Esportare e riciclare alluminio nel mondo

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Rifiuti Pubblicato il 13 Dicembre 2017

L’alluminio è un metallo presente in natura e le caratteristiche principali sono la leggerezza e la resistenza all’ossidazione. Da rottame viene lavorato a livello grezzo attraverso alcuni processi di produzione industriale come la fusione, l’estrusione la forgiatura o lo stampaggio. Per la sua facilità di lavorazione, questo metallo viene impiegato in moltissime industrie per la realizzazione di innumerevoli prodotti ed è un elemento fondamentale per l’economia mondiale. Infatti riciclare alluminio fa bene al pianeta oltre che all’economia stessa. Tra i settori in cui si può riciclare l’alluminio vi è il campo dei trasporti, il settore aerospaziale e dell’edilizia.

Riciclare alluminio consente di risparmiare il 95% di energia e molti Paesi puntano all’esportazione

Alcune aziende svolgono le fasi dell’intera filiera che si occupa di riciclare alluminio: dalla raccolta fino alla produzione del materiale nuovo. L’alluminio ricavato dal riciclo è definito “materia prima seconda” (MPS) proprio perché può essere impiegato al pari dell’alluminio vergine ma deriva dalla sua seconda vita.

Perché è così importante riciclare alluminio? Perché consente di risparmiare fino al 95% dell’energia necessaria per la produzione di alluminio vergine, evitando così le emissioni di CO₂. Naturalmente, i paesi che consumano più alluminio sono anche quelli che generano una quantità maggiore di rottami. Nonostante ciò, non tutti i paesi esportano i loro scarti, privilegiando il recupero dell’alluminio stesso per produrne di nuovo.

Essendo il pianeta colmo di questo metallo, molti paesi hanno deciso di investire sui processi di produzione di alluminio, e quindi riciclare alluminio, tanto da raggiungere le vette di “maggiori esportatori mondiali”. Primi fra tutti gli Stati Uniti: più del 36% delle forniture del paese provengono da metallo riciclato. Le risorse provenienti dal mondo del secondario sono così abbondanti a causa della lunga storia del paese nella produzione e nel consumo di alluminio. Sono quasi 2 milioni di tonnellate i rottami esportati ogni anno, una quantità che rappresenta un terzo delle forniture di rottami globale. Senza il recupero di rottami la capacità dell’industria dell’alluminio degli Stati Uniti sarebbe ridotta drasticamente.

In Europa lo Stato che punta maggiormente a riciclare alluminio è la Germania. Essa contribuisce al 25% del consumo totale di alluminio e lo sviluppo del settore dipende in modo significativo dal mercato automobilistico di cui la nazione ne è ghiotta. Il Paese esporta circa 1 milione di tonnellate di rottami ogni anno. Nel Regno Unito, invece, riciclare alluminio è un’operazione tale da soddisfare le esigenze interne, ma l’esportazione è destinata anche all’estero, soprattutto in Cina. Vengono esportate circa 514.762 tonnellate di rottame all’anno, mentre la produzione annua di metallo primario è di circa 200.000 tonnellate.

La Francia è uno dei mercati chiave per la crescita dell’industria europea dell’alluminio. Il consumo di alluminio del paese è determinato dal settore dell’imballaggio, dall’edilizia e dal settore automobilistico. La Francia esporta circa 400.000 tonnellate di rottami di alluminio ogni anno anche se, recentemente, c’è stato un calo.

E infine non può mancare il Medio Oriente che ritiene importante riciclare alluminio poiché consente una rapida crescita dell’economia. Riciclare l’alluminio è diventato un mercato prevalentemente trainato dalle esportazioni degli scarti industriali. Il rottame di alluminio generato dal Medio Oriente è stimato in circa 500.000 tonnellate, di cui circa 360.000 tonnellate vengono esportate.

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