fasi ciclo vita prodotto

Le fasi del ciclo di vita di un prodotto: cosa significa BOL - MOL - EOL

Cosa si intende per End Of Life di un prodotto? Di quante e quali fasi si compone il Ciclo di Vita di un prodotto? E cosa significano BOL e MOL?

  • 9

Economia Circolare Pubblicato il 10 Gennaio 2020

Indice

  1. Cosa si intende per Ciclo di Vita di un prodotto
  2. Le fasi del Ciclo di Vita
  3. L’importanza dell’inizio vita del prodotto
  4. End Of Life dei software
  5. End Of Life dei dispositivi elettronici

Cosa si intende per ciclo vita di un prodotto

Quando si parla di ciclo vita di un prodotto si intende il lasso temporale che comprende tutta la sua esistenza dall’ideazione e progettazione fino allo smaltimento. Ultimamente se ne sente molto parlare per implicazioni di tipo ambientale e per il fatto che si comincia a prendere in considerazione la durata d’utilizzo e l’inquinamento scaturito durante la produzione e poi la distruzione una volta terminata l’utilità.

product life cycle curve

Queste preoccupazioni sono dovute al fatto che ci si è accorti che negli ultimi decenni la durata d’utilizzo di qualsiasi oggetto si è drasticamente ridotta rispetto al passato e ciò ha fatto poi crescere la quantità di rifiuti prodotti in maniera esponenziale. A questo proposito sono nati strumenti che misurano gli impatti derivanti durante tutto questo lasso temporale come la Life Cycle Assessment – LCA.

Il Ciclo di Vita del prodotto in 3 fasi

La fase BOL coincide con lo sviluppo del prodotto ovvero il design, la creazione, i test e la fase iniziale di marketing. Nel MOL sono concentrate le attività di marketing e vendita. Se un prodotto ha successo, questa è la fase con la durata più lunga. Il fine del ciclo vita è quello in cui un prodotto giunge alla fine della sua utilità.

Queste tre fasi sono strettamente legate fra loro e si permeano l’una con l’altra tendenzialmente senza una divisione fissa. Ciò però non è sempre valido, come per esempio per i prodotti elettronici e i software dei quali il ciclo vita viene pianificato in maniera strategica.

La End Of Life – EOL potrebbe essere pianificata rendendo a un certo punto il prodotto inidoneo alla prosecuzione delle sue normali funzioni senza aver però subito danni, in maniera da spingere il consumatore a dover acquistare un nuovo prodotto; si parla in questo caso di obsolescenza programmata.

L’importanza dell’inizio vita del prodotto

Bisogna sottolineare l’importanza della fase iniziale perchè le decisioni prese durante dei essa avranno ripercussioni in quelle successive e soprattutto nella End Of Life. La scelta dei materiali incide sulla durata del prodotto, la possibilità di riutilizzo e di riciclo e da ciò dipenderanno la sostenibilità d’uso e le pratiche a fine vita.

A questo proposito, negli ultimi anni, si sono sviluppate in diversi ambiti delle soluzioni come il Design for Disassembly che è il processo di progettazione dei prodotti in modo che possano essere facilmente, economicamente e rapidamente smontati alla fine della loro vita utile in modo che i componenti possano essere riutilizzati e/o riciclati.

Tale soluzione assume diverse denominazioni a seconda del settore, per esempio nell’automotive si parla di Built for dismantling e in architettura ed edilizia di Design for Deconstruction e di Closed-loop Construction Systems (metodi di costruzione a ciclo chiuso) nei quali vengono utilizzati materiali ed elementi costruttivi che possono essere recuperati dagli edifici e riciclati all’infinito attraverso processi naturali o industriali. Queste ultime soluzioni fanno parte della filosofia Cradle to Cradle (dalla culla alla culla) che sta prendendo piede nel mondo anglosassone e in tutta Europa.

Progettazione e refurbishing dei dispositivi

Nel mondo dell’informatica il discorso è differente in quanto gli hardware per funzionare devono essere compatibili con sistemi operativi e software, che spesso “vanno in pensione”. Non per danneggiamenti o usura prestazionale, ma a causa dell’evoluzione nell’uso di software e tecnologie gestionali che non li rende più utilizzabili per incompatibilità. Gli hardware essendo comunque composti da parti assemblate possono contenere parti riutilizzabili ed essere anch’essi progettati per il disassemblaggio.

Leggi anche 4 motivi per capire cos’è un prodotto Ricondizionato o Refurbished

Nel mondo dell’ICT, sia per quanto riguarda software che hardware, le diverse fasi si contraddistinguono oltre che da differenze di costi, distribuzione, prezzi e vendite, soprattutto per livelli diversi di supporto ed assistenza. Al di là delle pratiche di obsolescenza programmata, sempre più combattute a livello normativo e sociale, una notevole differenza che si riscontra nei prodotti ICT è che sono i produttori a stilare una vera e propria roadmap delle fasi del Ciclo di Vita fin da quella di progettazione. La necessaria compatibilità dei software con gli hardware ha fatto in modo che anche per quest’ultimi vengano progettate fasi del ciclo vita di una lunghezza determinata.

