Il sistema dei rottami in Vietnam: una storia di successo

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Rifiuti Pubblicato il 5 Dicembre 2017

Ancora oggi in Vietnam, vive l’antica professione del rottamaio, con la quale molti della popolazione si mantengono, ma un tempo era svolta dai contadini, impegnati per qualche mese all’anno nei campi e per il resto del tempo dediti a trovare e raccogliere rottami.

Dai dati riportati dal GDC – General Department of Customs, si stima che nello Stato del sud-est asiatico è aumentata l’importazione di rottame durante tutto il 2017. Su una media di 11 mila tonnellate quotidiane, infatti, è stato registrato un incremento di mille. Nello specifico è stato evidenziato che i produttori vietnamiti hanno importato 1 milione di tonnellate di rottame.

I produttori vietnamiti hanno importato 1 milione di tonnellate di rottami durante tutto il 2017

Come spiega l’Università di Hanoi Bui Van Muu, i produttori locali vogliono puntare sull’elettrosiderurgia perché ritenuta più compatibile con il territorio vietnamita e in grado di ottenere marginalità in poco tempo. Nonostante i dati confortanti, secondo gli analisti, se il sistema minerario per niente sviluppato non cresce parallelamente al settore siderurgico, c’è il rischio che lo Stato del sud-est asiatico diventi completamente dipendete dai rottami in pochi anni.

Si può, dunque, definire florido il sistema dei rottami in Vietnam. A dimostrazione di ciò, infatti, una giovane donna di nome Duong Thi Tuyet ha trovato fortuna con gli scarti metallici, riuscendo a passare da uno stato di povertà al benessere. Da straccivendola è diventata un’imprenditrice, proprietaria di una fonderia di bronzo. All’età di 15 anni, aveva cominciato a visitare i villaggi con una cesta di bambù alla ricerca di materiali scartati, come pentole usate per cuocere il riso o fornelli di bronzo.

Per Duong Thi Tuyet la fortuna non arriva direttamente dalla raccolta di ferro e altri rottami, ma dall’idea di creare una fonderia di bronzo tutta sua. Nel 1998 chiede in prestito la somma di 500.000 dong, cioè, circa 24 dollari, ad una istituzione finanziaria specializzata in micro-prestiti e comincia la sua avventura industriale. Il primo periodo è assai difficile e soltanto grazie ai prestiti di parenti e amici riesce a non chiudere l’attività. Ma dopo due anni gli affari cominciano a crescere e la fonderia inizia a fatturare a sufficienza per coprire i costi e per generare utili. Oggi Duong Thi Tuyet con la sua fonderia di bronzo dà lavoro a dieci persone e per questo è stata premiata dalla società francese Planet Finance come caso esemplare di una donna imprenditrice grazie alla micro-finanza. È stata la prima donna vietnamita a vincere il premio.

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