Sostenibilità

Dove finiscono i rottami di auto, treni o navi?

Le soluzioni sono due: o vengono demoliti per essere successivamente riciclati alcuni dei elementi che li compongono, oppure possono rimanere in veri e propri "cimiteri" a cielo aperto

giovanna de filippo sfridoo

Giovanna De Filippo

Copywriter

Premessa

Vi siete mai chiesti che fine fanno i rottami di auto, navi o treni, provenienti dai processi di produzione delle aziende? Ogni oggetto ha le sue fasi di “crescita”, dalla creazione, alla vendita, all’utilizzo fino a diventare qualcosa di non utilizzato, per l’esattezza un rifiuto. Funziona allo stesso modo con i veicoli che, prima o poi, arrivano alla fine del loro ciclo di vita. Tuttavia i rottami di veicoli possono subire due condizioni: o vengono demoliti per essere successivamente riciclati alcuni degli elementi come i metalli, di cui sono composti, oppure possono rimanere ammassati in deposito per diversi anni, perché in attesa di essere distrutti.

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I rottami di auto o navi se non vengono demoliti li possiamo trovare nei “cimiteri”, depositi a cielo aperto dove giacciono per sempre

In tutto il mondo vi sono parecchi rottami di auto o veicoli diversi in attesa di demolizione, dagli aerei, alle navi, alle auto, tanto che si può parlare di “cimiteri di rottami”.

Uno dei più grandi depositi di veicoli abbandonati si trova in Arizona, negli Stati Uniti, caratterizzato da pezzi di ricambio per motoveicoli, oppure quello situato a Tucson, composto da oltre quattro mila e duecento scheletri di aeroplani disposti su un’area vastissima.

In Bolivia invece giacciono treni abbandonati dal 1940 nell’enorme deserto di sale chiamato Salar de Uyuni, in quello che una volta era un fondale di un mare interno ora prosciugato. Locomotive, carrozze, vagoni merci sono stati depositati e lasciati in balia del tempo, della ruggine e del vento salato che corrode il metallo per anni e anni.

Se ti sei mai chiesto dove finiscono le navi, invece, la risposta è Nouadhibou, in Mauritania. Conosciuta anche con il nome di Port-Étienne, qui è presente il cimitero delle navi più grande del mondo ed è formato da oltre 300 relitti di grandi dimensioni, vecchie e arrugginite, ammassate nel porto e alcune di esse col tempo sono affondate, infatti se ne contano più di venti.

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Conclusioni

Infine, non dimentichiamo Chernobyl, con il cimitero di rottami costituito scheletri metallici radioattivi, compresi quelli dei veicoli militari sovietici utilizzati per le operazioni di bonifica. È stato anche messo in volo un drone per riprendere dall’alto la città fantasma, a 30 anni dall’esplosione della centrale nucleare.

Abbandonare totalmente rifiuti del genere, che siano rottami di auto oppure rottami mastodontici come navi o aerei non è una buona soluzione sia per noi che per l’ambiente; la cosa giusta da fare sarebbe riuscire a riciclare i componenti di questi veicoli o rivenderli ad industrie a cui possano servire. 

Leggi anche Il sistema dei rottami in Vietman: una storia di successo 

 

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Giovanna De Filippo

Copywriter

Appassionata e curiosa della scrittura e della comunicazione applicate al mondo del web, sin dai tempi dell’università ho avuto varie esperienze professionali, prima collaborando con estense. com, redazione giornalistica on-line con sede a Ferrara e più di recente entrando nel team di Social News, altro giornale on-line che si occupa di informazione sociale, collaborandovi per un anno. Ante e post-laurea magistrale mi sono affacciata al mondo degli eventi, attraverso un tirocinio presso l’Ufficio Iniziative editoriali de il Resto del Carlino, dove mi sono occupata della realizzazione di eventi medici ed economici sul piano operativo: dalla realizzazione ed invio degli inviti – dopo la scelta dei target di riferimento -, brochure e cartelle stampa, alla correzione dei comunicati, dalla selezione della location, all’accoglienza relatori/invitati e monitoraggio complessivo dell’incontro.

Articolo aggiornato il 28/10/2023