A Treviso il nuovo impianto per riciclare i pannolini è realtà

In Italia, nasce la prima azienda al mondo nel settore dell'Economia Circolare che, grazie al riciclaggio dei pannolini, diminuisce i rifiuti e l'impatto ambientale

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Economia Circolare Pubblicato il 9 Dicembre 2017

L’Italia ed l’Economia Circolare:  a Treviso l’unico stabilimento al mondo che ricicla i pannolini

Il nostro Paese sta entrando nell’ottica della tanto discussa “economia circolare” perché i principi su cui si basa aiutano l’ambiente e l’ecosistema e di conseguenza permettono a ognuno di noi di poter vivere in un mondo libero dai rifiuti. Rifiuti che subiscono dei processi “circolari” – appunto – tali per cui i prodotti fuori uso possono essere riutilizzati e trasformati in ulteriori prodotti. Concetti messi in pratica a Treviso, precisamente a Lovadina di Spresiano, paese immerso nella campagna, dove qui è nato uno stabilimento unico al mondo per ciò che riesce a fare e a cui nessuno aveva ancora mai pensato: riciclare i pannolini, operazione molto interessante e utile per l’ambiente.

L’azienda Fater a Treviso è l’esempio perfetto di economia circolare grazie al nuovo e unico impianto per riciclare i prodotti assorbenti

L’idea di riciclare i pannolini nasce da un’esigenza di tipo ambientale, poiché il consumo di prodotti assorbenti è molto ampio, sia per quanto riguarda gli adulti che i bambini. Di proprietà del gruppo Angelini e della multinazionale Procter & Gamble, la Fater – azienda tutta italiana – che, insieme alla società Contarina ha dato il via a un processo di riciclo molto più che innovativo, grazie al quale si potrebbero risparmiare fino a 400 kg di emissioni di CO2 ogni mille kg trattati, eliminando da discariche e inceneritori 10 mila tonnellate all’anno di prodotti assorbenti, per bambini e adulti.

Da una tonnellata di rifiuti conferiti alla raccolta differenziata sarà possibile ricavare fino a 150 chili di cellulosa, 75 chili di plastica e 75 chili di polimero. Come? Il procedimenti di riciclare i pannolini è semplice: con il vapore si eliminano eventuali patogeni e si abbattono i cattivi odori; i prodotti vengono poi lacerati e tutte le loro componenti – plastica, cellulosa e polimero – vengono separate diventando di nuovo materia prima. Da questa lavorazione si potranno così produrre oggetti di plastica, carta di qualità, prodotti tessili e fertilizzanti.

Come spiega Giovanni Teodorani Fabbri – General Manager della Fater:

“l’impianto per riciclare i pannolini nasce dalle ricerche tecnologiche condotte da Fater dal 2008 e dalla collaborazione con Contarina, per raggiungere la piena efficienza industriale. Puntiamo all’industrializzazione del nostro processo di riciclo entro il 2018 e a breve installeremo un ulteriore impianto con altre innovazioni in Olanda. Siamo però in contatto con altri Paesi europei e città italiane. Con Contarina abbiamo trovato le condizioni ottimali perché il progetto esprimesse tutte le sue potenzialità. La provincia di Treviso, infatti, ha un raccolta differenziata pari all’85%.”

L’impatto ambientale dello stabilimento di Treviso

Lo stabilimento trevigiano che punta a riciclare i pannolini è una vera svolta per la salvaguardia dell’ambiente perché consentirebbe di ridurre le emissioni prodotte ogni anno da più di 100 mila automobili, risparmiando ogni anno il consumo di 10 ettari suolo. La previsione per l’impianto della società Contarina, infatti, è di trattare 10 mila tonnellate di pannolini all’anno, coinvolgere circa un milione di utenti, risparmiare oltre 13 mila metri cubi annui di materiale in discarica ed evitare oltre tremila tonnellate all’anno di emissioni di anidride carbonica.

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