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Guadagnare dallo smaltimento dei fanghi di rettifica? Ecco le 2 soluzioni

In questo nuovo articolo spieghiamo come eliminare i costi di smaltimento dei fanghi di rettifica - CER 12.01.18 - risparmiando e creando un guadagno per l'azienda. Il segreto? L'applicazione del modello della simbiosi industriale tra aziende. Vediamo nel dettaglio cosa significa...

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Rifiuti Pubblicato il 11 Giugno 2020

Indice

Smaltimento dei fanghi di rettifica: è possibile risparmiare o guadagnare?

Stai cercando un modo per ridurre drasticamente il costo di smaltimento dei fanghi di rettifica e tramutarli in guadagno? Con l’economia circolare oggi è possibile. Infatti questi fanghi identificati dal codice EER 12.01.18, in ragione del contenuto di ferro ed ossidi , possono essere utilizzati in sostituzione di alcuni aggregati fini nella preparazione del calcestruzzo pesante nel settore della contrappesistica e, appunto, del settore infrastrutturale.

Cosa sono i fanghi di rettifica

Veniamo alla definizione di questo rifiuto speciale: i fanghi di rettifica. I fanghi (o morchie) di rettifica costituiscono il principale rifiuto dei processi di lavorazione meccaniche superficiali su elementi metallici e nel processo di rettifica interna dei tubi saldati.

La rettifica è quel processo di altissima precisione che prevede la rimozione di residui o materiale in eccesso garantendo alla superficie lavorata un alto grado di finitura, serve serve per portare un qualsiasi componente nello stato di forma o superficie ottimale di progetto. L’asportazione del materiale in eccesso avviene sfruttando la frizione tra il particolare metallico e la mola abrasiva, che vengono continuamente raffreddati mediante emulsione acqua/olio.

Lo scarto del continuo processo di abrasione è costituito da una miscela di particolato metallico, ossidi, abrasivo ed emulsione oleosa. A secondo del sistema adottato in azienda per il riutilizzo delle emulsioni l’umidità del fango può variare dal 20% al 50% in peso.

Gestione e costi dei fanghi di rettifica

Lo scarto, in ragione della presenza di olio lubrificante, deve essere caratterizzato come rifiuto speciale pericoloso ed individuato con il codice EER/CER 120118 ed avviato a smaltimento, prevalentemente in discariche autorizzate, in italia e spesso all’estero.

Da un’indagine condotta sul territorio italiano è emerso che i costi per lo smaltimento variano da un minimo di 200,00 €/ton fino ai 600,00 €/t (se non separati dal panno filtrante), senza considerare i costi relativi ai trasporti che possono incidere per almeno 200,00 € a smaltimento.

Opportunità di valorizzazione dei fanghi

Le aziende che scartano dal loro processo fanghi di rettifica (CER 12.01.18) possono oggi cogliere un’importante opportunità grazie all’economia circolare. Eliminare la produzione di questo rifiuto non è pensabile, mentre eliminare il costo di smaltimento attraverso la valorizzazione, si.

A seconda delle caratteristiche dei fanghi di rettifica è possibile attivare processi di valorizzazione del materiale, ad esempio, nella produzione di contrappesi in cemento o nel settore delle grandi infrastrutture.

 

Il fango di rettifica, opportunamente preparato presso lo stabilimento del produttore (eliminazione umidità eccessiva), in ragione del contenuto di ferro ed ossidi (materiale pesante), può essere utilizzato in sostituzione di alcuni aggregati fini nella preparazione del calcestruzzo pesante. In funzione dell’impianto di destinazione il materiale di scarto dei processi di rettifica, lappatura, lapidellatura e affilatura, può essere conferito come rifiuto (impianti autorizzati) o come sottoprodotto (aziende di produzione).

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Calcolo del vantaggio economico

Si è immaginata una realtà industriale che produce 100 tonnellate all’anno di fanghi di rettifica – cer 12.01.18, il cui costo di smaltimento è 300,00 €/ton. L’investimento, di cui in tabella, è finalizzato alla preparazione ottimale del materiale alle operazioni di recupero (riduzione umidità). Non sono stati invece presi in considerazione il numero ed il costo dei trasporti in quanto si immagina che per numero e costi i viaggi per lo smaltimento siano equivalenti a quelli per il recupero (valorizzazione nella filiera della produzione di contrappesi).

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Esempio di calcolo:

  • Fanghi di rettifica di acciaio con emulsione al 3%
  • Produzione annua di fango: 100 tonnellate
  • Umidità residua del fango: 25%
  • Olio concentrato residuo: 1 ton
  • Risparmio costi di smaltimento: € 30.000,00
  • Costi annuali (ammortamento e gestione): € 5.150,00
  • Valore recupero materiali (olio e fanghi): € 1.600,00
  • Vantaggio economico annuale: € 26.450,00
  • Tempo di rientro dell’investimento: 14 mesi

Conclusioni

Abbiamo visto come sia possibile non solo attuare processi virtuosi che consentono un risparmio economico sulla componente rifiuto dei fanghi di rettifica, ma anche come si possano ottenere enormi vantaggi economici e competitivi attraverso la corretta gestione del materiale. Con opportune verifiche e ricerche di mercato è possibile ottenere tutto questo.

Se anche la tua azienda soffre dell’aumento vertiginoso dei costi di questi materiale contattaci per scoprire tutti i vantaggi dell’economia circolare!

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