Un nuovo concetto di matrimonio nell’Economia Circolare: ecco Viridi

Un nuovo concetto di matrimonio nell’Economia Circolare: ecco Viridi

Matrimoni ed Economia Circolare: il connubio è possibile? Abbiamo intervistato Donatella D’Annibale della startup Viridi che ci spiegherà come questi due settori possono entrare in simbiosi

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Video Pubblicato il 16 Settembre 2020

se vuoi ascoltare l’intervista in formato audio:

ascolta su spreaker       

È interessante vedere che ci siano aziende come la tua,  Donatella, che prestano attenzione all’organizzazione sostenibile e Green dei matrimoni. Mi piacerebbe iniziare a parlare di come è nato Viridi e da dove nasce l’idea.

L’idea di creare VIridi nasce nel 2016, quando i temi Green erano davvero di nicchia, ancora più di adesso. Mi ero appena laureata e mentre passeggiavo sul lungomare di San Benedetto del Tronto in compagnia di una mia amica, pensavamo a quelle che potevano essere le nostre passioni e competenze più interessanti per trovare un lavoro.

Mi venne in mente di quando avevo partecipato ad un matrimonio in qualità di wedding planner e di quanto mi fosse piaciuto quell’evento. Allora realizzai: “beh… se l’ha fatto lei lo posso fare anche io”. Però il mio obiettivo fin dall’inizio era quello di distinguermi dalla massa, quindi è per questo motivo che ho utilizzato una mentalità Green.

Il Green nel 2016 era un fantasma, non era conosciuto, e le persone erano poco sensibili a questo tema. Quindi decisi di partecipare ad un bando regionale di creazione d’impresa, dal 2016 al 2018, e di iniziare il mio percorso di formazione in Destination Wedding. Ovviamente optando per l’offerta di Green Wedding. 

Durante questo bando, nel 2017, seguii  un corso americano online e diventai la prima Green Wedding Professional in Italia

Tuttavia, continuava a tormentarmi l’idea che per eccellere dovessi distinguermi dalla massa. Per questo motivo assunsi una business strategist. Insieme eseguimmo diverse ricerche di mercato, validammo l’idea e il primo luglio 2019 nacque Viridi.

Come funziona il tuo servizio di Green Wedding? Quali sono le cose su cui poni più attenzione?

Normalmente le collaborazioni con le persone che vogliono organizzare un matrimonio Green nascono da un primo contatto che può avvenire tramite chiamata o video call. Questo approccio molto diretto è necessario nel mondo del Wedding Planning, perchè quando si organizza un progetto di questo tipo entrambe le parti devono essere sulla stessa lunghezza d’onda.

Durante la chiamata elenco al cliente tre diverse proposte chiamate “esperienze”.

La prima delle tre è quella un po’ più autonoma, in cui la coppia decide di acquistare delle ore di consulenza personalizzate per perfezionare un aspetto del suo matrimonio in chiave green. 

Nel secondo pacchetto do la possibilità di creare un progetto teorico, che racchiude le scadenza, una timeline per la suddivisione dei vari fornitori, un monitoraggio costante del budget e altri aspetti importanti della gestione.

L’ultima è l’esperienza full, ovvero un piano completo in cui seguo la coppia dal primo all’ultimo giorno su tutti gli aspetti della gestione del matrimonio.

In tutti i pacchetti che offro cerco di trasmettere e concretizzare la mission di Viridi che è quella di eliminare l’inquinamento provocato dai matrimoni, riducendo le emissioni di CO2.

Per darti un’idea di quanto inquinamento provoca un evento di questo tipo, a febbraio 2019 l’Ansa ha pubblicato delle ricerche in merito a quest’aspetto. In questi report si calcola che un matrimonio di 100 invitati produce circa 5 tonnellate di CO2, che è la stessa quantità che produce in un anno un italiano medio. E’ un impatto notevole se pensiamo a tutti i matrimoni che vengono organizzati durante il weekend in Italia e nel mondo.

Quali sono le tre soluzioni che non possono mai mancare all’interno del proprio matrimonio?

Anzitutto celebrare il rito e il ricevimento nella stessa location, perché questo limita gli spostamenti dei fornitori e degli invitati. Quindi l’invitato non ha più la scusa di girare tutti i bar prima di andare al ricevimento ma si deve recare soltanto in un unico luogo e lì deve rimanere.

L’aspetto interessante è che esistono tantissime location attrezzate per ospitare anche il rito civile in loco. Questo perché i gestori dei locali sono sempre più attratti dall’avere un bacino maggiore di clienti. Altre strutture, invece, si stanno organizzando con parrocchie per celebrare nella stessa location il rito religioso e il ricevimento. Basti pensare alla rivalorizzazione dei borghi o delle ville storiche che vengono allestite appositamente per dare la possibilità alla coppia di eseguire il rito religioso e poi festeggiarlo nello stesso luogo.

