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Cosa sono CAM e GPP e perché sono fondamentali per l'Economia Circolare

Scopriamo cosa sono Criteri Ambientali Minimi (CAM) e i Green Public Procurement (GPP) e perché costituiscono un tassello fondamentale per lo sviluppo dell’Economia Circolare in Italia.

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Economia Circolare Pubblicato il 27 Maggio 2022

Pubblica Amministrazione e sostenibilità ambientale

Quando parliamo di CAM e GPP ci riferiamo alla sostenibilità ambientale nell’ambito degli acquisti e degli appalti effettuati dalla Pubblica Amministrazione (PA).

Sappiamo come le acquisizioni effettuate dalla PA siano da tempo un tema caldo, a causa degli sprechi e delle condotte illecite.

Tuttavia, negli ultimi anni un nuovo tema ha riacceso positivamente il dibattito sugli acquisti della Pubblica Amministrazione.

Gli operatori hanno iniziato a tener conto non solo della quantità e del prezzo dei materiali acquistati, ma anche dell’impatto ambientale di questi beni e servizi.

In questo modo, l’attenzione nei confronti dell’ambiente è entrata a far parte in maniera istituzionalizzata dei processi di acquisto della PA.

Per supportare questa integrazione, sono nati strumenti legislativi che favoriscono l’acquisto di prodotti sostenibili, premiando in questo modo le aziende che li producono.

Questa spinta a dire il vero, come scopriremo nei prossimi paragrafi, deriva, come spesso accade, da una direttiva dell’Unione Europea, che abbiamo integrato nelle nostro sistema giuridico.

 

Cos’è il Green Public Procurement (GPP)

GPP è acronimo di Green Public Procurement, letteralmente “Appalti Pubblici Verdi”.

È il metodo attraverso cui una Pubblica Amministrazione analizza e decide di acquistare prodotti e servizi che hanno un ridotto impatto ambientale, rispetto ad altri prodotti e servizi senza caratteristiche di sostenibilità.

Si tratta in sostanza di preferire l’acquisto di prodotti sostenibili al posto di altri senza questa caratteristica.

Commissione Europea e GPP

La Commissione Europea definisce il GPP come: “l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”.

Come si scorge nella definizione, beni e servizi devono essere valutati tenendo in considerazione l’intero ciclo di vita: dalla composizione dei materiali, fino alle modalità di utilizzo e smaltimento o riciclo.

L’integrazione degli aspetti ambientali nei processi d’acquisto si basa su una visione d’insieme dei ciclo di vita del prodotto, il cosiddetto Life Cycle Cost (LCC).

In questo modo si prendono in considerazione oltre i costi derivanti da progettazione e produzione anche i costi effettivi di utilizzo e smaltimento che insistono sulla collettività.

 

Cosa sono i Criteri Ambientali Minimi (CAM)

CAM è acronimo di Criteri Ambientali Minimi.

Possono essere descritti come gli standard minimi dal punto di vista ambientale da rispettare nell’acquisto di prodotti e servizi da parte della PA o per partecipare alle gare d’appalto.

I CAM sono dei requisiti di tipo ambientale, economico ma anche sociale, che costituiscono il punto di riferimento a livello nazionale per le stazioni appaltanti per effettuare gli Appalti Pubblici Verdi.

L’approccio con il quale vengono calcolati i CAM è lo stesso già accennato per gli GPP, ovvero tutto il ciclo di vita.

Questi requisiti servono quindi alle PA per individuare la soluzione progettuale migliore sotto il profilo ambientale su tutto il suo ciclo di vita.

Quindi in definitiva il GPP e CAM sono due elementi complementari che si integrano tra loro nel momento in cui si decide di acquistare prodotti e servizi a basso impatto ambientale.

 

A cosa servono CAM e GPP

L’Unione Europa sostiene ormai da lungo tempo l’adozione da parte degli stati membri di strategie per la sostenibilità ambientale, economica e sociale applicata al settore degli appalti della PA.

Le PA che intraprendono azioni che comprendono i CAM e GPP si impegnano così sia a razionalizzare acquisti e consumi sia a incrementare la qualità ambientale delle proprie forniture e servizi.

Obiettivi CAM e GPP

Tra i principali obiettivi nell’utilizzo di questi due strumenti abbiamo:

  • perseguire la riduzione degli impatti ambientali;
  • l’integrazione dei valori ambientali nelle altre politiche dell’ente;
  • la diffusione di modelli di consumo e di acquisto sostenibili;
  • la promozione nell’utilizzo di strumenti quali la LCA, LCC, SLCA;
  • diffondere tra le persone e gli enti il messaggio che beni e servizi hanno anche costi indiretti;
  • aumentare l’attenzione nella fase di smaltimento dei materiali, che spesso risulta essere una fase molto costosa e impattante.

Raggiungere questi obiettivi, porterà una nuova consapevolezza e una maggior investimento nello sviluppo di schemi dell’Economia Circolare.

Un nuovo modo di consumare, promosso dalle Pubbliche Amministrazioni, che porterà alla nascita di nuovi modelli di utilizzo di materie prime e di produzione industriale.

Di conseguenza ci saranno nuovi prodotti e servizi sostenibili derivanti da modelli dell’Economia Circolare che verranno distribuiti sul mercato.

 

Normativa CAM e GPP

L’utilizzo di CAM e GPP non avviene in maniera facoltativa, ma vi è una cornice legislativa che impone alle PA questo tipo di approccio.

La Commissione Europea ha dapprima incoraggiato gli stati membri a dotarsi di strategie per l’integrazione delle esigenze ambientali negli appalti pubblici. Poi ha emanato linee guida specifiche per la redazione di piani d’azione nazionali di GPP.

