L’attuazione di modelli di business circolari ci chiede di ripensare all’utilizzo delle risorse naturali. Per ottimizzarne l’uso occorre produrre e consumare in modo intelligente, ovvero minimizzando gli sprechi di produzione. In questo senso, occorre necessariamente ricorrere all’utilizzo di risorse naturali alternative, come i Neomateriali.

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L’attuazione di modelli di business circolari ci chiede di ripensare all’utilizzo delle risorse naturali. Per ottimizzarne l’uso occorre produrre e consumare in modo intelligente, ovvero minimizzando gli sprechi di produzione. In questo senso, occorre necessariamente ricorrere all’utilizzo di risorse naturali alternative, come i Neomateriali.

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Neomateriali Pubblicato il 22 Ottobre 2020

Indice

 

Premessa 

Quando parliamo di benessere pensiamo non solo a quello personale, ma anche a quello dell’intera società.

Uno dei fattori che conferiscono benessere alla società è sicuramente legato all’economia, come avere un’occupazione, percepire un reddito per essere autosufficienti, godere di buone condizioni lavorative.

Per raggiungere un accettabile benessere della società bisogna, quindi, ripensare all’economia. E’ proprio questo quello che ha messo per iscritto l’Unione Europea, con le priorità per il quinquennio 2019-24. Si vuole, e si deve, andare verso un’Economia Circolare che sia in grado di rigenerarsi da sola e che ripensi in modo intelligente all’utilizzo delle materie prime, nel rispetto dell’ambiente, dell’economia e della società.

Con il Pacchetto Economia Circolare, infatti, l’Unione Europea non solo promuove modelli di business circolari, ma li sostiene anche finanziariamente.

Scopri Cos’è l’Economia Circolare?

L’economia dipende dall’ambiente 

L’efficienza del modello economico lineare dipende da un flusso ininterrotto di risorse naturali e di materie prime come legname, acqua, colture, risorse ittiche, energia e minerali. L’interruzione dell’approvvigionamento di queste risorse porta ad un arresto dei settori dipendenti e costringere le imprese a licenziare personale o a cessare la fornitura di prodotti e servizi. 

L’attuale ritmo di estrazione e il modo in cui usiamo le materie prime stanno realmente riducendo la capacità del pianeta di provvedere al nostro sostentamento.

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Un uso efficiente delle risorse 

L’attuazione di modelli di business circolari ci chiede di ripensare all’utilizzo delle risorse naturali. Per ottimizzarne l’uso occorre produrre e consumare in modo intelligente, ovvero minimizzando gli sprechi di produzione. 

Gli attuali processi di produzione e di consumo non producono soltanto prodotti e servizi, ma anche rifiuti, sotto forma di agenti inquinanti rilasciati nell’ambiente, pezzi inutilizzati di materiali (legno o metallo) o alimenti non consumati.

Lo stesso vale per i prodotti alla fine del loro periodo di vita. Alcuni potrebbero essere parzialmente riciclati o riutilizzati, mentre altri vengono smaltiti in discariche o inceneritori.

L’Economia Circolare prevede misure finalizzate alla riduzione del tasso di estrazioni di nuove materie prime naturali, all’aumento della produttività delle risorse, ma anche del riciclaggio e del riutilizzo. 

In questo senso, occorre necessariamente pensare a risorse naturali alternative, che riducano l’impatto ambientale di quelle attuali, che possano diventare sottoprodotti e che vengano impiegate in prodotti riutilizzabili e riciclabili. Tra queste rientrano i cosiddetti Neomateriali.

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Cosa sono i Neomateriali? 

Prima di parlare del tessuto Seacell, mi sembra opportuno darti un’infarinatura generale rispetto al significato del termine “neomateriale” e a quali sono le sue classificazioni.

Quando parliamo di Economia Circolare dal punto di vista dei materiali, veri “protagonisti fisici” della produzione industriale, facciamo riferimento ai cosiddetti Neomateriali

I Neomaterilai (e.g. materiali circolari, o circular materials), acquisiscono questa denominazione perché vengono prodotti grazie all’uso di fonti rinnovabili, quindi ad alto potere rigenerativo, e trasformati seguendo precise logiche di conservazione delle risorse.

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Le 3 categorie dei Neomateriali 

Sono state identificate tre grandi famiglie di Neomateriali.

Bio-based 

In questa categoria rientrano tutti quei materiali che si fondano su cicli naturali di sviluppo nell’ambito come il regno vegetale e animale, come anche il mondo dei microrganismi.

Grazie ai recenti progressi tecnologici, il loro utilizzo è stato completamente rivoluzionato, estendendo le applicazioni a nuovi settori e creando così uno sfruttamento delle risorse più intelligente e sostenibile.

Neo-classici 

La seconda categoria riguarda i materiali denominati “neo-classici”, ossia i cosiddetti materiali riciclati, ormai stabilmente entrati in diversi processi produttivi.

Difatti, il riciclo è una pratica con innumerevoli vantaggi. Per esempio:

  • minimizza l’impatto ambientale provocato da altre tecniche di smaltimento, come la discarica o l’inceneritore; 
  • riduce il consumo di risorse naturali; 
  • abbatte i costi sulla produzione; 
  • contrasta le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

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Ex-novo 

L’ultima categorie racchiude i materiali chiamati “ex-novo”. Si tratta di una famiglia molto variegata, composta da materiali che potremmo considerare “finali” perché collocati al termine di catene produttive e di smaltimento. 

