Ossidi di ferro in scaglia: da rifiuto a sottoprodotto per ceramica

Alcune aziende siderurgiche hanno riclassificato gli ossidi di ferro in scaglia da rifiuto a sottoprodotto, passando da un costo di smaltimento di 100 €/ton a un ricavo di 1 €/ton

Indice dei contenuti

Nei settori della produzione di acciaio in barre e della produzione del filo di ferro, come la trafilatura e lavorazione della vergella a basso, medio e alto tenore di carbonio, le operazioni di deformazione e scagliatura meccanica generano in modo continuativo un residuo in scaglie di ossido di ferro.  Per alcune aziende attive in queste lavorazioni, localizzate tra Emilia-Romagna e Lombardia, gestire gli ossidi di ferro in scaglia come rifiuto poteva significare un costo fino a 15.000 €/anno, calcolato su un costo di smaltimento di 100 €/ton e un quantitativo costante di 150 ton/anno.

Grazie alla Simbiosi Industriale con Sfridoo, le scaglie di ossido di ferro sono state riclassificate come sottoprodotto ai sensi dell’art. 184-bis del D.Lgs. 152/2006 e destinate alla produzione di ossidi per l’industria della ceramica e del vetro: il cambio di inquadramento normativo ha trasformato un costo di smaltimento in un ricavo di 1 €/ton (Caso Studio Sfridoo CS44).

CS44 Sfridoo Pre Post Note e dettagli operativi
Anagrafica
  Settore Provincia/REGIONE Note
Produttore Produzione di acciaio in barre; produzione del filo di ferro Emilia-Romagna e Lombardia Dato aggregato su più aziende
Utilizzatore Produzione di ossidi per l’industria della ceramica e del vetro Reggio Emilia  
Confronto pre / post
Inquadramento Rifiuto Sottoprodotto Predisposte: relazione tecnica, scheda sottoprodotto, contratto di fornitura, dichiarazione di conformità, modello di gestione
Destino Recupero Produzione di ossidi di ferro
Quantitativo 150 ton/anno 150 ton/anno Quantitativo esemplificativo per base di calcolo della valorizzazione
Stoccaggio Big Bag Big Bag  
Costi −100 €/ton +1 €/ton Da costo di smaltimento a valore positivo riconosciuto
Intervento tecnologico □ Sì
☑ No
Caratteristiche
  • Ossidi di ferro ≥ 90% p/p
  • Umidità < 5% p/p
  • Colore grigio-nero
  • Dimensione media particelle 30 mm

La gestione degli ossidi di ferro in scaglia come rifiuto

Le operazioni di deformazione e scagliatura meccanica della vergella e delle barre di acciaio generano in modo continuativo e prevedibile un residuo in scaglie di ossido di ferro. Per le aziende attive nella produzione di acciaio in barre e nella produzione del filo di ferro, questo si traduce in un flusso costante di materiale gestito come rifiuto: 150 ton/anno possono arrivare ad un costo di smaltimento di 100 €/ton, pari a 15.000 € l’anno di spesa. Si devono, inoltre, considerare gli oneri amministrativi aggiuntivi previsti dalla normativa rifiuti.

Le scaglie di ossido di ferro non sono un residuo di composizione variabile: si generano da un processo ben definito, hanno caratteristiche analitiche costanti (ossidi di ferro ≥ 90% p/p) e, pertanto, la possibilità di essere individuati come compatibili per altre filiere. Le aziende che si sono rivolte a Sfridoo, gestivano questi residui con tutti gli oneri previsti per i rifiuti.

Cosa sono gli ossidi di ferro in scaglia e come si generano nelle lavorazioni siderurgiche

Scaglia di laminazione di ossidi di ferro

Gli ossidi di ferro in scaglia, comunemente detti calamina o scaglia di laminazione, sono la miscela di ossidi che si forma nelle lavorazioni a caldo dei prodotti siderurgici. L’interazione tra l’acciaio e l’ossigeno dell’aria genera questa miscela proprio con funzione protettiva del materiale ferroso.

Se la calamina restasse integra, aderendo saldamente al manufatto, costituirebbe uno strato di protezione dell’acciaio. A causa dell’esposizione dei manufatti agli agenti atmosferici, durante trasporto e deposito, e delle sollecitazioni delle ordinarie attività di officina, invece succede che questo strato raramente rimanga intatto. L’umidità penetra nelle fenditure e reagisce con lo strato di ossido più vicino alla superficie dell’acciaio, formando idrossidi ferrosi e ferrici che, per l’aumento di volume, ne procurano il distacco in scaglie. Per questo motivo la calamina deve essere rimossa prima delle successive operazioni di produzione del manufatto metallico.

Dalle attività di svolgimento e scagliatura della vergella di acciaio grezza si genera così un residuo di colore grigio-nero in forma di scaglie, con dimensione media delle particelle di circa 30 mm.

