Mano che compila una scheda di certifcazione

Cos'è e come ottenere la certificazione ReMade in Italy

La certificazione ReMade in Italy è la prima certificazione di prodotto volontaria a nascere in Italia con l'obiettivo di certificare oggetti e materiali realizzati con materie provenienti da riciclo e i cui processi produttivi sono localizzati in Italia.

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Economia Circolare Pubblicato il 25 Aprile 2022

Il trend dei prodotti “sostenibili”

Come si fa a capire se un oggetto o un materiale, che si vuole acquistare, è davvero sostenibile dal punto di vista ambientale?

Molti prodotti sul mercato riportano nella loro descrizione diciture che sostengono che il contenuto è composto da materiale riciclato oppure di natura sostenibile.

Spesso accade che attraverso etichette graficamente accattivanti e l’utilizzo di tecniche di marketing si richiami una sostenibilità del prodotto non proprio veritiera, diventando una vera e propria pratica di greenwashing.

Negli ultimi anni, le persone che hanno scelto un prodotto analizzandone le caratteristiche legate alla sostenibilità ambientale sono aumentate.

Tale trend ha portato le aziende, come Amazon e Nike, a dare sempre più importanza a questo aspetto, cogliendo le potenzialità derivanti da una presa di coscienza dei problemi causati da metodi di produzione e commercializzazione dannosi per l’ambiente.

 

Design, funzionalità e sostenibilità ambientale

Prima dell’affermazione del design come valore aggiunto, era la funzionalità a determinare tutto il valore del prodotto.

Se questi soddisfavano a pieno le funzioni richieste dall’utilizzatore, allora li si sceglieva.

Successivamente con l’affermazione del design come fattore cardine nei processi, l’estetica dell’oggetto ha assunto un ruolo predominante nella valutazione.

Più un oggetto aveva linee attraenti, più era apprezzato.

In seguito si è giunti in un’epoca nella quale funzionalità e design sono stati perseguiti insieme nella creazione degli oggetti. Ma a un certo punto ci si è resi conto che tutto questo avveniva in un contesto che non calcolava le implicazioni ambientali.

Sia emissioni e rifiuti generati durante i processi industriali, sia l’utilizzo e lo smaltimento dopo l’uso dei prodotti, hanno cominciato a essere presi in considerazione durante le fasi di progettazione di oggetti e materiali.

All’inizio questa analisi avveniva per iniziativa dei produttori e non c’erano metodi di valutazione che certificassero comportamenti virtuosi o sostenibili.

È nata quindi l’esigenza di possedere strumenti che in maniera imparziale attestassero l’uso di determinati materiali e tecniche.

Oggi, di questi strumenti ne esistono diversi. Tra i più importanti ci sono:

 

Cos’è la certificazione ReMade in Italy

La Certificazione ReMade in Italy è la prima certificazione di prodotto di carattere volontario a nascere in Italia con l’obiettivo di certificare oggetti e materiali realizzati, anche parzialmente, con materiali provenienti da riciclo e i cui processi produttivi avvengono all’interno della nazione.

La Certificazione ReMade in Italy è una certificazione indipendente riconosciuta da Accredia e con valenza a livello europeo.

Accredia è l’Ente Unico Nazionale di accreditamento designato dal governo italiano che ha il compito di attestare la competenza, l’indipendenza e l’imparzialità degli organismi di certificazione.

Lo scopo della certificazione

Lo scopo principale della certificazione è dare alle organizzazioni più innovative la possibilità di produrre oggetti, che seguono i principi dell’Economia Circolare.

Le aziende grazie a questa certificazione possono dichiarare il contenuto riciclato utilizzato all’interno di un materiale, semilavorato o prodotto finito di qualsiasi tipologia e appartenente a qualsiasi filiera.

 

L’Associazione ReMade in Italy

ReMade in Italy è l’associazione indipendente, nata nel 2009 e senza scopo di lucro, proprietaria dell’omonima certificazione.

