3 Casi Studio di realtà che hanno ottenuto la Cradle to Cradle

3 Casi Studio di realtà che hanno ottenuto la Cradle to Cradle

Nike, Amsterdam e il Cradle to Cradle Marketplace sono tre esempi vincenti di realtà che hanno fatto della filosofia Cradle to Cradle il proprio obiettivo

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Economia Circolare Pubblicato il 3 Settembre 2020

Indice

 

Casi studio Cradle to Cradle

Informandomi sempre più assiduamente sui temi dell’economia circolare e della sostenibilità, mi sono imbattuto più e più volte nel termine “Cradle to Cradle”. Ho scoperto tantissime sfaccettature su questa certificazione e sul significato che le viene attribuito.

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La mia curiosità mi ha spinto al punto di cercare sul web storie e casi studio da condividere con te. Vorrei raccontarti tre case studies di realtà molto diverse tra loro. Ho fatto ciò per farti capire le potenzialità della certificazione Cradle to Cradle® e dell’ampiezza dei settore che racchiude.

 

Vantaggi della Cradle to Cradle

I vantaggi della certificazione sui tuoi prodotti e servizi creati saranno:

  • Design a vita per l’utenza: la metodologia Cradle to Cradle® alimenta il rapporto fra la tua azienda e utente, aiutando i tuoi clienti a progettare prodotti che possano essere riciclati eternamente;
  • Gestione dei rischi: il protocollo di progettazione e certificazione Cradle to Cradle® metterà in atto, e renderà applicabili, criteri sui materiali e sui processi che eliminano molti dei rischi potenzialmente creati dalla tua azienda, andando oltre le conformità regolatrici. I rischi ambientali e di salute per l’essere umano saranno totalmente ridotti eliminando il concetto di rifiuto, tossico e non, selezionando materiali sicuri sia dal punto di vista ambientale, sia da quello della salute umana; 
  • Incremento del vantaggio competitivo: la certificazione Cradle to Cradle® migliorerà esponenzialmente la qualità e “l’intelligenza” dei tuoi prodotti e servizi: 

“Il nostro approccio mantiene i nostri clienti in vantaggio con un’agenda di prodotti economica e ambientalmente sostenibile” – afferma William McDonough.

Aziende che non adotteranno una visione proiettata al futuro rimarranno sempre più in coda rispetto ad aziende che disegnano prodotti intelligenti e il più sostenibili possibile, diventando sostenitori e benefattori di legislazioni che promuovono la salute umana e ambientale;

  • Riduzione dei costi: la certificazione Cradle to Cradle® mira ad eliminare la necessità di regolamentazioni basate sulla gestione dei materiali pericolosi, riducendo drasticamente i costi ad essa collegati. Il Ciclo di Vita dei prodotti, secondo i principi C2C, ridurranno il reperimento di materiali vergini nei processi di riciclaggio, abbassando i costi complessivi dei materiali e dei prodotti da essi generati. Adottare l’analisi MBDC della catena di fornitura comporterà numerosi vantaggi, come l’aumento dell’efficienza del ciclo produttivo e, di conseguenza, l’identificazione di possibili alternative di riduzione di costi;
  • Differenziazione dei prodotti: la certificazione Cradle to Cradle® è diversa da altri approcci circolari alla sostenibilità perché, come afferma William McDonough:

Aiutiamo i nostri clienti a progettare prodotti e servizi di alta qualità che sono sicuri e sani per tutti e tutto e, come conseguenza, i nostri clienti offrono ai loro utenti eccellenza da tutti i punti di vista possibili”;

  • Vantaggi imprenditoriali: il concetto Cradle to Cradle® renderà trasparenti i rischi, gli acquisti e la gestione dei tuoi processi di produzione, ottimizzando la redditività lungo l’intera catena di valore, la quale tiene in considerazione i costi legati all’ambiente e alla salute umana dentro e fuori la catena produttiva.

