Consumo di suolo: i dati sconfortanti dell’Ispra

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Rifiuti Pubblicato il 5 Dicembre 2017

Oggi, 5 dicembre, è la Giornata Mondiale dell’Ambiente, promossa dalle Nazioni Unite per celebrare la salvaguardia del Pianeta in cui viviamo, un’ottima occasione per sensibilizzare a un problema che appartiene a ognuno di noi: il consumo di suolo.

Si parte dal suolo, dalle radici, per proteggere gli individui, gli animali, le piante. Mentre oggi il terreno sul quale camminiamo ogni giorno è deturpato, sfruttato e avvelenato perché destinato alla costruzione di infrastrutture o edifici che ci sovrastano e non ci lasciano respirare.

Secondo i dati Ispra in Italia il consumo di suolo riguarda 23mila km quadrati. Suolo che va tutelato con norme specifiche

Il suolo dovrebbe essere sempre tutelato e in Europa non esistono leggi per difenderlo e così deve affrontare molte minacce e danni: oltre 250.000 siti sono pesantemente contaminati, quasi la metà dei terreni agricoli sono minacciati dalla riduzione della sostanza organica e gli equilibri ecologici dei sistemi naturali vengono compromessi, decine di milioni di ettari soffrono gli effetti dell’erosione e del dissesto idrogeologico, e la desertificazione avanza in molti paesi del Mediterraneo, rendendo le coltivazioni sempre più sensibili alla siccità e ai cambiamenti climatici.

Così, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, è stata pensata un’iniziativa, accolta da cittadini e associazioni, con la quale viene chiesto di difendere il terreno dal cemento, dall’inquinamento e dagli interessi speculativi, riconoscendolo come patrimonio comune a livello europeo. Si chiama “People4soil” ed è una petizione nata da ICE – Iniziativa dei Cittadini Europei, promossa in Italia dal Coordinamento #salvailsuolo (ACLI, Coldiretti, FAI, INU, Legambiente, Lipu, Slow Food e WWF) a cui aderiscono 90 organizzazioni nazionali. La ICE è una petizione ufficiale alla Commissione europea, a cui si chiede di istituire e di sviluppare un quadro giuridico vincolante, fissando principi e regole da rispettare da parte di ciascuno Stato membro. In Italia sono state raggiunte 80.000 firme ad oggi.

Da un’indagine dell’Ispra si attesta che in Italia il consumo di suolo riguarda 23mila km quadrati: “Le aree più colpite risultano essere le pianure del Settentrione, dell’asse toscano tra Firenze e Pisa, del Lazio, della Campania e del Salento, le principali aree metropolitane, delle fasce costiere, in particolare di quelle adriatica, ligure, campana e siciliana”.

Nello specifico nella regione Emilia-Romagna il suolo “lavorato” è pari al 9,77%, con un incremento dello 0,14% rispetto al 2015. Inoltre è la quarta regione della penisola con la percentuale più alta (dopo Lombardia e Veneto, oltre il 12%, e Campania, che supera il 10%), ma la terza per superficie coperta artificialmente (dopo Lombardia, con 309mila ettari, e Veneto con 224mila).

La Coldiretti si è espressa riguardo il consumo di suolo, affermando che “il territorio più colpito è quello collinare e montano, aree dove sono in calo la presenza dell’agricoltura e il numero delle aziende, rimaste ad oggi più di 20mila su tutto il territorio regionale.”

Il suolo va protetto, perché dal suolo ci salviamo dai disastri ambientali, dai cambiamenti climatici ed è fondamentale per il nostro sostentamento.

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