Cibo e moda incontrano l’economia circolare

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Economia Circolare Pubblicato il 12 Gennaio 2018

È indiscusso che cibo e moda sono due delle tante eccellenze che caratterizzano la grandezza della penisola italiana; a maggior ragione se questi due elementi
si fondino in un unico concetto che segua il modello di economia circolare. È quello che ha fatto Vegea, una startup Made in Italy che mette insieme la bontà
del vino con la bellezza di borse, scarpe e abiti in pelle e l’innovazione ecosostenibile mondo.
Cibo e moda diventano alleati del nuovo modello di economia circolare che porta benefici alla salute dell’uomo e del pianeta
La società nasce nel 2016 a Milano come azienda produttrice di biomateriali da utilizzare nei settori fashion e design grazie all’intuizione e al lavoro dei due fondatori: Gianpiero Tessitore, classe 1979, architetto, e Francesco Merlino, classe 1989 chimico industriale, i quali, spinti dalla volontà di trovare soluzioni ecosostenibili per il settore moda, intraprendono un percorso di ricerca e investono per sviluppare una tecnologia innovativa per la produzione di tessuti tecnici bio-based.

Nello specifico, la startup utilizza gli scarti derivanti dalla produzione vinicola per trasformarli in tessuti “green” destinati ai settori del fashion e della moda. La particolarità è che la realizzazione di qesti tessuti ha le stesse caratteristiche delle pelli di origine animali. Ma parliamo di scarti – quasi sicuramente non più utilizzabili – che con questa invenzione innovativa riacquistano una seconda vita, a vantaggio dell’ambiente. Con almeno dieci litri di vino, infatti, si producono 2,5 chilogrammi di vinaccia che consentono di produrre un metro quadro di Vegea.

La valorizzazione dei sottoprodotti della lavorazione vinicola è importante per la sostenibilità ambientale. Nel processo produttivo della startup Vegea, tali derivati
di natura organica vengono trasformati in un biomateriale dall’alto valore aggiunto. Il modello di economia circolare adottato rappresenta una risposta alle
problematiche connesse al sistema economico lineare, che diventa sempre più insostenibile, inefficiente e costoso, in quanto legato allo sfruttamento di
risorse non rinnovabili.

Per la creazione di prototipi moda la startup milanese ha scelto di affidare la prima sperimentazione alla direzione creativa dell’eco-designer Tiziano Guardini, talento emergente del suo settore. Insieme al designer hanno lavorato anche artigiani e artisti: Giovanna D’Ulisse e Francesca Latini dette “Le Mastro” per le calzature, artigiano storico Stefano Gambini per le borse, i couturier Antonio Martino ed Emilia Caccia per gli abiti e per la parte Gioiello Volpe la designer Emanuela Vannini, il tutto con la collaborazione di Pietro Pala Ako Studio per le operazioni di laser cut ed engraving.

Il lavoro di Vegea è un’altra dimostrazione di come anche il binomio cibo e moda possa entrare a far parte nella promozione di uno stile di vita rispettoso dell’ambiente.

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