End Of Life dei software

Per quanto riguarda la End of Life, nel caso specifico dei software, questa vine ulteriormente suddivisa in una roadmap decisa dal produttore ma resa pubblica, per cui il consumatore conosce già le date. In particolare software e sistemi operativi per PC immessi sul mercato sono accompagnati da un periodo di supporto durante il quale vengono garantiti la disponibilità di aggiornamenti di vario tipo, oltre all’assistenza. La durata esatta del periodo di supporto varia a seconda del tipo di software. Per quanto riguarda i sistemi operativi per PC si parla di 10 anni. Un odierno esempio calzante è quello del sistema operativo Windows 7 che è arrivato alla fine del periodo di supporto proprio in questi giorni.

La suddivisione della End Of Life si compone di diversi livelli di supporto e assistenza garantiti, individuati da acronimi differenti e somiglianti che possono creare confusione. L’utilizzatore quindi non solo deve preoccuparsi del loro significato, ma deve anche fare attenzione a una varietà di date diverse da tenere a mente.

I diversi modi di dire End Of Life

EOSL, EOL, EOS ed EOA sono tutte abbreviazioni riguardanti il fine del ciclo di vita e le sue varie sfaccettature.
EOSL End Of Service Life è il momento dopo il quale non verranno più forniti supporto tecnico e altri tipi di servizi di supporto. Potrebbe essere ancora possibile ottenere il supporto dopo questa data usufruendo di particolari servizi a pagamento supplementare. La classica dicitura EOL End of Life indica essenzialmente la data in cui il produttore ha deciso che il prodotto in questione ha raggiunto la fine della sua “durata utile” e non lo pubblicizzerà e commercializzerà più. EOS End Of Sale è la data dalla quale vi è l’interruzione delle vendite del prodotto e l’esclusione dello stesso dai listini ufficiali. Questo è anche comunemente indicato come EOA End Of Availability, fine della disponibilità.

End Of Life dei dispositivi elettronici

La gestione degli End Of Life è sempre più importante soprattutto per gli hardware quindi per tutti i device elettrici ed elettronici in possesso di un’azienda. Per le imprese che usufruiscono del noleggio dei dispositivi non ci dovrebbero essere preoccupazioni perché la durata dei contratti con i fornitori è di lunghezza inferiore alle tempistiche di raggiungimento di obsolescenza. Inoltre, i contratti di noleggio prevedono il servizio di assistenza e, nel caso, la sostituzione del device a fronte di guasti o inutilizzabilità. Sarà poi responsabilità del fornitore l’eventuale smaltimento del dispositivo e gestione del fine vita dell’oggetto.

Leggi anche Rifiuti elettrici ed elettronici: quando il Riciclo non basta

Nel caso di mancanza di contratti di noleggio, quindi quando un’azienda è proprietaria dei dispositivi che utilizza, ed essi non sono più adatti all’uso che se ne fa, questi possono essere smaltiti con un esborso da parte della proprietà. Una volta avviati allo smaltimento è possibile recuperare parte dei materiali nobili, tra i quali: metalli, metalli rari e/o preziosi, attraverso processi meccanici e chimici comunque energivori.

Come valorizzare i device usati in azienda

La necessità è individuare un’alternativa conveniente per le aziende al posto dello smaltimento. Concepire quello che normalmente è considerato scarto o rifiuto come nuova risorsa è il fulcro dell’economia circolare e fa parte della simbiosi industriale cui si fa cenno nelle direttive del Pacchetto UE per l’Economia Circolare.

In alternativa, ci si può rivolgere a chi effettua operazioni di acquisto di materiale usato, al fine di effettuare un refurbishment e successivamente una vendita su mercati secondari.
Certi dispositivi sono immediatamente riutilizzabili necessitando solo di pulizia, cancellazione dei dati e ricondizionamento. Da quelli inutilizzabili è possibile rimuovere componenti non compromessi per integrare o creare device assemblati. Questa seconda strada sarebbe la preferibile.

Scopri come guadagnare dal tuo parco di dispositivi elettrici aziendali evitando i costi di smaltimento

 

Se questo articolo ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo con colleghi, amici e persone che potrebbero essere interessate. Nel frattempo se vuoi ricevere mensilmente la raccolta degli articoli pubblicati puoi iscriverti alla newsletter o seguire Sfridoo su LinkedInFacebook e Twitter, per entrare di diritto nel network dell’economia circolare.

Leggi anche

elenco sottoprodotti emilia romagna
di Marco Battaglia 21 Gennaio 2020

Economia Circolare

2 nuovi sottoprodotti: aggiornato l’elenco dell’Emilia-Romagna

La regione Emilia Romagna torna al centro del dibattito ambientale sostenendo ancora una volta l’impegno verso una politica verde protesa ai principi della circolarità. Con le due nuove schede tecniche inserite all’interno dell’elenco sottoprodotti, la Regione Emilia-Romagna aggiunge un tassello importante per rispondere agli obiettivi nazionali ed europei legati all’Economia Circolare.

Scopri i nostri servizi