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Cos'è l'economia circolare? 15 termini che devi assolutamente conoscere

Indaghiamo il grande concetto dell'economia circolare attraverso 15 termini da conoscere per comprendere il grande cambio di paradigma economico. Quali sono questi termini? Ecco tutto ciò che devi sapere

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Economia Circolare Pubblicato il 5 Giugno 2020

Indice

Cos’è l’Economia Circolare in 15 termini

Cos’è l’economia circolare? Oltre alla definizione – già ahimè molto complessa – del concetto di Economia Circolare, che puoi approfondire a questa pagina, vorrei con questo approfondimento mostrarti alcuni termini legati al settore circolare che non puoi non conoscere, se intendi inoltrarti in questo percorso.

Circa una settimana fa abbiamo lanciato il format “Economia Circolare Per Tutti” che cerca, attraverso percorsi di startup, aziende e organizzazioni, di indagare come queste realtà innovative si stanno approcciando al modello economico resiliente circolare. In queste interviste spesso sentirai usare i termini che riguardano da vicino i concetti base dell’economia circolare.

Quello che troverai di seguito è un piccolo glossario dei termini più utilizzati in quest’ambito, in modo da poterli approfondire e capire – spero – al meglio.

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Torniamo ai nostri famosi termini per cercare di spiegare cos’è l’economia circolare. Seppur alcuni di questi ti sembreranno già noti, altri – ne sono certo – non ti saranno così familiari.

Premessa

Questi vocaboli non saranno mai esaustivi in un settore in continua evoluzione. Il glossario che ti propongo qui sotto è una panoramica dei termini più famosi utilizzati per ricondurre concetti più complessi.

N.B. Affianco ad ogni termine, troverai anche la sua traduzione in italiano: la scelta della lingua inglese non è frutto di una posizione personale ma è determinata dal fatto che molto spesso questi vocaboli, come per quelli digitali, nascono prima nei paesi esteri o, piuttosto, nascono con la volontà di avere respiro internazionale.

Procediamo dunque con l’analisi dei 15 termini per capire cos’è l’economia circolare:

1. Product-As-A-Service / Prodotto-come-servizio

Ne abbiamo parlato approfonditamente in un articolo di un mese fa e che puoi trovare qui. Cosa significa questo termine nell’ambito circolare?

Product-As-A-Service o PAAS, indica la possibilità di “servitizzare” un prodotto. Poter rendere dunque un prodotto, come ad esempio una bicicletta, un servizio. Come quello di bike-sharing – la condivisione di biciclette disponibili in vari punti di una città.

cosa significa product as a service

Un esempio su tutti è il servizio di lavanderia a gettoni.
Le aziende che svolgono attività in questo settore non vendono lavatrici. Vendono il servizio che ti consente di avere i panni puliti. Questo significa PAAS.

Molto spesso questo modello di business viene associato alla digitalizzazione dei servizi. Come dimostrato dall’esempio delle lavanderie, il modello può anche riguardare macchine/macchinari messi a disposizione per tipologia di funzione e lavoro svolto, piuttosto che per il valore del macchinario stesso. Difatti, l’asset da vendere diventa proprio il servizio di pulizia, non il prodotto.

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2. Rethink / Ripensare

E’ un termine che nell’economia circolare viene utilizzato per sottolineare l’intenzionalità di rendere più intensivo l’uso di un determinato prodotto.

Ora, fermiamoci un secondo. L’economia circolare, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, non è un modello economico che riguarda esclusivamente i rifiuti. La circular economy ripensa proprio tutti i processi. Anche quelli di progettazione dei prodotti, proprio nell’ottica di non produrre più rifiuti. E’ qui che il concetto di rethink diventa essenziale. Ripensare i modelli lineari di estrazione-produzione-utilizzo-smaltimento coinvolge tanti processi: da quelli estrattivi, a quelli della logistca, persino a quelli strategici.

Modelli di business come il Prodotto-come-Servizio, riutilizzo e condivisione fanno parte del concetto di Rethink. Non per ultimo la creazione di Prodotti multifunzionali.

3. Multifunctional products / Prodotti multifunzionali

Eh sì, ti ho visto tentennare su quel termine. Analizziamo subito questo importante vocabolo del modello circolare.

