Casi Studio

iGuzzini: Sostenibilità ed Economia Circolare al centro con il progetto Zero Waste To Landfill

Sauro Stacchiotti, Responsabile Sostenibilità della iGuzzini, racconta di come l’azienda punti alla sostenibilità con il progetto Zero Waste to Landfill, in collaborazione con Sfridoo

Simone Tabellini per Sfridoo

Simone Tabellini

Green Marketer

Uno degli ultimi progetti legati all’Economia Circolare, realizzato dal team di Sfridoo, è stato il Zero Waste to Landfill (ZWL) in collaborazione con il gruppo iGuzzini, azienda leader nel settore dei lightning per l’architettura.

Un progetto che si distingue nel campo della sostenibilità aziendale per la peculiarità nell’indagare come l’azienda oggi gestisce i rifiuti in ottica di Simbiosi Industriale.

Per raccontare il progetto abbiamo chiesto a Sauro Stacchiotti, Responsabilità Sostenibilità della iGuzzini, di descriverci le fasi che hanno portato l’azienda ad adottare questo modello e di quali siano stati i risultati del progetto.

Sauro grazie per la tua disponibilità ci puoi raccontare il tuo ruolo all’interno di iGuzzini e di cosa si occupa la vostra realtà?

Lavoro in iGuzzini dal 2003 e oggi ricopro il ruolo di Responsabile delle Sostenibilità, coordinando anche altre aree aziendali come alcuni reparti legati alla produzione, contabilità industriale e assemblaggio.

Sono diventato Responsabile della sostenibilità nel 2021, quando l’azienda ha deciso nel 2019 di intraprendere un percorso strutturato di sostenibilità.

La iGuzzini è un’azienda che nasce nel 1959 e dal 2019 fa parte del terzo gruppo più grande in Europa per il settore lighting: Fagerhult Group.

All’interno di questo gruppo l’azienda si distingue per la sua particolare offerta: nello specifico offriamo servizi di lightning per l’architettura, basati sulla cultura della luce che comprendono tematiche come la sicurezza sugli ambienti di lavoro e la qualità dell’utilizzo della luce.

I nostri driver di crescita sono design, cultura, sostenibilità e connettività, che si collegano ai valori dell’azienda che sono umanità, integrità, bellezza e innovazione.

Qual è l’impegno della iGuzzini nei confronti della sostenibilità e dell’Economia Circolare?

iGuzzini è stata la prima nel settore dell’illuminazione a lanciare una campagna pubblicitaria contro l’inquinamento luminoso negli anni ’80.

Sin da allora, l’azienda ha promosso l’attenzione sulla necessità di risparmiare luce e migliorare la qualità dell’illuminazione, creando una cultura di sostenibilità e risparmio energetico.

In particolare, l’azienda ha sempre utilizzato l’alluminio riciclato italiano come materiale principale per i suoi apparecchi di illuminazione architettonica.

Questa scelta non solo dimostrava una forma di circolarità e sostenibilità già all’epoca, ma anche un’efficace soluzione tecnica, poiché l’alluminio dissipa in modo efficiente il calore generato dalle sorgenti luminose, agevolando il funzionamento dell’elettronica.

Inoltre, l’Italia ha una buona infrastruttura di raccolta e riciclo dell’alluminio, rendendolo un materiale disponibile e conveniente. L’utilizzo di alluminio riciclato ha conferito ai prodotti di iGuzzini caratteristiche uniche in termini di prestazioni tecniche ed economicità.

Di recente, abbiamo iniziato a esplorare l’utilizzo di materiali plastici riciclati all’interno dei prodotti, in particolare nelle ottiche che sono il cuore degli apparecchi d’illuminazione.

Tuttavia, la scelta dei materiali deve bilanciare la sostenibilità con l’efficienza luminosa e la durabilità del prodotto.

Siamo convinti che la sostenibilità non si limiti solo ai materiali utilizzati, ma coinvolga l’intera catena di fornitura. È necessario valutare la sostenibilità dei fornitori stessi e cercare alternative che rispettino criteri di sostenibilità e circolarità.

Ci puoi spiegare da dove è partito il progetto Zero Waste To Landfill?

iGuzzini ha impostato il progetto con l’obiettivo di conoscere e misurare ogni azione nei confronti della gestione dei propri scarti per minimizzare le conseguenze negative e massimizzare quelle positive, basandosi su due regole fondamentali:

  • fare prima di comunicare, per evitare il greenwashing;
  • concentrarsi sull’approccio metodologico e organizzativo per gestire correttamente i rifiuti.

Prima di iniziare il progetto, l’azienda aveva un’attività di produzione con un approccio corretto nella gestione dei rifiuti, ma non aveva familiarità con l’Economia Circolare.

Per questo motivo era necessaria l’individuazione di partner specializzati in questo settore.

