Ex prodotti alimentari

Scopri la definizione di ex prodotto alimentare, le tipologie e i riferimenti normativi vigenti e la loro importanza nell’Economia Circolare

Cosa sono gli ex prodotti alimentari

Immagine con sfondo degli scarti del pane e una scritta sopra che dice: "Gli ex prodotti alimentari sono elementi che, nonostante siano prodotti secondo le norme UE per il consumo umano, non sono adatti all'assunzione da parte dell'uomo a causa di fattori come problemi logistici o difetti di produzione. "

Gli ex prodotti alimentari sono prodotti alimentari che, pur essendo realizzati in conformità con le normative comunitarie sugli alimenti per il consumo umano, risultano non idonei per l’assunzione da parte dell’uomo.

Questo stato di non conformità può derivare da vari fattori, come problemi logistici, pratici o di imperfezioni nella lavorazione, imballaggio o altre ragioni. Malgrado ciò, non rappresentano un rischio per la salute se utilizzati come mangimi.

La definizione di ex prodotto alimentare è presente nella parte A, al punto 3, dell’allegato del regolamento (UE) n. 68/2013 della Commissione e nel più recente Regolamento UE (UE 1104/2022), che modifica il regolamento (UE) n. 68/2013 concernente il catalogo delle materie prime per mangimi.

Secondo tali Regolamenti per ex prodotti alimentari si intendono:

“prodotti alimentari, diversi dai residui di cucina e ristorazione, fabbricati per il consumo umano in modo del tutto conforme alla legislazione dell’Unione sugli alimenti, ma che non sono più destinati al consumo umano per ragioni pratiche, logistiche o legate a problemi di fabbricazione, difetti d’imballaggio o d’altro tipo, senza che presentino alcun rischio per la salute se usati come mangimi”.

Questi prodotti dunque derivano dai processi produttivi delle aziende alimentari e possono presentarsi come prodotti finiti, singoli ingredienti o residui di lavorazione.

Il ruolo degli ex prodotti alimentari nell’Economia Circolare

In questo contesto, gli ex prodotti alimentari rappresentano uno strumento fondamentale dell’Economia Circolare nella filiera alimentare.

Uno studio realizzato dallo Swedish Institute for Food and Biotechnology (SIK) nel 2011, commissionato da FAO (Gustavsson, J. et al. 2011), ha rivelato che ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti, pari circa a un terzo della produzione mondiale, vengono sprecati globalmente.

Questo dato sottolinea quanto sia importante per le aziende classificare correttamente questa tipologia di prodotti, evitando che questi diventino rifiuti e quindi minimizzando l’impatto negativo sul sistema economico e ambientale.

Gli ex prodotti alimentari sostituiscono parzialmente l’utilizzo di materie prime “tradizionali” per la produzione di mangimi, andando a contribuire ad un efficientamento delle risorse e al soddisfacimento delle esigenze nutrizionali degli animali.

Dunque il riutilizzo di ex prodotti alimentari concorre alla produzione di mangimi circolari e al contempo promuove una filiera alimentare sempre più tesa e attenta alla sostenibilità.

Vantaggi della valorizzazione circolare degli ex prodotti alimentari

Valorizzare intensivamente gli ex prodotti alimentari in un’ottica circolare offre numerosi benefici.

I vantaggi principali sono:

  • Diminuzione dello spreco alimentare e della quantità di prodotti non più destinati al consumo umano classificati come rifiuti;
  • Crescita della consapevolezza dell’importanza del riutilizzo dei residui alimentari all’interno delle filiere di settore;
  • Riduzione dell’impatto ambientale complessivo della filiera alimentare;
  • Apertura di nuove opportunità economiche, con potenziali risparmi e guadagni per le aziende.

L’importanza degli ex prodotti alimentari all’interno della gerarchia dei rifiuti

Immagine che rapprenseta la gerarchia dei rifiuti, uno strumento che ci permette di capire come attuare pratiche più o meno circolari e sostenibile per la gestione dei processi di produzione e degli scarti da essi generati.
Fonte: https://publications.parliament.uk/pa/cm201617/cmselect/cmenvfru/429/42905.htm

Quando si parla di ex prodotti alimentari, è fondamentale fare riferimento alla “Food and Drink Material Hierarchy”, uno strumento analitico e gestionale per gli scarti di produzione nel settore alimentare, sviluppato da WRAP e adottato dall’UE.

