Stretta l’Alleanza in favore dell’economia circolare

Intesa Sanpaolo ed Enel hanno stretto a Roma "l'Alleanza per l'Economia Circolare" e sono decisi a impegnarsi per migliorare le imprese italiane che si basano sui principi di innovazione, competitività e performance ambientale

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Economia Circolare Pubblicato il 2 Dicembre 2017

Premessa

Svolta decisiva per l’economia circolare in Italia e nel mondo. Il 29 novembre scorso, presso la sede di Confindustria a Roma, è stata stretta l’ “Alleanza per l’economia circolare” tra Intesa Sanpaolo ed Enel, decisi a impegnarsi per porre un miglioramento concreto per le imprese italiane devote ai princìpi di innovazione, competitività e performance ambientale.

Un’iniziativa che ha visto la partecipazione di imprese talentuose e di successo, tra cui Bulgari, Novamont, Eataly, Gruppo Salvatore Ferragamo, Costa Crociere e Fater, le quali, insieme ai promotori del Manifesto (Enel ed Intesa Sanpaolo) hanno preso parte a un progetto che vede l’ambiente e l’economia circolare obiettivi primari su cui focalizzarsi.

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Erano inoltre presenti i rappresentanti di aziende come Nissan, Philips, ARUP, Marangoni, Astelav, Armadio Verde, Freyrie Flores Architettura e Accenture, che nel corso dell’incontro hanno illustrato le loro migliori pratiche nell’economia circolare, fenomeno analizzato anche da un rappresentante della Ellen MacArthur Foundation – istituzione leader, nel mondo, per la promozione e lo sviluppo dell’economia circolare – dal punto di vista internazionale.

Nell’intervento tenuto da Mauro Micillo, Responsabile della Divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo e Amministratore delegato di Banca Imi, “la circular economy rappresenta per Intesa San Paolo una sfida e un’opportunità capace di creare nuovo valore e crescita. Circular economy significa estensione della vita utile dei beni, rigenerazione degli stessi, nuove piattaforme di condivisione, prodotto come servizio, filiera circolare e molto altro”.

L’economia circolare, in effetti, punta alla trasformazione dei processi e al re-design dei prodotti e dei servizi favorendo il superamento delle tradizionali divisioni tra diversi settori industriali e una maggiore sinergia tra le aziende. L’innovazione e la sostenibilità diventano così parte integrante del business e scelta strategica di competitività, anche nell’ottica della lotta ai cambiamenti climatici.

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Conclusioni

Le considerazioni su un tema così attuale e importante come quello dell’ambiente sono state espresse dai molti esponenti delle aziende presenti, oltre che dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal membro del Parlamento Europeo Simona Bonafè. Tutti d’accordo su quanto il fattore ambiente sia una leva fondamentale per lo sviluppo economico del Paese, e anche se “l’Europa è scarsa di materie prime, ma carica di ingegno e di scuole di eccellenze nell’innovazione – ha affermato Bonafè – il paradigma economico si sposta sempre di più su concetti come sostenibilità e riciclo, il varo strategico per indirizzare il nostro sistema industriale verso le sfide di questo nuovo modello di crescita”.

Parte importante del convegno di Confindustria, è stato anche il Documento di Posizionamento Strategico, denominato “Verso un modello di economia circolare in Italia”, creato dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero dello Sviluppo Economico, che contribuisce alla definizione degli obiettivi sull’uso efficiente delle risorse e dei modelli di produzione e consumo sostenibili. Perché, come ha detto il Ministro dell’Ambiente Galletti, “l’Italia può contare sulla forza delle aziende radicate nel territorio e sulla capacità di capire prima di altri quali pratiche sono elementi di competitività sul mercato, come la rigenerazione, l’ecodesign e combattere i rifiuti . Il nostro Paese vuole superare la grande sfida dell’economia circolare con l’Europa.”

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