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Gestione dei rifiuti: siglato accordo sull’Economia Circolare

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Economia Circolare Pubblicato il 21 Dicembre 2017

Dopo mesi di trattative, tra gli Stati membri dell’Unione Europea, arriva l’accordo sull’economia circolare costituito dal Pacchetto di misure legislative che sancisce l’avvio – seppur previsto per il 2018 – di nuovi obiettivi per la gestione dei rifiuti urbani e i conferimenti in discarica. Già, perché la discussione sul programma legislativo su un’economia più circolare è iniziata nel dicembre 2015.
Un piano di iniziative per migliorare il riciclo dei prodotti, l’utilizzo della materia riciclata in modo più efficiente, il conferimento in discarica e la gestione dei rifiuti in tutta l’Europa. Sono queste, ed altre, le direttive contenute nell’accordo sull’economia circolare firmato dal Parlamento e dal Consiglio dell’Unione Europea.

La Commissione europea firma l’accordo sull’economia circolare con un Pacchetto di norme sui rifiuti, esclusi quelli speciali

Quali sono i dettagli? L’accordo sull’economia circolare prevede le direttive riguardo 4 aree tematiche, tre delle quali concentrate sulla gestione dei rifiuti, discariche e imballaggi, mentre la quarta mette assieme i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e i veicoli fuori uso, pile e accumulatori. Stando a quanto comunicato dal Consiglio, il nuovo Pacchetto rimane provvisorio almeno fino ai primi mesi del 2018.

Partiamo dai target di riciclo dei rifiuti urbani. Se nella versione del Parlamento si fissava infatti l’obiettivo al 70% entro il 2030, e nella proposta originaria della Commissione il target era 65% al 2030, l’accordo siglato lo scorso 18 dicembre, prevede invece il 65% al 2035. Ridimensionati anche i target sugli imballaggi: il Parlamento chiedeva infatti l’80% entro il 2030, la Commissione proponeva il 75% al 2030, mentre l’accordo si ferma al 70%. Nessuna modifica, invece, per quanto riguarda la riduzione dei conferimenti in discarica: i parlamentari chiedevano un tetto del 5% al 2030, mentre  la versione proposta dalla Commissione, guidata da Jean Claude Juncker, fissava al 2030 un target massimo del 10%. Lo stesso dell’accordo sull’economia circolare siglato questa notte. E così sarà.

“Dopo 18 mesi di lavoro e 17 ore non stop di negoziato intenso abbiamo trovato l’accordo sull’economia circolare e sulle 4 direttive con tema ‘gestione dei rifiuti’”, spiega l’eurodeputata italiana Simona Bonafé. E insieme a lei, altri si sono espressi su un altro passo in avanti in favore del nuovo modello: “L’accordo sull’economia circolare rafforzerà la nostra “gerarchia dei rifiuti” collocando la prevenzione, il riutilizzo e il riciclo chiaramente al di sopra del conferimento in discarica e dell’incenerimento – ha spiegato il Commissario europeo all’ambiente Karmenu Vella -. L’accordo sull’economia circolare renderà le nostre economie più efficienti in termini di risorse, creerà posti di lavoro e ridurrà l’impatto sull’ambiente e l’esaurimento delle risorse.”

Tuttavia, dal Pacchetto di misure, è esclusa la gestione dei rifiuti speciali che sono prodotti in grandissime quantità in Europa come in Italia (basti pensare che nel nostro Paese sono presenti 30,1 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e 132,4 di rifiuti speciali generati in un anno).

Si può comunque affermare che con l’accordo sull’economia circolare si stanno muovendo dei passi verso un modello che fa bene all’ambiente e a ognuno di noi, modello sicuramente già seguito da molti paesi europei come la Danimarca, la Svezia o la Germania, dimostrando che ridurre i rifiuti attraverso il riciclo e la prevenzione si può.

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