Dalla piramide rovesciata di questa gerarchia, emerge chiaramente che l’impiego degli ex prodotti alimentari come mangime (categoria: “Sent to Animal Feed”) è un’azione estremamente positiva, collocandosi nella zona verde dedicata alla riduzione.

Questo implica che destinare gli scarti in questo modo rappresenta una pratica di Economia Circolare, offrendo benefici significativi rispetto ad altre soluzioni, come ad esempio l’invio a biodigestori (categoria: “Waste sent to Anaerobic Digestion”), che è considerata un’attività di riciclo.

Utilizzo e valorizzazione degli ex prodotti alimentari

Gli ex prodotti alimentari, ottenuti durante le varie fasi dei processi produttivi dell’industria alimentare, possono essere utilizzati come materia prima per mangimi per animali da allevamento.

L’impiego nei mangimi, degli ex prodotti alimentari, supporta una gestione sostenibile delle risorse, promuovendo il riutilizzo di prodotti alimentari all’interno della stessa filiera alimentare.

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Ex prodotti alimentari nella mangimistica

Gli ex prodotti alimentari, utilizzati come materia prima per mangimi per animali d’allevamento, sono generalmente rappresentati da prodotti della panificazione, della pasta alimentare e dell’industria dolciaria.

Alcuni esempi di ex prodotti alimentari impiegati nella nutrizione animale sono rappresentati da residui di biscotti, pasta, grissini e caramelle, come indicato nel catalogo delle materie prime per mangimi del Regolamento (UE) 2022/1104

L’approccio “Feed-From-Food” aiuta le aziende non solo a ridurre la quantità di rifiuti organici che altrimenti si collocherebbero nei gradini meno virtuosi della gerarchia dei rifiuti, ma anche ad abbattere i costi di smaltimento generando una nuova fonte di reddito. 

Valorizzare questi prodotti contribuisce a sensibilizzare sulla riduzione dello spreco alimentare e può creare nuove opportunità nel settore agroalimentare.

Tipologie di ex prodotti alimentari

All’interno del Regolamento (UE) 2022/1104 della Commissione del 1° luglio 2022, che modifica il Regolamento (UE) n. 68/2013, attinente al catalogo delle materie prime per mangimi, troviamo l’elenco degli ex prodotti che possono essere utilizzati come nuova materia prima.

Di seguito alcune delle macro categorie introdotte:

  • Prodotti dell’industria del pane e della pasta alimentare.
  • Prodotti dell’industria gelatiera.
  • Prodotti dell’industria dolciaria.
  • Prodotti della fabbricazione di cereali da colazione.
  • Prodotti dell’industria pasticcera.
  • Prodotti e coprodotti dell’industria degli snack.

Normativa ex prodotti alimentari

L'immagine ha sullo sfondo un operatore che sta controllando il proprio processo di produzione, assicurandosi che tutto sia a posto. L'immagine presenta anche una scritta contenente quattro regolamenti, che sono: "Regolamento (UE) 2022/1104Regolamento (CE) n.183/05Comunicazione (UE) 2018/C 133/02Regolamento (CE) n.767/2009"

Nel vasto e complesso panorama normativo europeo, la regolamentazione relativa ai mangimi e alla sicurezza alimentare occupa una posizione centrale.

Le disposizioni legislative e le comunicazioni in tal senso mirano a garantire la sicurezza e la trasparenza nella produzione, gestione, commercializzazione e utilizzo dei prodotti destinati agli animali e, di conseguenza, alla tutela dei consumatori.

Le principali normative e comunicazioni dell’Unione Europea in questo ambito delineano obiettivi, finalità e caratteristiche chiave che meritano una particolare attenzione.

