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5 Progetti da adottare per far diventare la tua azienda Plastic Free

Come eliminare la plastica dalla tua azienda. Breve ed efficace guida su come rendere la tua azienda plastic free in 5 semplici progetti, seguendo i criteri stabiliti dal Ministero dell'Ambiente

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Aziende Pubblicato il 21 Giugno 2019

Indice

Premessa

Perché oggi si parla tanto di Plastic Free e di progetti Plastic Free? Quali problemi comporta l’utilizzo della plastica? Sappiamo tutti come nell’ultimo anno la lotta alla plastica sia diventata oggetto di grande dibattito mediatico e, conseguentemente, politico. L’Europa da tempo si batte alla ricerca di soluzioni e finanziamenti per accelerare verso modelli di packaging e soluzioni innovative affinché questo materiale esaurisca la sua dirompente presenza nei prodotti utilizzati dall’uomo.

Dobbiamo necessariamente fare una premessa: la plastica in se’ non rappresenterebbe un problema ambientale così vasto se alla base vi fosse un sistema di gestione efficiente basato sul riutilizzo, sulla differenziazione e scelta sapiente dei polimeri, sul design e sul riciclo finale del materiale. La plastica risulta ad oggi essere un materiale eccellente e detentrice di ottime performance (basti pensare al peso ridotto a fronte della resistenza meccanica, della capacità conservativa di fluidi e liquidi, etc…), perciò risulta un materiale “nobile” a cui negli ultimi anni si è dato un appellativo negativo.

Plastica: un tema “caldo”

Più di 33 mila bottigliette di plastica finiscono nel Mediterraneo ogni minuto” è così che esordisce il WWF nella campagna legata ai temi della lotta alla plastica negli oceani e nel mare a noi vicino.
Nel 2019 il tema della plastica e dell’usa e getta è diventata parola chiave all’ordine del giorno: media, social e stampa riservano quotidianamente articoli e approfondimenti sull’argomento. Centinaia sono le iniziative nate solo negli ultimi mesi per la riduzione o l’eliminazione delle plastiche usa e getta da spiagge, luoghi pubblici, uffici e aziende. Non ultima l’iniziativa del Ministero dell’Ambiente che ha eliminato tutte le plastiche usa e getta dai propri uffici ministeriali, lanciano una vera e propria challenge #PlasticFree. Tutto questo grazie all’onda emotiva generata dall’attenzione che l’opinione pubblica sta dedicando a temi come il global warming, il climate change e in generale all’inquinamento di CO2 e quello derivato dalla dispersione delle plastiche in mare, nel suolo, nelle acque, in aria e perfino nel cibo con il tema microplastiche.

China ban

Non per ultimo il “China ban“, la chiusura della Cina alle importazioni di rifiuti (in particolare plastica), ha messo in crisi il sistema di smaltimento internazionale ed europeo, che si è trovato improvvisamente senza uno sbocco certo per tutti quei rifiuti contenenti plastica.

Leggi anche “La Cina vieta l’importazione della plastica

Ad aggiungersi a questa situazione anche le ultime dichiarazioni della Malesia e di altri Stati che stanno seguendo l’esempio cinese evitando l’ingresso di rifiuti provenienti dall’estero. Nel caso della Malesia, diventata sempre più porto sicuro per i rifiuti internazionali, tra i primi ad aprire la querelle è stato Duterte – Presidente della Repubblica delle Filippine – che con toni accesi ha recentemente intimato al Canada di riprendersi i rifiuti scaricati nell’arcipelago del Sud-Est asiatico tra il 2013 e il 2014, assicurando di essere pronto a “dichiarare guerra”.
Queste situazioni di tensioni politica devono far riflettere sul tema rifiuti. Bisognerebbe riflettere appunto sul piano politico e governativo in quanto, una mala gestione internazionale dei rifiuti, potrebbe convertirsi in un elemento che potenzialmente potrà provocare nei prossimi periodi attriti, prese di posizione e scontri politici, oltre a eventi di crisi interna alle stesse nazioni.

Numeri sulla plastica

Nonostante questo, la produzione globale pare essere ben lontana da un calo: le proiezioni suggeriscono addirittura un aumento esponenziale. Uno studio effettuato dalla Ellen MacArthur Foundation evidenzia come, nonostante tutti gli impatti negativi derivati dalla sua produzione e dal suo cattivo smaltimento, la produzione di plastica per imballaggi oggi usufruisca del solo 5% il petrolio estratto annualmente e di come questa quota sia destinata a raggiungere il 20% nell’arco dei prossimi 35 anni.

La produzione di plastica è passata da 2 milioni di tonnellate prodotti mediamente negli anni cinquanta ai 380 milioni del 2015 e non accenna a calare. Ci si aspetta infatti che la produzione raddoppi nei prossimi 20 anni e addirittura quadruplichi entro il 2050, anno in cui sempre secondo questo studio, il peso della plastica dispersa nei mari raggiungerà quello dei pesci che lo popolano e l’impronta della produzione sarà pari a quella di 615 centrali a carbone operanti a pieno ritmo.