Un prodotto multifunzionale è un prodotto che riassume in se’ più funzioni. Un esempio su tutti? Il tuo smartphone. O il tuo pc.

C’è un video famosissimo dell’Harvard Innovation Lab che illustra in modo eloquente quanto la tecnologia abbia impattato nella nostra vita quotidiana e lavorativa. Il video, che ti ho inserito qui sotto, mostra come dal 1981 ad oggi sia diminuita drasticamente la quantità di oggi presenti su una scrivania.

Ma ora scommetto che mi chiederai: in cosa tutto ciò ha a che vedere con l’economia circolare? La riduzione di oggetti e il riassumere più funzionalità in un unico prodotto, risulta essere la chiave vincente nella lotta allo spreco. Meno prodotti uguale meno rifiuti, meno estrazione di materia, meno riciclo di materia, minor impatto ambientale.

Questo significa sostenibilità: poter dare ai nostri figli e ai loro figli la stessa opportunità di utilizzare risorse, materie prime, … rendendo quindi sostenibile anche il loro futuro: l’esistenza di coloro che verranno dopo di noi.

Principio delle 4 R

Citate nella Direttiva europea sui Rifiuti e nel famoso Decreto Ronchi che, in Italia, fissò le basi più significative nell’ambito della gestione rifiuti, il Principio delle 4R dichiara quattro azioni da compiere per centrare gli obiettivi di riduzione degli sprechi. Di seguito ne riportiamo i singoli termini:

4. Reduce / Ridurre e Prevenire

Cosa implica un processo di riduzione o di prevenzione? Aumentare l’efficienza nella produzione o nell’uso del prodotto, consumando meno risorse naturali e meno materiali o materie prime. Comprende anche la prevenzione degli sprechi alimentari lungo le catene del valore. Non solo, si parla infatti di eliminazione degli sprechi anche nella produzione agricola, nella lavorazione, nella produzione, nella distribuzione e nel consumo.

5. Reuse / Riutilizzare

Il riutilizzo comprende quella fase in cui un prodotto, arrivato alla fine del suo utilizzo, è ancora in buone condizioni e svolge la sua funzione originaria per lo stesso scopo per cui è stato concepito. Ciò comprende delle fasi di “aggiustamento” per rendere questo oggetto sempre più avvicinabile come aspetto estetico e funzionale a prodotti nuovi. Vedremo di seguito quali sono questi processi.

6. Recycle / Riciclare

Il riciclo porta dei materiali che per composizione materica, aspetti di carattere normativo, o per tipologie di utilizzo, non possono più essere riutilizzati, a nuovi materiali da integrare nei processi produttivi. Il riciclo recupera il valore delle materie inserite negli oggetti per poterle trasformare in nuovi prodotti, materiali o sostanze, sia per l’uso originale che per altri scopi. Ciò include il ritrattamento di materiale organico.

7. Recover / Recuperare

Dove non arriva il riciclo arriva il recupero. Il Recupero di energia.
Cosa si intende? I rifiuti vengono sono usati come combustibile. E’ l’ultimo step, prima dell’eventuale discarica, per poter ottenere l’ultima parte del valore da quelle materie che stiamo dismettendo.
Un esempio su tutti sono i termovalorizzatori che sono progettati e realizzati per essere in grado di utilizzare il calore prodotto dalla combustione dei rifiuti come fonte per la produzione di energia elettrica. Un altro esempio sono gli impianti biogas per la parte di rifiuti organici dove, con processi di fermentazione batterica in anaerobiosi, si ottiene appunto gas.

8. Repair / Riparare

Abbiamo parlato di riutilizzo degli oggetti, perciò possiamo parlare anche della loro riparazione. Riparazione e manutenzione del prodotto difettoso devono essere effettuate in modo che questo oggetto possa tornare in funzione come da nuovo.

Famosi gli esempi dei Repair Café inglesi – anche in Italia si stanno diffondendo – dove organizzazioni e associazioni riparano prodotti difettosi come elettrodomestici e giocattoli.