Alcuni materiali che fanno parte di questa categoria sono:

  • gli scarti derivanti da processi di trasformazione di materie prima boi-based destinate ad un consumo alimentare e cosmetico;
  • reflui da lavorazioni industriali o impianti di depurazione; 
  • materiali da demolizione;
  • polveri post-incenerimento e terre di spazzamento strade.

Seacell: i tessuti derivanti dalle alghe brune 

Circa 10 anni fa il designer italiano Alberto Zanrè, dopo aver visitato il Giappone, decise di applicare le tecniche innovative orientali creando un nuovo tessuto derivante dalla alghe. Questo neomateriale si chiama Seacell™ ed è composto per il 25% da alghe brune, più note come alghe Kelp. Si tratta di alghe provenienti dal Nord Europa, che crescono all’interno dei fiordi islandesi e conosciute per i loro principi nutritivi. 

La fibra tessile prodotta dalla lavorazione di queste alghe, crea un filato dalle alte potenzialità antiossidanti e rimineralizzanti, morbido e resistente, che può essere lavato ad alte temperature e stirato come un normale capo in cotone.

Con il tessuto Seacell™ si possono creare diversi capi d’abbigliamento e non solo:

  • vestiti sportivi altamente traspiranti;
  • lenzuola;
  • tessuti per la casa;
  • pigiami e biancheria intima;
  • abbigliamento casual;
  • vestiario per bambini.

Il Processo Lyocell 

Seacell™ è generato utilizzando il Processo Lyocell, un metodo innovativo, circolare ed ecologico. Infatti la produzione avviene in un “circuito chiuso”, ovvero che non produce sostanze chimiche come rifiuti. Questo è il motivo principale per cui l’Unione Europea ha assegnato a questo processo il 2000 European Environmental Award per la sezione “tecnologia per lo sviluppo sostenibile”.

Inoltre il processo di creazione è molto semplice. Le alghe vengono raccolte in maniera tale da garantire una nuova germogliazione e successivamente vengono essiccate grazie ad un processo naturale. Dopo essere state tirate ed macinate finemente, vengono mischiate insieme alla cellulosa naturale, per ottenere il tessuto Seacell™.

Benefici del tessuto Seacell 

I benefici del tessuto Seacell™ sono molteplici.

Per esempio, il tessuto, a contatto con l’umidità della pelle, rilascia i suoi effetti benefici grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, decongestionanti e tonificanti.

Protegge inoltre dai raggi UV e dai radicali liberi (grazie al suo alto livello di antiossidanti), favorisce la circolazione sanguigna ed è anche in grado di assorbire il 50% di sudore in più rispetto ai tessuti in cotone.

Uno stile di vita salutare, grazie al tessuto Seacell 

Il perché di questi numerosi benefici dei tessuti Seacell™ è da ricercare nelle sostanze presenti all’interno delle alghe brune. Tra queste:

  • alginati, che eliminano le tossine corporee;
  • iodio, un valido alleato contro il tiroidismo, stanchezza e frustrazione;
  • vitamine del gruppo B, in grado di combattere stanchezza, infiammazioni e stress. Inoltre favoriscono le difese immunitarie e il metabolismo corporeo; 
  • vitamina C, la cui azione antiossidante protegge le cellule corporee dallo stress ossidativo, rendendole più resistenti e longeve. La vitamina C, inoltre, apporta anche benefici nella prevenzione e nella cura dei tumori;
  • vitamina E, un potente antiossidante che protegge il nostro corpo da radicali liberi e raggi UV;
  • oligoelementi, che sono in grado di attivare alcuni processi metabolici, quindi di favorire o migliorare il proprio stato di salute;
  • aminoacidi essenziali come metionina e triptofano, che prevengono invecchiamento della pelle e insonnia. Il triptofano, inoltre, è deputato alla sintesi di alcune sostanze biologiche, come la serotonina, il neurotrasmettitore del buonumore;
  • sali minerali come calcio, potassio, magnesio, fosforo, selenio, che hanno un’azione positiva su ossa e muscoli.

In generale, queste sostanze aiutano il nostro organismo nell’attivazione dei processi di rigenerazione cellulare, di conseguenza i benefici più immediati e a breve termine del tessuto Seacell™ riguardano la prevenzione delle malattie della pelle, la riduzione delle infiammazioni e del prurito.

Le sostanze naturali delle alghe brune rimangono inalterate durante il processo di produzione dei tessuti Seacell™ e resistono nel tessuto anche dopo ripetuti lavaggi. Infatti questo tessuto è particolarmente consigliato per chi ha la pelle sensibile, infiammata, e per il trattamento di malattie della pelle come psoriasi o dermatiti.

Nell’ottica dell’Economia Circolare e della sostenibilità ambientale, invece, le fibre Seacell™ provengono da fonti rinnovabili e il tessuto è completamente biodegradabile.

Conclusioni 

Il tessuto Seacell™ è solo un esempio dei tanti neomateriali che si possono produrre grazie all’applicazione processi produttivi circolari. In futuro, sempre più spesso si farà affidamento a processi di questo tipo, dove il focus principale verrà posto sull’impatto ambientale delle materie e delle tecniche utilizzate. 

Anche le aziende dovranno cambiare la propria vision e mission cercando di implementare i valori sostenibili al proprio apparato produttivo e comunicando ai proprio stakeholders l’impegno assunto a tutela dell’ambiente. 

Tutto ciò evitando il più possibile di divulgare iniziative di greenwashing, che andrebbero a inficiare sulla propria Brand Reputation.

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