Il progetto è iniziato con la necessità di redigere un report di sostenibilità a livello di gruppo. 

Durante la fase di studio e approfondimento, abbiamo strutturato le attività aziendali seguendo gli ESG (Environmental, Social, and Governance) e ottenendo certificazioni legate alle conoscenze e organizzare i processi in ottica sostenibile.

Successivamente, abbiamo esteso il nostro focus ai rifiuti, cercando di interpretare il principio dell’Economia Circolare, partecipando a programmi di miglioramento per ridurre gli scarti, ma abbiamo realizzato che era necessario andare oltre i confini aziendali e adottare un approccio più circolare.

La mancanza di conoscenza e competenza ci ha spinti a cercare aiuto esterno per affrontare il tema in modo strutturato.

Dopo una approfondita ricerca, abbiamo deciso di scegliere Sfridoo come partner tecnico, specializzato sui temi dell’Economia Circolare, per la realizzazione di questo ambizioso progetto.

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Come avete conosciuto Sfridoo e qual è stato l’elemento che vi ha fatto decidere di collaborare con la nostra realtà?

Come per la maggior parte delle cose, l’incontro con Sfridoo è stato casuale.

Eravamo alla ricerca di un partner tecnico per il progetto, quando un giorno un mio collega lesse un articolo su una rivista riguardante le startup circolari più in crescita nell’ultimo periodo, tra le quali era citata anche Sfridoo.

Così questo mio collega mi disse che dovevamo contattare Sfridoo per sapere se fosse disponibile una collaborazione sul progetto di sostenibilità aziendale legata ai principi della Simbiosi Industriale.

Dopo alcuni incontri, ci siamo piacevolmente sorpresi dell’approccio strutturato e della flessibilità della startup nel soddisfare le nostre esigenze.

Abbiamo apprezzato la disponibilità di Sfridoo nel collaborare con noi e nel realizzare uno studio per comprendere come utilizzare al meglio i nostri rifiuti.

Quali sono state le fasi del progetto?

Durante il progetto, sono state seguite diverse fasi.

Inizialmente, è stata effettuata una visita presso lo stabilimento da parte dei tecnici di Sfridoo per comprendere i processi aziendali e la gestione dei nostri rifiuti.

Successivamente, è stata raccolta una serie di dati e informazioni necessarie per lo sviluppo del progetto. È stato coinvolto un supporto esterno (Sfridoo, n.d.r.) per ottenere informazioni aggiuntive sulla gestione dei rifiuti specifici.

L’obiettivo era standardizzare e misurare la percentuale di rifiuti che non veniva reintegrata nel processo di economia circolare.

Tramite il coinvolgimento di altri partner, sono stati raccolti altri dati ed è stato sviluppato un rapporto finale.

Dopo l’elaborazione dei risultati, abbiamo presentato il progetto.

I risultati sono stati positivi, con il recupero e il riciclaggio dei rifiuti raggiunti al 95%

Ora stiamo lavorando per diffondere ulteriormente la cultura della sostenibilità, coinvolgendo i fornitori e cercando di ridurre l’utilizzo di materiali plastici.

Inoltre, durante il progetto, è stata scoperta l’opportunità di utilizzare rifiuti di PMMA (polimetilmetacrilato) per la produzione di una lampada, dimostrando che anche i prodotti possono essere realizzati in modo sostenibile.

Grazie al progetto, iGuzzini ha sviluppato una maggiore sensibilità culturale verso la sostenibilità e sta coinvolgendo i fornitori per promuovere l’adozione di pratiche sostenibili lungo la catena di approvvigionamento.

Questo si è rivelato un vantaggio competitivo e ci ha preparato alle nuove normative e alle richieste di reportistica di sostenibilità.

Quali consigli daresti a un’azienda del settore che si sta approcciando per la prima volta a questi argomenti?

Secondo me un fattore sul quale un’azienda dovrebbe focalizzarsi è l’approccio e la mentalità con cui si affrontano certi temi.

Se si parla di sostenibilità, l’approccio responsabile è un obbligo, perché tale approccio è basato sulla consapevolezza e la conoscenza.

Quindi il suggerimento che mi sento umilmente di dare a qualcuno è quello di iniziare a mettersi in discussione.

Consiglio alle aziende che si avvicinano per la prima volta a questi argomenti di mettersi in discussione e di sviluppare una conoscenza approfondita.

Creare una roadmap, individuare metriche tracciabili e scegliere partner competenti, sono solo alcuni fattori che un’azienda dovrebbe considerare se si parla di sostenibilità e circolarità.

Infine, è fondamentale focalizzarsi sul lungo periodo e lavorare verso obiettivi sostenibili, poiché i veri risultati e i veri miglioramenti richiedono un approccio responsabile nel tempo.

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Simone Tabellini

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