La Guerra degli smartphone: violenza in Congo

  • 0

Rifiuti Pubblicato il 29 Novembre 2017

La Repubblica Democratica del Congo è conosciuta come una delle nazioni africane più ricche dal punto di vista minerario ma con una storia alle spalle fatta di violenze e sfruttamenti, non solo sulle persone ma anche legata alle sue immense risorse naturali: foreste pluviali, riserve idriche, piantagioni di caffè, zucchero, cotone.

Il sottosuolo è colmo di petrolio, oro, rame, diamanti. E di coltan, un elemento imprescindibile per l’industria dell’elettronica e causa principale della guerra che dal 1998 ha ucciso milioni di persone in Congo.

“Da 20 anni i signori della guerra controllano i lavoratori in schiavitù. Stupri e abusi sono la regola”

La causa? I nostri smartphone.

Ma cos’è il coltan? Somigliante alla sabbia nera, non è altro che la combinazione tra colomibte e tantalite. La percentuale di quest’ultimo ne determina il prezzo. Rappresenta una sostanza fondamentale per video camere, telefonini e apparecchi hi-tech come le playstation e, nello specifico, serve a ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei chip di nuovissima generazione e incidendo particolarmente sul risparmio energetico.

Qual è la connessione tra il coltan e lo sfruttamento della popolazione? L’80% del coltan in circolazione proviene dal Congo e alcune multinazionali sfruttano queste miniere e di conseguenza gli stessi congolesi che vengono sottoposti a fatiche oltre che ad essere pagati miseramente. Questo scatena una vera e propria corsa alle miniere da parte dei guerriglieri che se ne vorrebbero impadronire, non solo dal Congo ma anche dai vicini Uganda e Rwuanda. L’estrazione di questo minerale è alla base del conflitto – spesso fatta passare dai media come una guerra etnica – che dura da oltre vent’anni, causando migliaia di vittime e rendendo la popolazione sempre più povera.

I minatori – la maggior parte giovanissimi – lavorano dall’alba al tramonto in passaggi claustrofobici e a volte incontrano la morte a causa di improvvisi allagamenti; vivono accampati in tendopoli costruite con lamiere e materiali di scarsa qualità; primeggiano malattie che non vengono curate perché privi di assistenza medica. Ma sono soprattutto esposti a violenze inaudite da parte di bande armate che li derubano, li seviziano e violentano le donne per conquistare il controllo delle miniere.

Come afferma Maurizio Giuliano, funzionario dell’Onu: “È la maledizione della ricchezza. Da 20 anni a questa parte i signori della guerra controllano decine di migliaia di lavoratori in schiavitù volontaria. Stupri di massa e abusi di ogni genere sono la regola. E chi non scava o spara, muore di fame. Bambini di 5 anni in miniera, bambine di 11 nei bordelli, madri abbandonate con 5-10 figli che muoiono di fatica e malattia a trent’anni, orfani e schiavi volontari.

Tutto questo per soddisfare la vendita di cellulari e apparecchiature tecnologiche destinate ad accumularsi e a diventare ben presto rifiuti. Tutto questo perché possedere ad ogni costo un oggetto è diventato un’ossessione.

Perché ormai la voglia di acquistare è incontenibile.

Leggi anche

google stadia economia circolare
di Marco Battaglia 11 Aprile 2019

Aziende

Google Stadia: l’Economia Circolare nel settore gaming

E’ notizia di poche settimane fa che Google, ha lanciato in occasione della Game Development Conference 2019 in California, un servizio in streaming per videogame al pari di Netflix. Dal 2018 Google è entrata a far parte del programma della Ellen Macarthur Foundation, l’organizzazione non profit che aiuta le aziende di tutto il mondo ad adottare pratiche di economia circolare, dichiarando il proprio impegno nei confronti della circular economy. Una spinta di lunga data quella di Google con al centro una partnership proprio con la Ellen MacArthur Foundation, e sperimentare gli enormi benefici.

posidonia sottoprodotto sfridoo
di Marco Battaglia 22 Marzo 2019

Economia Circolare

Da problema ambientale a risorsa: il caso sottoprodotto Posidonia

E’ partita a dicembre 2018 la campagna di avviso pubblico del Comune di Alghero, per la manifestazione d’interesse circa il riutilizzo della Posidonia (pianta acquatica del Mar Mediterraneo spesso confusa con il termine “alga”) nel campo della bioedilizia e dell’efficienza energetica. Le difficoltà normative, associate a quelle di carattere politico nazionale e locale, sono da […]

Scopri i nostri servizi