Non pensi anche tu che sia stupendo?

repair café

Repair Cafè di Farnham

9. Refurbish / Ricondizionare

Cosa significa Ricondizionare? Ristrutturare, ripristinare un vecchio prodotto e aggiornarlo al livello di qualità specificato. Quando parliamo di obsolescenza non si parla solo di specifiche dei materiali utilizzati per l’oggetto ma anche di tutta quella componente di software che corredano la sua attività e vita.

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Nel Circular Economy Action Plan, da poco varato dalla Commissione europea, sono previsti azioni contro l’obsolescenza programmata e nello specifico anche l’obsolescenza che riguarda gli stessi aggiornamenti dei software che spesso, superata un certa versione degli applicativi, rendono inutilizzabili certi prodotti tecnologici.

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Un esempio virtuoso che non abbiamo ancora analizzato sul nostro blog, ma che spero presto di poter intervistare, è quello dell’azienda Astelav che dal 2016 ha avviato il progetto RI-GENERATION. Un progetto che si pone l’obiettivo di ricondizionare gli elettrodomestici, dando loro nuova vita.

Non solo: Astelav e CNOS FAP Regione Piemonte (Ente formativo della Pastorale Giovanile Salesiani Don Bosco di Torino) hanno istituito un Corso Formativo per Riparatori rivolto a ragazzi minorenni di età dai 15 ai 17 anni. Si parla spesso di Green Job e i nuovi lavori che porterà il modello circolare. Questo è il perfetto esempio di responsabilità sociale e di ricaduta sul territorio.

10. Remanufacture / Rigenerazione

La pratica del remanufacturing implica il disassemblaggio del prodotto usato e il ripristino mediante componenti al fine di mantenere le specifiche del design originario: per il consumatore il prodotto derivante deve poter essere considerato pari a un nuovo prodotto.

Un esempio su tutti è lo sfascia carrozze che spesso, con il “cimitero” di autoveicoli dismessi a disposizione, ha l’opportunità di recuperare pezzi utili da inserire in automobili ancora in funzione. La gestione dei ricambi – per automobili, biciclette, etc… – significa gestire una supply chain, o processo industriale, che comprenda i principi dell’economia circolare e dunque preveda i processi di rigenerazione.

La rigenerazione o il remanufacturing consente a un prodotto di estendere la sua vita utile. Stella polare della circular economy è l’impegno nell’aumentare la vita utile degli oggetti. In questo modo si evitano sprechi e, di conseguenza, scarti e rifiuti.

Il processo di rigenerazione di un prodotto lo troviamo in casi aziendali molto noti, che abbiamo anche già trattato nel blog di Sfridoo. Uno di questi, riportato anche nella letteratura, è quello di Caterpillar, famosa azienda americana, che rigenera i propri blocchi motore. Quello di Caterpillar è forse uno dei case study più famosi nel settore circolare.

caterpillar caso studio economia circolare

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11. Remarketing / Rimessa a mercato

Ricondizionato, rigenerato o riparato un prodotto deve necessariamente incontrare un nuovo mercato ed essere ri-venduto. Questo è il Re-marketing. La rimessa sul mercato di quegli articoli che hanno subito un processo circolare e che devono essere reinseriti su canali primari o secondari.

E-service di Sfridoo

Con Sfridoo, ad esempio, gestiamo grandi lotti di materiale elettrico ed elettronico che solitamente le aziende,  a cicli di 3 anni, devono cambiare per evitare un parco di pc, smartphone, tablet, non più aggiornato alle ultime tecnologie. Cosa succede normalmente? Questi oggetti diventano rifiuti. Non vengono più utilizzati e le aziende spendono ingenti somme di denaro per smaltirli.

Se invece, venissero immagazzinati e gestiti secondo le linee guida che Sfridoo indica alle aziende, questi prodotti potrebbero ancora trovare vita e riutilizzo!

Cernita, test dei prodotti e cancellazione dei dati certificata è solo la prima di una serie di operazioni che il team di Sfridoo gestisce affinché si riduca la quantità di rifiuto RAEE – che ha un forte impatto energetico per estrarre le risorse – recuperando quei device prima che diventino rifiuto. E’ possibile perciò ricondizionarli e rimetterli sul mercato.

