L'economia circolare è un'opportunità d'oro.
Non sprechiamola

La transizione verso un'economia circolare introdurrà molte più tematiche rispetto a quello fondamentale di salvare il pianeta: creerà nuove grandi opportunità economiche e lavorative

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Economia Circolare Pubblicato il 17 Febbraio 2019

Questo articolo fa parte della riunione annuale del World Economic Forum

Il cuore dell’accordo di Parigi ha come obiettivo quello di mantenere la temperatura globale in rialzo ben al di sotto dei 2 °C. Al momento l’opinione pubblica è rivolta soprattutto all’energia, all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili. Eppure dietro l’angolo si nascondono opportunità molto grandi, una delle quali riesce ad efficientare nei termini di risorse vergini.

La tendenza è chiara. Ci saranno più persone nel mondo e col temo, saremo una società sempre più urbanizzata che consumeranno sempre più risorse pro capite. Ciò comporterà ad una inevitabile scarsità di risorse e il costo ambientale per la creazione di risorse vergini sarà presto troppo oneroso per il nostro pianeta. Ecco perché l’economia circolare è un concetto così attraente. Il modello circolare è un nuovo modo di vivere che può aiutare il mondo ad adattarsi a queste tendenze in modo rispettoso nei confronti del clima.

Afferma Anibar Ghosh, Chied Sustainability Officer del gruppo Mahindra: “È uno spreco di energia e costi usare acqua potabile fresca per la costruzione, irrigare aree verdi o per sanificare il nostro water. L’utilizzo di acqua grigia riciclata (dalle nostre docce e lavandini, per esempio) o delle acque nere (l’acqua scaricata dai nostri servizi igienici) ridurrebbe la necessità di acqua dolce ed eliminerebbe la scarsità d’acqua, garantendo che i nostri corpi idrici non continuino a scaricare rifiuti solidi, trattati o meno. Il fertilizzante ricco di sostanze nutritive ottenuto nel processo di trattamento delle acque reflue può essere utilizzato per l’agricoltura ed è un gradito sottoprodotto. Numerosi studi indicano che l’India potrebbe risparmiare oltre 1,4 miliardi di dollari in cambi e sussidi ogni anno solo dal fertilizzante ottenuto, soddisfacendo più del 10% del suo fabbisogno idrico attraverso il riciclo.
La buona notizia è che la quantità di rifiuti solidi urbani (RSU), uno dei sottoprodotti più abbondanti nello stile di vita urbano, ora un ritrovato tesoro, sta crescendo ancora più velocemente del tasso di urbanizzazione. Un rapporto della Banca mondiale nel 2012 ha dichiarato che 10 anni fa i residenti urbani che ammontavano a circa 2,9 miliardi hanno generato circa 0,64 kg di RSU per persona al giorno (0,68 miliardi di tonnellate all’anno), dato che è salito a circa 3 miliardi di residenti che hanno generato 1,2 kg a persona al giorno di RSU (1,3 miliardi di tonnellate all’anno). Entro il 2025 questo rapporto stima che la cifra aumenterà probabilmente a 4,3 miliardi di residenti urbani, ognuno dei quali genererà circa 1,42 kg al giorno di rifiuti solidi urbani (2,2 miliardi di tonnellate all’anno). Seguendo i risultati dello stesso rapporto si stima una crescente offerta di minerale metallico d’oro in luoghi improbabili – che possono essere utilizzati nell’economia circolare.

L’impatto dell’economia circolare risulta potenzialmente enorme. Il rapporto del 2016 della Fondazione Ellen MacArthur e della Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) sostiene che l’India potrebbe creare fino a $ 218 miliardi di valore economico aggiuntivo entro il 2030, salendo a $ 624 miliardi entro il 2050, adottando principi circolari solo attraverso tre aree: città e costruzioni, cibo e agricoltura, mobilità e fabbricazione di veicoli. Lo stesso rapporto aggiunge che la circolarità potrebbe causare una riduzione del 23% delle emissioni di gas serra entro il 2030 fino al 44% entro il 2050 e una riduzione del 24% nell’utilizzo di materiali vergini nello stesso periodo (38% entro il 2050).

Una relazione degli stessi autori sul fronte cinese afferma che applicare i principi dell’economia circolare su scala nazionale nelle città cinesi poteva rendere beni e servizi più accessibili per i cittadini, rendere le città più vivibili, ridurre le emissioni di particelle fini del 50%, ridurre le emissioni di gas serra del 23 % e di congestione del traffico del 47% – tutto entro il 2040. Anche settori ad alta intensità energetica come l’alluminio e l’acciaio potrebbero beneficiare immensamente dei principi dell’economia circolare. I rapporti indicano che le emissioni per unità prodotte da questi metalli scenderebbero di oltre un terzo se il riciclaggio dovesse diventare una parte importante del modo in cui questi metalli sono stati resi disponibili per l’uso.

I principi dell’economia circolare sono spesso presenti nelle economie povere o in via di sviluppo, ma vengono sacrificati all’altare della convenienza man mano che l’economia – e il reddito medio – crescono. Come vicedirettore del Programma ambientale delle Nazioni Unite, Ibrahim Thiaw, afferma: “La riparazione fa parte del DNA dei paesi in via di sviluppo”.

Diversi elementi costitutivi della circolarità sono profondamente radicati nelle abitudini indiane e cinesi, come esemplificato dagli alti tassi di riparazione dei veicoli e dal recupero distribuito e dal riciclaggio dei materiali post-uso. Spesso gestite in modo informale, queste attività forniscono l’unica fonte di sostentamento ad alcune delle popolazioni più povere del mondo. Trasformando queste tendenze esistenti in strategie di sviluppo centrali, questi paesi potrebbero generare significativi risparmi economici e ridurre drasticamente le emissioni di carbonio. Mentre i paesi in via di sviluppo devono imparare a fare di più e farlo meglio. Le economie sviluppate hanno l’opportunità di ri-orientare un modello economico che segue il “prendi-produci-getta“, verso un paradigma più circolare.

La Cina ha già adottato alcune misure importanti sui temi della circolarità, come l’emanazione di una legge sulla promozione dell’economia circolare del 2009. La legge è stata formulata allo scopo di facilitare un’economia circolare, aumentare i tassi di utilizzo delle risorse, proteggere e migliorare l’ambiente e promuovere lo sviluppo sostenibile. Questa legge è stata attivata dopo una forte crescita economica tra il 1980 e il 2010, quando la Cina è cresciuta di diciotto volte. Il suo sviluppo economico non è stato proporzionale alla crescita del consumo di energia che risulta essere incrementata di solo cinque volte. Secondo i dati della Banca Mondiale, ciò riflette una diminuzione del 70% dell’intensità energetica per unità di PIL. Nonostante i progressi compiuti dalla Cina, il paese ha ancora molto da ottimizzare per raggiungere l’intensità energetica dell’economia europea e indiana. L’intensificazione della circolarità nell’economia può essere un buon modo per iniziare questo processo.

Il cambiamento climatico ci ha offerto la più grande opportunità di riavviare l’economia mondiale. Insieme all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili, il miglioramento dell’economia, attraverso modelli circolari, può aiutarci a perseguire un percorso di crescita a basse emissioni di carbonio. Ciascuna delle aree di impatto presenta opportunità di business in grado di far muovere nuovamente il driver economico, mentre dissotterriamo l’oro da luoghi improbabili.

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