In questo scenario si aggiunge la pessima gestione che nonostante la domanda crescente vede a livello globale solo il 5% di plastica riciclata effettivamente, il 40% finire tra inceneritori o discariche e ben un terzo disperso negli ecosistemi tra i quali fiumi e oceani. Questo studio ha calcolato come ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica vengano disperse negli oceani che è l’equivalente di un camion della raccolta svuotato in mare ogni minuto.

Plastica: un impatto non solo ambientale

L’aspetto meno risaputo da molte realtà, in particolare aziendali, è che ridurre o rinunciare alla plastica può portare vantaggi sia nei termini ambientali sia risparmi tangibili a medio periodo per manager e imprenditori che intendono associare il saving aziendale, ai corretti riguardi nella responsabilità sociale d’impresa.
Molti dei prodotti usa e getta che le aziende oggi acquistano possono essere sostituiti, con un’attenta analisi e ottimale fase progettuale iniziale, con prodotti riutilizzabili che incidono a medio periodo anche sui processi di saving aziendale in quanto il livello di approvvigionamento consente di evitare acquisti mordi e fuggi o con cadenza frequente.

Un ulteriore fattore da considerare è quello dell’attrattività del brand nei confronti di quei potenziali clienti che preferiscono rivolgersi a business con un ridotto impatto ambientale e che trasmettono i valori della sostenibilità in riferimento all’ESG (Environmental, Social, Governance si utilizza in ambito economico/finanziario per indicare tutte quelle attività legate all’investimento responsabile che perseguono gli obiettivi tipici della gestione finanziaria tenendo in considerazione aspetti di natura ambientale, sociale e di governance).

Il green branding è particolarmente valorizzato per quelle realtà aziendali che propongono prodotti o servizi verso il customer finale che sta diventando sempre più attento a queste tematiche e che preferisce sempre più riconoscersi nei valori del brand .

Le aziende hanno già capito la portata rivoluzionaria dell’economia circolare e, negli ultimi mesi, il fermento su questi temi si è dimostrato importante e sempre più riconosciuto. Quelle realtà che intendono utilizzare la sostenibilità come proposta valoriale e come vantaggio competitivo non sono spaventate dall’investimento iniziale ma ne intendono il ritorno economico indiretto e diretto a medio/lungo periodo, consapevoli che solo innovando eviteranno l’estinzione del proprio modello di business e perciò della propria azienda.

Progetti Plastic Free

Quali sono dunque quei progetti Plastic Free che un’azienda attenta a questi temi intende adottare per avvicinare nuovi consumatori e clienti mostrando valori e azioni di sostenibilità ambientale? Di seguito ti proponiamo 5 progetti plastic free da subito implementabili in azienda:

1. Eliminare le bottiglie di plastica

Il primo passo da compiere per rendere i luoghi di lavoro privi di plastica è quello di eliminare le bottigliette d’acqua usa e getta dai distributori e adottare borracce termiche in acciaio inossidabile riutilizzabili all’infinito.

Quindi bisogna dotare gli spazi con delle soluzioni per il riempimento delle stesse. Qual è la soluzione migliore? Sicuramente il rubinetto. Si, hai capito proprio bene. Sembra una banalità ma alcune aziende non considerano la rete idrica una possibilità per l’approvvigionamento delle proprie risorse. L’acqua però dev’essere sana, buona, fresca. Attenzione però: c’è anche chi la desidera frizzante. Ad oggi, per rispondere a tutte queste esigenze, potresti pensare a integrare un sistema di erogatori collegati alla rete idrica. L’acqua dalla rete costa meno e l’unica cosa da sostituire sono i filtri. Un risparmio sicuro già nel breve termine. Qui ti consigliamo di progettare il lancio aziendale con eventi dedicati all’iniziativa, oltre a dotare i tuoi dipendenti di kit dedicati allo scopo.

2. Niente plastica in pausa Caffè

Il secondo progetto plastic free che ti consigliamo è quello di eliminare la plastica nella “zona caffè”. Qui infatti, in primo luogo, si possono adoperare e convertire le classiche palette monouso e tazzine in plastica con l’uso di tazzine in ceramica e cucchiaini in acciaio. Il salto di qualità ricade nell’adozione di cialde biodegradabili o compostabili. Così, in un colpo solo, si eliminano tazzine e palette di plastica usa e getta, oltre a tutto l’indifferenziato delle capsule consumate. Considera qui tutti gli aspetti normativi e di sanificazione per non incorrere in possibili rischi.