Oltre a numerose aziende socie, fanno parte dell’associazione istituzioni e partner. Tra essi figurano i soci fondatori del CONAI (Consorzio nazionale imballaggi), Regione Lombardia, AMSA (Azienda Milanese per i Servizi Ambientali) e A2A.

Nel 2013 l’associazione è diventata proprietaria dello schema alla base della certificazione, che viene utilizzato oggi come verifica per certificare i prodotti.

Da chi viene rilasciata la certificazione

Il rilascio della certificazione è subordinato a un processo di verifica basato sulla corrispondenza dei requisiti presenti nel disciplinare tecnicoRequisiti per la certificazione ReMade in Italy”.

Questa verifica deve essere condotta da un organismo di certificazione autorizzato da Accredia.

 

Elementi contenuti all’interno della certificazione

L’etichetta ReMade in Italy è rilasciata in seguito all’esito positivo del processo di certificazione e può essere apposta direttamente sull’oggetto certificato.

L’etichetta riporta gli impatti ambientali in termini di mancate emissioni derivanti dall’impiego di materiale riciclato al posto di materiale vergine.

I valori relativi alle mancate emissioni di CO2 sono elaborate direttamente da ReMade in Italy e fanno riferimento alle componenti del prodotto e non al processo produttivo.

La metodologia e i requisiti sono contenuti nel disciplinare tecnico approvato da Accredia.

La certificazione, quindi, oltre al nome del prodotto e dell’azienda produttrice, contiene:

  • il codice di certificazione ReMade in Italy;
  • la percentuale di materiale riciclato o sottoprodotto (in ciascuna componente nel caso di prodotti multi-materiale);
  • la classe di appartenenza (A+, A, B o C in base alla percentuale di materiale riciclato);
  • la riduzione dei consumi energetici espressa in kWh/kg;
  • la riduzione delle emissioni climalteranti espressa in gr CO2 eq/kg.

 

I vantaggi della certificazione ReMade in Italy

Essendo la certificazione ReMade in Italy conforme ai requisiti del Codice degli Appalti ed è ammessa nei CAM (Criteri Ambientali Minimi), il primo vantaggio che possiede è quello di strumento di garanzia.

Infatti, possedere la certificazione assicura negli appalti pubblici la quantità di contenuto riciclato in un materiale, semilavorato o manufatto appartenente a qualsiasi settore.

Un ulteriore vantaggio da non sottovalutare è la fiducia del consumatore finale, che premierà con l’acquisto il prodotto certificato, essendo certo di non trovarsi davanti a un’altra pratica occulta di greenwashing.

L’altro importante beneficio è l’accesso a incentivi e sgravi fiscali per i prodotti riciclati.

Infine, i prodotti certificati ReMade in Italy sono riconosciuti nel mercato degli Acquisti Verdi o GPP (Green Public Procurement) delle Pubbliche Amministrazioni.

 

Come ottenere la certificazione ReMade in Italy?

Grafica con testo: Elementi contenuti all'interno della certificazione

Come primo passaggio, l’organismo di certificazione analizza l’intera filiera produttiva, partendo dalla verifica dell’origine delle materie prime in ingresso fino ad arrivare al prodotto finito.

I successivi step dell’iter di ottenimento della Certificazione ReMade in Italy sono articolati nelle seguenti fasi:

  • Invio della domanda di certificazione, con indicazione degli elementi necessari come il numero di componenti in materiale riciclato presenti.
  • Analisi preliminare del prodotto.
  • Svolgimento dell’audit di certificazione, con predisposizione del dossier tecnico e verifica dei calcoli eseguiti per determinare il contenuto di riciclato.
  • Verifica di convalida da parte della commissione tecnica dell’ente e, in caso di delibera positiva, emissione del certificato.
  • Audit di sorveglianza per il mantenimento della certificazione.

Un passaggio utile, ma non necessario, è la realizzazione di audit di pre-valutazione o pre-audit.

Lo scopo in questo caso, oltre a quello di verifica della conformità dei requisiti, è di apportare miglioramenti quando non si ha piena coscienza della propria conformità ai requisiti di certificazione.

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