Regolamento (UE) 2022/1104 – che modifica il regolamento (UE) n. 68/2013 concernente il catalogo delle materie prime per mangimi

Il Regolamento 2022/1104, che modifica il regolamento (UE) n. 68/2013, fornisce un elenco dettagliato delle materie prime impiegate nella produzione di mangimi, definendo con precisione le caratteristiche e le specifiche di ogni ingrediente.

L’obiettivo principale di questi criteri è garantire la sicurezza e la conformità degli ingredienti impiegati.

Il regolamento riveste un ruolo cruciale nella protezione della salute degli animali.

Regolamento (CE) n.183/05: requisiti di igiene nella produzione e distribuzione di mangimi

Il Regolamento (CE) n. 183/2005 stabilisce un elenco di requisiti e norme di igiene per la produzione e la distribuzione dei mangimi, precisando le definizioni e le caratteristiche di ogni aspetto coinvolto.

Il Regolamento (CE) 183/2005 stabilisce i requisiti per l’igiene dei mangimi, a partire dalla produzione primaria fino alla somministrazione agli animali destinati alla produzione di alimenti, con lo scopo di assicurare un elevato livello di protezione della salute degli animali e dei consumatori mediante un controllo dei mangimi lungo tutta la filiera alimentare. 

Gli operatori dei mangimi sono direttamente responsabili della sicurezza dei mangimi mediante l’attuazione di procedure basate sull’analisi dei rischi e sul controllo dei punti critici (HACCP), mediante l’applicazione di buone pratiche igieniche, nonché mediante l’utilizzo esclusivo di mangimi provenienti da stabilimenti registrati/riconosciuti ai sensi del presente regolamento.

Questa direttiva impone agli operatori del settore dei mangimi che la produzione, la manipolazione, lo stoccaggio e il trasporto dei mangimi siano sicuri e conformi alle normative, assicurando al contempo una tracciabilità della filiera

Comunicazione (UE) 2018/C 133/02: linee guida per la produzione di mangimi

La Comunicazione (UE) 2018/C 133/02 fornisce orientamenti sull’utilizzo di alimenti non più destinati al consumo umano come mangimi per animali in ottica di Economia Circolare

La comunicazione è stata emessa dalla Commissione Europea e ha lo scopo di regolare l’uso di tali alimenti per garantire la sicurezza alimentare e la salute degli animali. 

Gli orientamenti contenuti nella comunicazione riguardano, ad esempio, la registrazione degli stabilimenti come imprese del settore alimentare e dei mangimi, le verifiche degli impianti e la definizione di alimenti non più destinati al consumo umano.

Questi orientamenti sono di fondamentale importanza per le imprese che operano nel settore alimentare e dei mangimi, in quanto forniscono linee guida chiare sulle pratiche corrette da seguire per l’utilizzo di tali alimenti.

Regolamento (CE) n.767/2009: commercializzazione e utilizzo dei mangimi

Il Regolamento (CE) n. 767/2009 definisce le norme relative alla commercializzazione, all’etichettatura e all’uso dei mangimi.

L’obiettivo principale della normativa è garantire la sicurezza e la trasparenza nel mercato dei mangimi, proteggendo sia la salute degli animali sia quella dei consumatori.

Il Regolamento introduce anche criteri specifici per le informazioni che devono essere incluse sull’etichetta dei prodotti e regola la pubblicità stessa dei mangimi.

La normativa include, infine, una lista di materie prime proibite e definisce le condizioni per l’uso di specifiche sostanze e prodotti.

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Esempi di valorizzazione degli ex prodotti alimentari

Nel contesto della normativa europea e delle strategie di Economia Circolare, la gestione ottimale degli ex prodotti alimentari emerge come una pratica vincente.

Diverse aziende hanno aderito al cosiddetto approccio “Feed-From-Food” e sapientemente trasformato scarti, come quelli derivanti dalla produzione di gallette di riso o pasta all’uovo, in risorse di valore utili per la produzione di mangimi circolari.

Dirigendo questi scarti verso la filiera mangimistica, le imprese non solo hanno ridotto l’impatto ambientale, ma hanno anche raggiunto significativi vantaggi economici

Questa pratica sottolinea l’importanza e il potenziale degli ex prodotti alimentari nella sostenibilità dell’industria agroalimentare.