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Nike e il Considered Design

Il 28 ottobre 2008, a New York, Nike Inc. ha lanciato Nike Considered Design. Un’innovativa linea di prodotti che combina i principi della sostenibilità all’innovazione in campo sportivo. Le categorie di prodotti che rientrano nel Nike Considered Design riguardano il basket, la corsa, il calcio, allenamento per donne e uomini con il relativo abbigliamento sportivo, e il tennis. L’iniziativa di Nike è stata sostenuta e guidata da The Natural Step, un’organizzazione no-profit che aiuta le aziende nella transizione verso azioni concrete sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

In merito a questa iniziativa il CEO di Nike, Mark Parker, ha affermato:

Stiamo progettando per l’economia sostenibile del futuro e questo vuol dire usare meno risorse, più materiali sostenibili ed energia rinnovabile per la produzione di nuovi prodotti”.

 

L’obiettivo della linea Nike Considered Design

L’obiettivo della linea Nike Considered Design è quello di creare prodotti ad alta performance, che siano sostenibili, quindi che minimizzino l’impatto ambientale riducendo gli sprechi creati dal Ciclo di Vita del processo produttivo. Inoltre Nike Considered Design utilizza energie rinnovabili, materie prime che hanno un basso impatto ambientale ed elimina rifiuti tossici.

Già nel 1993 Nike aveva introdotto il Reuse-A-Shoe, un programma di riciclo di scarpe giunte al termine del loro Ciclo di Vita, facendo della sostenibilità e della circolarità i fattori chiave per lo sviluppo dell’azienda. Negli anni a seguire Nike ha prodotto le scarpe Considered Air Jordan XX3 e una linea di abbigliamento per atleti costituita al 100% da poliestere riciclato. Da qui gli obiettivi a lungo termine dell’azienda di avere nuovi prodotti che seguano le linee guida dei Considered standards: nel 2011 le scarpe, nel 2015 l’abbigliamento e nel 2020 l’attrezzatura sportiva.  Aver raggiunto questi obiettivi ha portato a una riduzione del 17% dei rifiuti prodotti dalla catena di fornitura e un aumento del 20% dell’uso di materiali sostenibili dal punto di vista ambientale. 

Non solo, la vision a lungo termine di Nike sul design di prodotti Considered comporta che questi vengano prodotti con il minor numero di materie prime possibili e che abbiano un design semplice. Al fine di disassemblarli a fine vita, per poi riciclarne i materiali per nuovi prodotti, oppure rilasciarli in natura con un impatto ambientale minimo.

 

The Natural Step per il Nike Considered Design

In merito alla vision di Nike, il fondatore di The Natural Step, Dr. Karl-Henrik Robèrt, ha dichiarato, a seguito della partnership avvenuta nel 2008: 

“The Natural Step e Nike stanno lavorando insieme per creare un futuro più sostenibile nei prossimi 10 anni. I progressi di Nike sono stati pazzeschi e siamo orgogliosi di aver preso parte al loro percorso. […] Seguendo i principi di sostenibilità per guidare le decisioni e per creare la vision della linea Considered, Nike ha assicurato che i suoi sforzi legati all’innovazione sono mossi da una comprensione rigorosa e scientifica sulla sostenibilità. Crediamo fermamente che questo sia l’elemento distintivo di Nike e che influisca positivamente sul posizionamento dell’azienda nell’orientarsi e destreggiarsi nel futuro”.

Vuoi ottenere la certificazione Cradle to Cradle®?

 

Amsterdam, la città dell’Economia Circolare

Il progetto partito nel 2015 si pone l’obiettivo di trasformare la capitale olandese in una città completamente sostenibile entro il 2050, applicando le linee guida Cradle to Cradle® all’interno di tre principali settori: quello edilizio, quello della bio-economia e quello dell’innovazione.

Sono stati molteplici gli interventi da parte di esperti e promotori dell’iniziativa in diversi eventi e festival. Tra i più recenti e importanti c’è il pitch di Shyaam Ramkumar durante l’evento Re-Think Milano 2019, ideato e promosso da Tondo, al quale ha partecipato anche Sfridoo.