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Il percorso degli ossidi di ferro in scaglia verso il sottoprodotto con Sfridoo

A seguito dell’intervento di Sfridoo, le aziende coinvolte dispongono oggi di un pacchetto documentale completo che consente la gestione delle scaglie di ossido di ferro come sottoprodotto, compreso di relazione tecnica, scheda sottoprodotto, contratto di fornitura con l’acquirente, dichiarazione di conformità e modello di gestione.

L’analisi ha permesso di accertare che le scaglie generate dai processi di produzione di acciaio in barre e filo di ferro soddisfacevano i requisiti dell’art. 184-bis del D.Lgs. 152/2006, confermando l’inquadramento come sottoprodotto.

Le scaglie di ossido di ferro non vengono più avviate a recupero come rifiuto, ma sono oggi valorizzate come materia prima per la produzione di ossidi destinati all’industria ceramica e del vetro, con un contratto di fornitura che ne regolamenta la cessione e ne garantisce la tracciabilità.

Benefici per i produttori di acciaio in barre e filo di ferro

Il primo effetto diretto riguarda i costi di gestione del materiale, infatti le aziende che prima pagavano 100 €/ton per smaltire le scaglie di ossido di ferro come rifiuto, azzerano questo costo con un risparmio del 100% sul costo di smaltimento. Inoltre, vengono pagate 1 €/ton per lo stesso materiale: la calamina in scaglie come sottoprodotto è destinata alla filiera ceramica e del vetro.

Il valore economico complessivo generato, tra risparmio e nuovo ricavo, equivale al 101% del costo di smaltimento originario (base di calcolo: 101 €/ton di beneficio combinato su 100 €/ton di costo pregresso). Sul flusso di riferimento di 150 ton/anno indicato in apertura, questo si traduce in un beneficio economico di circa 15.150 €/anno (15.000 € di costo evitato + 150 € di nuovo ricavo).

Per le aziende certificate ISO 14001 o impegnate nella redazione del bilancio di sostenibilità, la riclassificazione a sottoprodotto delle scaglie di ossido di ferro significa indicatori di performance ambientale migliorati e contenuti più solidi per il reporting ESG. I residui sono infatti ora esclusi dalla contabilità annuale dei rifiuti. A livello di stabilimento, la tracciabilità del flusso segue un percorso più standardizzato, dalla generazione delle scaglie fino alla destinazione verso la filiera individuata, della ceramica o del vetro, con procedure più chiare per il personale e minor rischio di non conformità documentale.

Infine, la destinazione alla filiera ceramica e del vetro posiziona il sottoprodotto all’interno di una filiera a valore aggiunto, con un impatto positivo anche sulle narrative di sostenibilità nei confronti di clienti e partner commerciali.

Domande frequenti sulla valorizzazione degli ossidi di ferro in scaglia

  • Cosa serve per qualificare gli ossidi di ferro in scaglia come sottoprodotto?

    Per qualificare gli ossidi di ferro in scaglia come sottoprodotto occorre verificare che il materiale soddisfi le condizioni previste dall’art. 184-bis del D.Lgs. 152/2006: certezza dell’utilizzo, assenza di ulteriori trattamenti diversi dalla normale pratica industriale e rispetto dei requisiti per l’impiego specifico. È necessaria una documentazione tecnica e gestionale dedicata che attesti il rispetto di queste condizioni. Scopri come fare

  • Quali vantaggi hanno le aziende siderurgiche nel gestire gli ossidi di ferro in scaglia come sottoprodotto anziché come rifiuto?

    La gestione come sottoprodotto elimina gli obblighi amministrativi connessi alla normativa rifiuti (registri di carico e scarico, formulari di identificazione per ogni trasporto). La calamina in scaglia cessa di essere un costo di smaltimento e diventa una valorizzazione remunerata, con un impatto diretto sul conto economico. Per le aziende certificate ISO 14001 o che redigono un bilancio di sostenibilità, si riduce anche la quota di rifiuti nella contabilità ambientale annuale, con effetti positivi sugli indicatori di performance e sulla rendicontazione ESG.

  • A quale filiera sono destinati gli ossidi di ferro in scaglia valorizzati come sottoprodotto?

    In questo caso studio, gli ossidi di ferro in scaglia qualificati come sottoprodotto vengono destinati alla produzione di ossidi per l’industria della ceramica e del vetro, dove costituiscono una materia prima per pigmenti e componenti tecnici. Il valore riconosciuto dipende dalle caratteristiche analitiche del materiale, dalla dimensione delle particelle, dal volume disponibile e dalle condizioni concordate con l’utilizzatore.

  • Qual è la differenza tra gli ossidi di ferro in scaglia e quelli in polvere?

    La differenza principale è la forma fisica, legata al processo che genera il residuo. Gli ossidi di ferro in scaglia derivano dalla deformazione meccanica della vergella e delle barre di acciaio durante la trafilatura, e si presentano in frammenti di alcuni millimetri. Gli ossidi di ferro in polvere derivano da altri tipi di lavorazioni e richiedono una gestione logistica diversa.

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