Nei settori della produzione di acciaio in barre, della trafilatura del filo di ferro, del trattamento termico e termo-chimico dei componenti in acciaio, del taglio al plasma di semilavorati siderurgici e della sabbiatura di lamiere in acciaio, i processi di granigliatura, pallinatura e taglio termico generano in modo continuativo un residuo in polvere di ossido di ferro.
Per alcune aziende attive in queste lavorazioni, localizzate tra Emilia-Romagna e Lombardia, gestire gli ossidi di ferro in polvere come rifiuto poteva significare un costo fino a 225.000 €/anno, calcolato su un costo di smaltimento di 150 €/ton e un quantitativo costante di 1.500 ton/anno.
Grazie alla Simbiosi Industriale con Sfridoo, la polvere di ossido di ferro è stata riclassificata come sottoprodotto ai sensi dell’art. 184-bis del D.Lgs. 152/2006 e destinata alla produzione di ossidi per l’industria del vetro e della ceramica: il cambio di inquadramento normativo ha trasformato un costo di smaltimento in un ricavo di 10 €/ton (Caso Studio Sfridoo CS43).
| CS43 Sfridoo | Pre | Post | Note e dettagli operativi |
|---|---|---|---|
| Anagrafica | |||
| Settore | Provincia | Note | |
| Produttore | Produzione di acciaio in barre; produzione del filo di ferro; trattamento termico e termo-chimico su componenti in acciaio; taglio al plasma di semilavorati siderurgici; sabbiatura di lamiere in acciaio | Emilia-Romagna e Lombardia | Dato aggregato su più aziende |
| Utilizzatore | Produzione di ossidi per l’industria della ceramica e del vetro | Reggio Emilia | |
| Confronto pre / post | |||
| Inquadramento | Rifiuto | Sottoprodotto | Predisposte: relazione tecnica, scheda sottoprodotto, contratto di fornitura, dichiarazione di conformità, modello di gestione |
| Destino | Recupero | Produzione di ossidi di ferro | |
| Quantitativo | 1.500 ton/anno | 1.500 ton/anno | Quantitativo esemplificativo per base di calcolo della valorizzazione |
| Stoccaggio | Big Bag | Big Bag | |
| Costi | −150 €/ton | +10 €/ton | Da costo di smaltimento a valore positivo riconosciuto |
| Intervento tecnologico | □ Sì ☑ No |
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| Caratteristiche |
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La gestione degli ossidi di ferro in polvere
Le lavorazioni di granigliatura, pallinatura e taglio termico dell’acciaio generano in modo continuativo e prevedibile un residuo in polvere di ossido di ferro. Per le aziende attive nella produzione di barre e filo di ferro, nel trattamento termico e nel taglio al plasma di semilavorati siderurgici, questo si traduce in un flusso costante di materiale gestito come rifiuto: un quantitativo come 1.500 ton/anno può arrivare ad un costo di smaltimento di 150 €/ton, pari a 225.000 € l’anno di spesa per il solo smaltimento, senza considerare gli altri oneri legati ai rifiuti.
Pur provenendo da lavorazioni diverse, la polvere di ossido di ferro mantiene una composizione costante e caratteristiche analitiche verificabili (ossidi di ferro ≥ 90% p/p), compatibili con la stessa filiera di destinazione. Le aziende che si sono rivolte a Sfridoo la gestivano comunque secondo tutti i doveri previsti per i rifiuti.
Cosa sono gli ossidi di ferro in polvere e come si generano nelle lavorazioni siderurgiche

Gli ossidi di ferro in polvere, comunemente detti calamina, sono la miscela di ossidi che si forma sulla superficie dei componenti in acciaio durante la produzione del semilavorato siderurgico (vergella o lamiera) o durante i trattamenti termici come tempra, bonifica e normalizzazione. L’esposizione dell’acciaio ad alte temperature in atmosfera ossidante accelera la reazione tra il metallo e l’ossigeno, formando uno strato crostoso superficiale.
Per rimuovere questo strato e preparare il componente alle fasi successive di lavorazione si ricorre alla granigliatura e pallinatura: il lancio meccanico di graniglia metallica tramite turbine elimina bave e impurità, restituendo una superficie pulita e con una migliorata resistenza a fatica. In questa fase si genera un residuo in polvere, separato dall’abrasivo metallico tramite un sistema ad aria a due stadi che ne consente il recupero.
Durante le operazioni di taglio al plasma dei semilavorati siderurgici, l’elevato apporto termico e l’interazione con il gas di taglio generano fumi e micro-particelle metalliche che si ossidano istantaneamente: i banchi di taglio, dotati di impianti di aspirazione dedicati, convogliano questi fumi verso sistemi di abbattimento a maniche o cartucce, da cui si recupera una polvere di ossido di ferro fine e omogenea.
Il percorso della polvere di ossido di ferro verso il sottoprodotto con Sfridoo
A seguito dell’intervento di Sfridoo, le aziende coinvolte dispongono oggi di un pacchetto documentale completo che consente la gestione dell’ossido di ferro in polvere come sottoprodotto: relazione tecnica, scheda sottoprodotto, contratto di fornitura con l’acquirente, dichiarazione di conformità e modello di gestione.
L’analisi ha permesso di accertare che la polvere generata dai diversi processi, sabbiatura, pallinatura e taglio al plasma, soddisfaceva i requisiti dell’art. 184-bis del D.Lgs. 152/2006, confermando l’inquadramento come sottoprodotto.
La polvere di ossido di ferro non viene più avviata a recupero come rifiuto, ma è oggi valorizzata come materia prima per la produzione di ossidi destinati all’industria del vetro e della ceramica, con un contratto di fornitura che ne regolamenta la cessione e ne garantisce la tracciabilità.
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Scopri di piùI benefici degli ossidi di ferro in polvere come sottoprodotto
Il primo effetto diretto riguarda i costi di gestione del materiale, infatti le aziende che prima pagavano 150 €/ton per smaltire la polvere di ossido di ferro come rifiuto, azzerano questo costo con un risparmio del 100% sul costo di smaltimento. Inoltre, vengono pagate 10 €/ton per lo stesso materiale: la polvere di ossido di ferro, ora sottoprodotto, è destinata alla filiera del vetro e della ceramica. Sul flusso di riferimento di 1.500 ton/anno indicato in apertura, questo si traduce in un beneficio economico di circa 240.000 €/anno (225.000 € di costo evitato + 15.000 € di nuovo ricavo).
La riclassificazione a sottoprodotto ha una ricaduta diretta sulla contabilità ambientale: gli ossidi di ferro in polvere non compaiono più tra i rifiuti dichiarati nel bilancio annuale, un effetto che le aziende certificate ISO 14001 o che redigono un bilancio di sostenibilità possono riportare direttamente tra gli indicatori di performance ambientale migliorati nel reporting ESG.
Sul piano dell’operatività, il nuovo modello di gestione standardizza i flussi di tracciabilità del materiale tra i diversi processi di origine (sabbiatura, pallinatura, taglio al plasma), con procedure più chiare per il personale di stabilimento e minor rischio di non conformità documentale.
La polvere di ossido di ferro, una volta ceduta alla filiera del vetro e della ceramica, entra in un processo produttivo a valore aggiunto, un elemento che rafforza anche il posizionamento dell’azienda agli occhi di clienti e partner commerciali attenti alla sostenibilità.
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