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Regolamento REACH ed economia circolare: un legame possibile

Il regolamento REACH prevede la registrazione delle sostanze e dei prodotti chimici da parte di fabbricanti e importatori. Queste sostanze/prodotti dovranno essere soggette a un'esame sulla loro pericolosità

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Economia Circolare Pubblicato il 9 Gennaio 2018

Indice

Premessa

Il rapporto tra regolamento REACH ed economia circolare può essere finalmente consolidato grazie a processi di innovazione tecnologica che possono facilitare lo sviluppo di un sistema economico non più lineare e soprattutto compatibile con le normative di tutela ambientale e umana. L’economia circolare si basa sull’applicazione dei concetti di riuso, riciclo, recupero di materia e di energia. Le sostanze recuperate, per rientrare nel mercato, devono sottostare alle norme del regolamento REACH, con i suoi solidi criteri di sicurezza. Questi possono creare ostacoli normativi/economici al recupero. REACH ed economia circolare quindi possono finalmente coesistere.

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La carta d’identità delle sostanze chimiche importate e prodotte

Entro il 31 maggio 2018 le sostanze chimiche che importi o produci avranno la propria ‘carta d’identità’.

Entrato in vigore il 1° giugno 2007, il Regolamento REACH – acronimo del Regolamento per la Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle sostanze chimiche – è stato aggiornato in relazione ai sistemi internazionali vigenti, con ha lo scopo di garantire massima protezione della salute umana e dell’ambiente.

Il compito del REACH

In breve il compito del REACH è quello di razionalizzare e migliorare il precedente quadro legislativo in materia di sostanze chimiche dell’Unione europea, di migliorare la conoscenza dei pericoli e dei rischi derivanti da prodotti chimici già esistenti (quelli introdotti sul mercato prima del settembre 1981) e nuovi (dopo il settembre 1981) e, al contempo, mantenere e rafforzare la competitività e le capacità innovative dell’industria chimica europea.

Sono circa 30.000 le sostanze e i prodotti chimici che dovranno essere soggetti ad un esame sulla loro pericolosità e inseriti in un database comune a tutti gli Stati membri. Il Regolamento REACH, costituito da 141 articoli e 17 allegati tecnici, prevede la registrazione delle sostanze da parte dei fabbricanti e gli importatori di sostanze e miscele, i quali hanno l’obbligo di presentare all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) una serie di informazioni di base sulle caratteristiche delle sostanze e, in mancanza di dati disponibili, l’obbligo di eseguire test sperimentali per caratterizzare le proprietà fisico-chimiche, tossicologiche e ambientali.

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Il convegno a Roma

Il CNR INSEAN di Roma è stata sede di un convegno tenutosi lo scorso ottobre e organizzato da Labozeta Spa, in cui sono stati esaminati alcuni aspetti del rapporto tra la certificazione REACH ed economia circolare, insieme a un altro grande attore che è l’industria 4.0. Tantissimi gli argomenti affrontati durante l’incontro e tantissimi i relatori che hanno aperto il dibattito sulla sicurezza degli individui e della sostenibilità ambientale.

“Un aspetto interessante dell’evoluzione industriale nella direzione di 4.0 è il suo collegamento all’economia circolare” – ha spiegato il prof. Luigi Campanella. “Nel regolamento Reach è interessante questo rapporto perché la materia prima può essere uno scarto di un precedente ciclo, tuttavia nasce il problema della sicurezza ed è qui che entra in gioco il REACH, una certificazione che dovrebbe così affrontare il problema dei materiali riciclati. È in questo caso che si rende necessario verificare, dal punto di vista qualitativo, i rifiuti e di considerare, nelle analisi che vengono fatte, non soltanto il materiale scartato ma anche quello che resta nel circuito esterno per essere riutilizzato. È un aspetto interessante del regolamento REACH ed economia circolare, insieme agli aspetti innovativi dell’industria 4.0.”

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