Questo tipo di attività non ha solo un impatto dal punto di vista ambientale (una riduzione di circa il 60% delle emissioni di CO2 se il materiale viene ricondizionato), ma ha anche un impatto in termini di vantaggio economico. Infatti, mentre spesso i rifiuti sono a valore negativo – quindi un’azienda deve pagare per lo smaltimento -, con il servizio E-service di Sfridoo l’impresa addirittura guadagna da quei dispositivi non più utili al suo business.

Se ti interessa approfondire l’attività che svolgiamo all’interno di grandi aziende, qui puoi trovare tutti i riferimenti

12. Redeploy / Riposizionamento

Il riposizionamento è una pratica sottesa alla gestione di una logistica inversa dove la merce inveduta, gli oggetti restituiti e i prodotti ricondizionati, devono trovare un alloggio e una re-disposizione all’interno dei magazzini.

Questa pratica è soprattutto riscontrabile in quelle organizzazioni che fanno dell’attività di remarketing, il proprio business.

Se ti stai chiedendo cos’è la logistica inversa, vai al punto 14!

13. Repurpose / Reimpiegare – Riconvertire

Questo termine – repurpose – ha forti assonanze con un vocabolo che troviamo poco sotto: upcycling. Cosa si intende per riconvertire o reimpiegare oggetti? Utilizzare un prodotto o le sue parti in un nuovo oggetto, con funzioni diverse. Un esempio possono essere gli sci utilizzati come seduta per una panchina pubblica, oppure stivali vecchi come vasi per fiori, etc…

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14. Reverse Logistic / Logistica Inversa

Questo è un tema a me molto caro. Ci vorrebbero righe e righe di analisi su cos’è e cosa implica una reverse logistic ma si può riassumere definendola come la costruzione di processi e filiere che si concentrano sul ritorno e riallocazione degli oggetti. Perciò un sistema che consenta, allo stesso modo della logistica di arrivo, di riportare lo stesso oggetto al mittente o alle realtà che lo possono riutilizzare e rivalorizzare.

Ho semplificato, ne sono consapevole, ma voglio rendere questo concetto per quello che è: il lattaio di una volta. Sì. Spesso concetti circolari non sono altro che lo specchio del buon senso dei nostri nonni e delle generazioni che vedevano nei rifiuti uno spreco inammissibile.

Su questo tema un’importante azienda americana, TerraCycle, ha da qualche anno lanciato un progetto che riprende proprio dall’idea del “milkman” – il lattaio – realizzando prodotti con packaging riutilizzabile e una logistica inversa pensata ad hoc.

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15. Upcycle / Riuso creativo

Quando un prodotto arriva inevitabilmente a fine vita possiamo dire che il suo valore sia prossimo allo zero. Il riciclo impiega energia, ciò vorrebbe dire abbassare il suo valore sotto lo zero. Dunque come possiamo alzare quel valore e renderlo positivo?

Qui entra in gioco la creatività di designer, associazioni, artisti e aziende che colgono le potenzialità di prodotti con basso valore e, attraverso il riuso creativo, portano quell’oggetto ad avere un valore di molto superiore allo zero. Questo è l’upcycling: aggiungere valore a un prodotto che viene utilizzato per altri scopi, portando valore aggiunto.

E’ il caso delle bobine dei cavi industriali per realizzare tavoli da tavolo, vasche utilizzate come fioriere, etc…

Conclusioni

L’economia circolare è un concetto vasto, immenso. Non si può racchiudere in questi pochi concetti e definizioni. Spero però di averti dato un quadro dei termini ricorrenti del settore per cercare di comprendere al meglio quanto tutti questi vocaboli portino sulla stessa direzione: quella della sostenibilità.

Il Covid-19 ci ha insegnato che la natura è potente e che i nostri business devono essere capaci di rispettare e adattarsi ai cambiamenti. E’ per questo che il modello lineare fino ad oggi utilizzat0 (take-make-dispose), inevitabilmente, sarà da superare. Dobbiamo essere preparati e pronti per il cambio di paradigma. Partiamo da qui, assieme, per indagare cos’è l’economia circolare.

 

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