3. Eliminare la plastica dalla zona Pranzo

Il pranzò è un momento nel quale può esserci uno spreco di plastica usata solo per qualche minuto e poi gettata via, si pensi alle posate e al packaging dei cibi pronti o di quelli ordinati. Tuttavia la pausa pranzo non è gestita nello stesso modo, tra chi ha la mensa interna, quella esterna e chi si porta il pranzo da casa gli accorgimenti che si possono adottare differiscono e a volte possono non dipendere direttamente dalle scelte di chi deve pranzare. In ogni caso è bene utilizzare le posate in acciaio, i piatti in ceramica o i contenitori porta pranzo che possono essere anche termici di vari materiali: preferibilmente in acciaio o vetro.

4. Raccolta differenziata

Un passo importante per raggiungere l’obiettivo di un luogo di lavoro privo di plastica è quello di implementare un’efficiente e seria raccolta differenziata con l’eliminazione dei cestini di rifiuti misti da sotto le scrivanie e dotarsi di aree di raccolta differenziata con l’obiettivo di avere sotto controllo i flussi dei vari materiali e comprendere quale di questi è il più corposo e avendo ben chiaro che meno plastica c’è e meglio è.

Inoltre, definisci quali tipologie di oggetti vengono generalmente utilizzate negli uffici aziendali e quali di questi hanno una cadenza verso il cestino: tieni monitorati i flussi non solo dei consumabili ma anche di cespiti aziendali da poter riutilizzare in altre business-unit, o di quegli oggetti che a livello di policy l’azienda solitamente dona a scuole e organizzazioni no-profit. Raccomandabile una partnership con multiutility o aziende strutturate del settore che consentano un’ottimizzazione del flusso di conferimento di rifiuti o prodotti a fine vita, verso impianti di riciclo o aziende e associazioni pronte a ricevere il materiale.

5 . Adotta il principio delle 4R

Ultimo ma non meno importante per un’attività corporate è adottare il principio delle 4R:

  • Riduci;
  • Riutilizza;
  • Ricicla;
  • Recupera.

Per ogni aspetto in cui si utilizza la plastica come prima attività bisogna capire se è possibile ridurne l’utilizzo, dunque evitarne l’acquisto e l’uso. Non è possibile ridurre la quantità di plastica? Allora il principio prevede di ridurne la quantità al minimo indispensabile. In secondo luogo riutilizzare gli oggetti, di plastica e non, il più possibile, ritardandone il fine vita. Conferire perciò la plastica nell’apposita raccolta differenziata è un’azione che sembra scontata ma che in realtà avviene in maniera corretta meno di quanto ci si aspetti negli ambienti aziendali.

Crea percorsi di valore per le tue risorse aziendali

Adottare un nuovo paradigma di comportamento sul luogo di lavoro passa sempre dalla sensibilizzazione dei propri dipendenti e colleghi e ricopre un’importanza strategica nel raggiungimento di una condotta virtuosa sul luogo di lavoro. L’organizzazione di eventi aziendali di formazione o di convivialità può essere un fattore vitale per il raggiungimento del plastic free, al quale può unirsi un grande vantaggio in termini di team building. Eventi, progetti plastic free e plastic free challenge si stanno diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo anglosassone, dove la sensibilità a questi temi sta crescendo sempre di più. Questi momenti diventano anche situazioni nelle quali le persone si scambiano idee su come poter ridurre l’uso della plastica, infatti ogni figura professionale ha il suo rapporto con gli oggetti in plastica e ciò fa in modo che ci possano essere nuove soluzioni da suggerire e da adottare proprio grazie alla visione specifica dei singoli ruoli aziendali.

Conclusioni

Il Ministero dell’Ambiente ha dato l’esempio di come la pubblica amministrazione può dare il buon esempio nell’adozione di una politica plastic free che mira al raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi, fino ad arrivare a quelli zero waste. Oggi le aziende sono pronte al cambiamento e al passaggio a una policy interna che mira alla gestione virtuosa di asset, oggetti, cespiti e consumabili, con risvolti positivi dal punto di vista sia economico sia ambientale. E la tua azienda? Hai già adottato un progetto plastic free per la tua impresa?

Oltre ai 5 progetti evidenziati in questo articolo sono numerosi gli aspetti da osservare quando si parla di gestione di un progetto plastic free aziendale. Dunque, come approcciare al tema? Nella definizione di un percorso virtuoso e strutturato all’interno della tua attività, puoi rivolgerti a Sfridoo.

La startup dell’economia circolare ha difatti realizzato un disciplinare proprietario con cui, attraverso una procedura collaudata, è possibile seguire i criteri indicati dal Ministero dell’Ambiente sul tema Plastic Free. Se i molteplici aspetti da prendere in considerazione e le conoscenze specifiche ti sembrano un ostacolo, Sfridoo realizza per te progetti di economia circolare e Plastic Free volti a trovare la soluzione migliore attraverso un modello da subito applicabile alla tua azienda e dedicato alle tue necessità.

Puoi contattare Sfridoo alla mail info@sfridoo.com

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