Il secondo aspetto fondamentale è ridurre il più possibile tutto ciò che è superfluo, utilizzando il modello delle 3 R, la base dell’Economia Circolare: Riduci, Riusa e Ricicla. 

Come hai detto prima anche tu, questo si concretizza nel momento in cui la coppia si trovi a suoi agio nel trattare i temi legati alla sostenibilità. Applicando il modello delle 3 R, anche le coppie “Low Cost” avranno la possibilità di festeggiare il proprio matrimonio mantenendo la bellezza dell’evento con un occhio di riguardo all’aspetto della sostenibilità economico.

L’ultimo aspetto riguarda l’abito della sposa. In questo caso la scelta più sostenibile è quella di noleggiare il vestito. Per il mio matrimonio, che è stato rimandato, ho deciso di affittare un abito fatto a mano da una sarta che probabilmente tra un paio di mesi servirà ad un’altra sposa. Si creerà così una spirale virtuosa che darà una vita più longeva all’abito.

Prima abbiamo parlato delle 5 tonnellate di CO2 prodotte in un matrimonio. Pertanto vorrei sapere: quanto un matrimonio organizzato da te, quindi che integra tutti gli aspetti Green di cui abbiamo parlato, riduce questo impatto sull’ambiente?

Mi piacerebbe poterti rispondere con fermezza a questa domanda e sarei stata molto contenta nel presentarti il mio matrimonio come caso studio per eccellenza, perchè mi sono impegnata tanto per farlo diventare il più sostenibile possibile. Però a marzo ci siamo bloccati con l’organizzazione, quindi non sono riuscita a quantificare la CO2 che avrei emesso. Tuttavia posso affermare con estremo orgoglio che almeno la metà saremmo riusciti ad abbatterla.

Un risultato molto positivo, considerando che quando di parla di CO2 si fa rimento a percentuali molto più basse.

Complimenti: è un numero veramente altissimo. Ora vorrei che ci parlassi un po’ del team che sta dietro Viridi, perchè immagino sia composto da molte persone.

Non so se ci crederai ma sono l’unica componente del team. L’idea che avevo in mente era quella di portare avanti il progetto insieme ad altri compagni di avventura. Infatti, sto cercando persone nell’ambito della finanza e del marketing per diventare co-founder. Per ora ho parlato solamente con due donne. 

Attualmente collaboro anche con diverse Wedding Planner in tutta Italia .Per esempio, nel 2020 sarei dovuta andare a Milano per organizzare un matrimonio ma, visto quello che è successo, ho preferito appoggiarmi ad una Wedding Planner del posto. 

Di sicuro recarmi ad un sopralluogo a Milano sarebbe scomodissimo, quindi cercare delle collaborazioni di questo tipo mi agevola il lavoro. 

Penso anche che la riduzione dei miei spostamenti lavorativi sia una scelta sostenibile. Perché se si vuole adottare una mentalità circolare bisogna applicarla a qualsiasi nostra azione.

Mi chiedevo, qual è quella caratteristica dei matrimoni organizzati da te che non dovrebbe mancare in nessun matrimonio Green?

Penso siano due le caratteristiche. Forse la prima è scegliere i fornitori: penso alla sarta, all’artigiano delle bomboniere, al produttore locale made in Italy, in modo tale che la sostenibilità sia non soltanto ambientale, ma anche sociale. Quindi consiglio di conoscere di persona il fotografo, il fiorista e la stamperia della zona, optando per quelle che stampano in carta riciclata o addirittura che usano inchiostri compostabili naturali.

La seconda caratteristica è di dire no alla plastica monouso, applicabile, per esempio, al Finger Food da antipasto.

Scegliere i fornitori e non usare plastica monouso sono due caratteristiche che vanno in parallelo. Mi spiego meglio: trovo difficile che un artigiano abruzzese, che intaglia il legno, mi consegni tavoletta e portachiavi in legno in una busta di plastica, come le costosissime bomboniere che vengono dalla Cina e che sono incelofanate in buste di plastica.

Bisogna tenere in considerazione la sostenibilità ambientale, ma anche quella sociale e legata al territorio. Si dovrebbero promuovere sempre di più le attività locali e si dovrebbe puntare sulla transizione dall’economia lineare a quella circolare.

 

Grazie Donatella per averci raccontato le caratteristiche della tua azienda che organizza matrimoni sostenibili.

Con “Economia Circolare per tutti” scopri le realtà che stanno facendo della circular economy il proprio business.

 

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