Sono circa 200 le famiglie che parteciperanno alla sperimentazione del servizio. Studi di mercato hanno già dimostrato la bontà del progetto: quasi il 70% tra i genitori olandesi intervistati parteciperebbe di buon grado al pilota e l’82% non si preoccuperebbe di separare i pannolini dagli altri rifiuti. Altro tema di notevole importanza rilevato dallo studio: la metà delle famiglie indica che il soggetto responsabile del riciclo e del fine vita del prodotto “pannolino” dovrebbe proprio essere il produttore. Ciò indica una tendenza che man mano è sempre più sentita in Europa e nelle amministrazioni locali (il tema fondamentale dell’EPR – Extended Producer Responsibility, alla base delle proposte europee su pacchetto Economia Circolare, ndr).

I genitori potranno dunque depositare i pannolini di qualsiasi marca, diventati rifiuto, nei cassonetti innovativi progettati da TerraCycle inseriti in luoghi come asili e drogherie.
I contenitori per il riciclaggio dei pannolini possono essere aperti tramite l’app dedicata Pampers Recycling. L’applicazione mostra, inoltre, dove si trova il cassonetto più vicino, ponendo come principio la sostenibilità anche nei trasporti per il conferimento del materiale.

La tecnologia Fater

L’avanzata tecnica di riciclaggio dei pannolini che verrà introdotta nei Paesi Bassi è sviluppata e brevettata da FaterSMART, business-unit di Fater, una joint venture di Procter & Gamble e Angelini Group (produttore di Pampers, in Italia). L’impianto utilizza alte temperature e vapore sotto pressione per separare le feci umane dai materiali: sterilizza i prodotti e neutralizza l’odore. Uno specifico sistema meccanico separa tra loro plastica, cellulosa e il materiale super-assorbente. Queste materie prime sono utilizzate per produrre nuovi materiali ad esempio, la cellulosa viene utilizzata per la produzione di borse in tessuto, il materiale super assorbente viene invece utilizzato in vari prodotti che assorbono l’umidità e infine la plastica viene utilizzata per la produzione di secchi per pannolini o tappi per bottiglie.

La tecnologia è attualmente già utilizzata su scala industriale in Italia e sarà presentata ad Amsterdam come prima città dei Paesi Bassi e come primo pilota fuori dall’Italia, in collaborazione con AEB. Insieme agli altri partner del progetto, AEB sta studiando la costruzione di uno stabilimento dedicato al tema, nella sua sede di Amsterdam.

Dichiara Raquel Smolders, portavoce di Pampers in Olanda:

“Riciclare le materie prime a prodotti di maggior valore è un passo importante per P & G nel suo contributo all’economia circolare. Come azienda che produce pannolini, ci sentiamo responsabili per lo sviluppo corretto e sano dei bambini, ma crediamo anche che sia parte della nostra responsabilità prenderci cura del mondo in cui i nostri bambini crescono. Crediamo che i genitori non debbano scegliere tra ciò che è buono per i loro piccoli e ciò che è buono per il pianeta. Ecco perché facciamo del nostro meglio per prenderci cura di entrambi i bambini e del pianeta. “

 

Leggi anche

5 buoni motivi per capire il sottoprodotto
di Marco Battaglia 11 Maggio 2019

Rifiuti

5 buoni motivi per capire cos’è un Sottoprodotto

Spesso il termine sottoprodotto rimane un vero e proprio mistero. Una chimera normativa che molte aziende, pur di rimanere all’oscuro di tutta la normativa ambientale e della gestione dei rifiuti/prodotti a fine vita, evitano. Capita spesso di confrontarsi con aziende che avrebbero le opportunità normative e tutti i vantaggi economici ed ambientali per affrontare questo passaggio di gestione, eppure non si riesce ad arrivare a una risposta positiva nel procedere per questa strada virtuosa.

simbiosi industriale sfridoo
di Marco Battaglia 3 Maggio 2019

Economia Circolare

Cos’è la simbiosi industriale e in cosa consiste il nuovo modello distrettuale

Per simbiosi industriale si intende l’interazione tra diversi stabilimenti industriali, raggruppati in distretti o a distanza utile per rendere fattibile l’operazione, utilizzata al fine di massimizzare il riutilizzo di risorse, normalmente considerate scarti e ottimizzando la conoscenza e le competenze tra aziende. Il nuovo modello integrato dei distretti industriali punta al mettere in rete materie, conoscenze ed energia tra le aziende. In cosa consiste la Simbiosi industriale? Scopriamolo assieme.

ooho maratona londra
di Sfridoo Staff 30 Aprile 2019

Economia Circolare

La Maratona di Londra è plastic-free: le sfere d’acqua Ooho al posto delle bottiglie

Ne avevamo parlato in un articolo del 2017: Ooho! La bolla d’acqua che elimina la plastica oggi è realtà grazie all’adozione da parte della maratona di Londra. La startup si chiama Skipping Rock Lab ed è capitanata da tre ingegneri spagnoli: Gonzalez, Couche e Paslier, i quali hanno sviluppato nel 2014 un prototipo per trasportare e consumare liquidi a basso impatto ambientale, rispetto le classiche bottigliette di plastica: delle bolle d’acqua contenute in una gelatina a base di alghe

Scopri i nostri servizi