Costruzioni green: il cantiere navale di De Ceuvel

Durante lo svolgimento dell’evento si è fatto riferimento al cantiere navale abbandonato di De Ceuvel per introdurre il tema delle costruzioni green. Infatti l’iniziativa intrapresa aveva l’intento di trasformare le vecchie imbarcazioni dismesse in luoghi di lavoro sostenibili dal punto di vista ambientale. La zona, mediante l’aiuto di designer, architetti e consulenti della sostenibilità, è diventata una vera e propria area di co-working che trasforma e riutilizza le acque reflue come fertilizzante.

Come ha spiegato Ramkumar:

[tutto ciò] è stato possibile grazie all’uso di pannelli fotovoltaici, la cui energia può essere scambiata tra i diversi edifici grazie all’uso della blockchain, attraverso l’uso del compost proveniente dai bagni e grazie alla creazione di una green house utilizzata per la produzione di cibo e per filtrare e purificare le acque”.

Park 20/20-C2C Centre, l’eco-quartiere di Amsterdam

Un altro punto fondamentale per la realizzazione del progetto è stato l’attenzione per lo smaltimento, il reintegro e la rigenerazione dei rifiuti prodotti da ciascuna attività. Le soluzioni sostenibili adottate in questo progetto, che parte da una piccola area, possono essere applicate anche a contesti più ampi. Come è stato dimostrato dal Park 20/20-C2C Centre, un eco-quartiere di circa 8 mila metri quadrati nella periferia di Amsterdam. Questo ulteriore esempio di circolarità applicato all’urbanistica è stato pensato per ospitare gli uffici di grandi aziende come Sony, Bosch e Siemens, e partendo dai principi Cradle to Cradle®.

Le case galleggianti di Schoonschip

Ulteriore opera del team urbanistico autore del De Ceuvel, è quella del quartiere di 46 case galleggianti chiamato Schoonschip. Il progetto, presentato sempre da Ramkumar, nasce nell’ottica del nuovo paradigma (e.g. circular economy e sostenibilità). Presenta nei suoi spazi processi utili alla creazione di materiali ecosostenibili, al riciclo dell’acqua, allo smaltimento dei rifiuti e all’autosufficienza energetica. Tale area ha preso poi il nome di Port of Amsterdam e ha già dato origine a 25 milioni di metri cubi di biogas, 120 mila tonnellate di biodiesel e 5 mila tonnellate di fertilizzanti.

I rifiuti sono gestiti da una sola azienda, la AEB, che ha realizzato un impianto di termovalorizzazione raggruppando diverse imprese quali la Biodiesel Amsterdam, la ChainCraft e la Power to Protein, con lo scopo di realizzare un’area comune adibita alla gestione delle problematiche ecologiche.

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Cradle to Cradle Marketplace: il primo negozio online di prodotti circolari

Il Cradle to Cradle Marketplace, nato del 2014, è il primo negozio online di prodotti circolari nato ad opera di Brendon Rowen, il CEO, e Paul Capel. All’interno di questo marketplace persone e aziende possono comprare a livello globale prodotti e servizi esclusivamente certificati Cradle to Cradle®

La mission

La mission di Cradle to Cradle Marketplace è quella di “usare la vendita di prodotti e servizi certificati Cradle to Cradle per creare prodotti e servizi sempre più sicuri e circolari, che rispettino le linee guida Cradle to Cradle®”.

All’interno del marketplace puoi comprare prodotti di tutti i tipi, dai pannolini agli asciugamani, ma anche vestiti, oggetti da cucina e pannelli solari. Inoltre B. Rowen e P. Capel non hanno pensato solo a un marketplace di prodotti Cradle to Cradle®. Si occupano anche di consulenze “green” (dal 2017) e di design di progetti circolari (dal 2019), il tutto utilizzando prodotti certificati Cradle to Cradle®, in modo da educare le aziende ai principi di sostenibilità e circolarità.

Ciò che B. Rowen e P. Capel vogliono trasmettere è una visione centrata sulla sostenibilità a 360°: comprare un qualsiasi prodotto all’interno del loro marketplace vuol dire anche abbracciare gli ideali di circolarità, sostenibilità e benessere delle persone e dell’ecosistema tipici della filosofia Cradle to Cradle®.

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