In Italia, le linee guida europee sono state progressivamente recepite con una serie di decreti. Nel 2006 è stato fatto il primo passo con l’adozione del “Piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi della Pubblica Amministrazione”, il cosiddetto PAN GPP.

Il PAN GPP ha definito gli obiettivi nazionali, identificato le categorie di beni e servizi per i quali definire i CAM e fornito le linee di indirizzo per gli enti pubblici per l’adozione del GPP.

Successivamente con l’approvazione della Legge 221/2015 ha dedicato l’intero Capo IV alle disposizioni relative al GPP.

Con questo testo, è stato reso obbligatorio per le PA l’inserimento nella documentazione di gara d’appalto delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali che definiscono i CAM relativi alle diverse categorie di forniture.

Infine, nel 2016, è stato approvato il Nuovo Codice degli Appalti con il D.lgs. 50/2016.

 

Il Piano d’Azione Nazionale per il Green Public Procurement (PAN GPP)

In ottemperanza alla Legge finanziaria 2007, il Ministero dell’Ambiente ha elaborato il “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione”.

Questo piano è noto oggi con la sigla PAN GPP.

Si tratta del Decreto interministeriale n.135 dell’11 aprile 2008. La stesura è avvenuta di concerto con i Ministeri di Economia e Finanze e Sviluppo Economico, comprendendo anche un ampio processo di consultazione con enti locali, parti interessate, enti e strutture tecniche di supporto.

Il Ministro dell’Ambiente con tale Decreto ha disposto un quadro con l’obiettivo di imporre il GPP presso gli enti pubblici in modo da ottenere miglioramenti in termini ambientali, economici e industriali.

Lo scopo del PAN GPP

Il PAN GPP regola le modalità di aggiudicazione degli appalti prevedendo l’adozione dei CAM allo scopo di indirizzare le scelte della PA. Vengono premiati così quei prodotti e servizi a più elevato valore di sostenibilità.

Lo scopo del PAN GPP è quindi quello di conseguire gli obiettivi ambientali strategici di riferimento quali l’efficienza e il risparmio di risorse naturali, la riduzione dei rifiuti prodotti e della loro pericolosità e la riduzione dell’emissione di sostanze pericolose.

 

I criteri ambientali Minimi nel Nuovo Codice Appalti

In Italia, oltre al Piano d’Azione Nazionale per il GPP, l’efficacia dei CAM è stata assicurata da due strumenti che ne hanno reso obbligatoria l’applicazione da parte di tutte le stazioni appaltanti della PA. Si tratta della Legge 221/2015 e del D.lgs. 50/2016 “Nuovo Codice degli appalti”, modificato successivamente dal D.lgs. 56/2017.

Il Nuovo Codice degli Appalti definisce le modalità di svolgimento delle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture della Pubblica Amministrazione per qualunque importo.

Esso ha introdotto l’obbligo della valutazione delle offerte secondo il principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

La novità è stata inoltre l’aver legato questo concetto all’intero ciclo di vita di prodotti e servizi in relazione a criteri oggettivi delle performance ambientali, energetiche e sociali.

Le stazioni appaltanti contribuiscono al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal PAN GPP attraverso l’inserimento dei CAM nella documentazione progettuale e di gara.

Questi danno luogo a dei criteri premianti in fase di valutazione delle scelte per l’assegnazione dell’appalto.

Questo deve avvenire secondo il principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo valutata in base a criteri oggettivi per quanto riguarda gli aspetti ambientali o sociali.

 

Cam e GPP tasselli fondamentali dell’Economia Circolare

L’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi negli Appalti Pubblici risponde all’esigenza della Pubblica Amministrazione di razionalizzare i propri consumi, senza ridurne la qualità.

A questo punto, vogliamo sottolineare quanto l’obiettivo della preservazione della qualità dell’ambiente possa avere ulteriori conseguenze.

Tra i vari obiettivi, CAM e GPP, come abbiamo già accennato, perseguono la diffusione di modelli di consumo e di acquisto sostenibili.

La Pubblica Amministrazione nel suo duplice ruolo di cliente e consumatore può far affidamento a una forte capacità di orientamento del mercato.

Il GPP attraverso l’inserimento di criteri di preferibilità ambientale nelle procedure di acquisto della Pubblica Amministrazione si configura come un valido strumento per favorire la crescita di un mercato di beni e servizi sostenibili.

L’obbligo di Criteri Ambientali Minimi negli Appalti Pubblici Verdi fa sì che la politica nazionale non sia incisiva solo nell’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali.

Lo potrà essere anche in quello di promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili e nello specifico nello sviluppo dell’economia circolare.

In questo modo CAM e GPP possono proprio essere un tassello fondamentale per l’economia circolare, perché favoriranno la nascita di nuove filiere industriali con un conseguente aumento dell’occupazione nel settore.

Essendo presenti standard minimi che le PA devono rispettare nella scelta di prodotti e servizi, di conseguenza anche le aziende si devono adattare per poter essere scelte come fornitrici.

In questo modo la leva della domanda pubblica favorisce lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi provenienti da filiere di economia circolare.

 

Una spinta all’Economia Circolare

In questo articolo abbiamo scoperto come il comportamento della Pubblica Amministrazione possa influire positivamente sul tessuto economico.

I privati possono essere incentivati a cambiare i loro metodi di produzione verso una direzione più sostenibile.

Grazie a questo l’Economia Circolare può ricevere un’ulteriore spinta in avanti.

CAM e GPP costituiscono un buon mezzo per spingere il sistema produttivo a rendere beni e servizi sostenibili e sviluppare filiere circolari.

 

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