Aromi in polvere da rifiuto a sottoprodotto per fertilizzanti

Un'azienda di Bergamo ha riclassificato 65 ton/anno di aromi in polvere da rifiuto a sottoprodotto: da un costo di smaltimento di 275 €/ton a un ricavo di 25 €/ton

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Avere un residuo di aromi alimentari in polvere è ricorrente nella produzione di aromi e ingredienti per l’industria alimentare: si generano durante le fasi di essiccazione e nella pulizia degli impianti.

Per un’azienda produttrice di aromi e ingredienti per il settore alimentare di Bergamo, le circa 65 tonnellate annue di aromi in polvere venivano gestite come rifiuto con codice CER 020304 e avviate a compostaggio, con un costo di smaltimento di 275 €/ton.

Grazie alla Simbiosi Industriale con Sfridoo, gli aromi in polvere sono stati riclassificati come sottoprodotto ai sensi dell’art. 184-bis del D.Lgs. 152/2006 e destinati alla produzione di fertilizzanti organici: il cambio di inquadramento normativo ha trasformato un costo di smaltimento in un ricavo di 25 €/ton (Caso Studio Sfridoo CS41).

CS41 Sfridoo Pre Post Note e dettagli operativi
Anagrafica
  Settore Provincia Note
Produttore Produzione di altri prodotti alimentari vari n.c.a. Bergamo  
Utilizzatore Fabbricazione di fertilizzanti e composti azotati Verona  
Confronto pre / post
Inquadramento Rifiuto Sottoprodotto Predisposte: relazione tecnica, scheda sottoprodotto, contratto di fornitura, dichiarazione di conformità, modello di gestione
Destino Compostaggio Fertilizzanti organici
Quantitativo ~65 ton/anno ~65 ton/anno  
Stoccaggio Big bag Big bag Nessuna variazione
Costi -275 €/ton +25 €/ton Da costo di smaltimento a ricavo di valorizzazione
Intervento tecnologico □ Sì
☑ No
Caratteristiche
  • Umidità 4.9%
  • Carboidrati totali g/100g 55
  • Zuccheri totali 5,5%
  • Amido 41,2%
  • Sostanze grasse grezze (lipidi) 13%

La gestione degli scarti di lavorazione degli aromi alimentari in polvere come rifiuto

La produzione di aromi e ingredienti per l’industria alimentare genera in modo continuativo residui in forma di polvere. Per un’azienda bergamasca del settore, queste circa 65 tonnellate annue di aromi in polvere rappresentavano un costo fisso e ricorrente: 275 €/ton di conferimento a smaltimento come rifiuto con codice CER 020304, avviato a compostaggio. A questo si sommavano i costi di trasporto e gli obblighi amministrativi connessi alla normativa sui rifiuti: tenuta dei registri di carico e scarico e compilazione dei formulari per ogni trasporto.

Il costo complessivo della gestione degli aromi in polvere come rifiuto era significativo rispetto al volume. La struttura del problema era però la stessa che ricorre in molti residui organici del settore agroalimentare: un materiale con caratteristiche analitiche costanti, generato in modo prevedibile da un processo produttivo definito, smaltito come rifiuto per mancanza di un inquadramento normativo alternativo documentato.

Cosa sono gli aromi in polvere e come si generano nel processo di produzione

Aromi alimentari in polvere come sottoprodotto per fertilizzanti organici

Gli aromi in polvere sono ingredienti utilizzati nell’industria alimentare per conferire o intensificare gusto e profumo in una vasta gamma di prodotti finiti: snack, prodotti da forno, piatti pronti, condimenti e bevande in polvere.

Si producono a partire da aromi liquidi o estratti di origine naturale o di sintesi, che vengono miscelati con supporti solidi e sottoposti a essiccazione tramite spray drying: il processo atomizza la miscela liquida in piccole gocce che si solidificano rapidamente a contatto con l’aria calda.

Gli scarti che si generano nel processo sono principalmente di due tipi: le polveri residue di lavorazione dette teste e code, ovvero le frazioni che si formano all’avvio e alla fine di ogni ciclo produttivo e che non soddisfano le specifiche del prodotto finito, e i depositi di polvere. Entrambe le frazioni di aromi in polvere hanno una composizione organica prevalente, derivata direttamente dagli aromi di partenza e dai supporti utilizzati nel processo.

Il percorso degli aromi alimentari in polvere verso il sottoprodotto con Sfridoo

A seguito dell’intervento di Sfridoo, l’azienda dispone oggi di un pacchetto documentale completo che consente la conforme gestione degli aromi in polvere come sottoprodotto: relazione tecnica, scheda sottoprodotto, contratto di fornitura con l’acquirente, dichiarazione di conformità e modello di gestione. Con il nuovo inquadramento i residui sono dei sottoprodotti valorizzabili per una nuova filiera e non più rifiuti.

L’analisi condotta da Sfridoo ha permesso di accertare che gli aromi in polvere provenienti dalla produzione di prodotti alimentari vari soddisfacevano tutti i requisiti del Testo Unico Ambientale, confermando l’inquadramento degli aromi in polvere come sottoprodotto.

Le polveri alimentari non vengono più avviate a compostaggio come rifiuti, ma sono oggi cedute come matrice per la produzione di fertilizzanti organici, con un contratto di fornitura che ne regolamenta la cessione e ne garantisce la tracciabilità.

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Benefici per il produttore di aromi e ingredienti alimentari

Il primo effetto diretto è l’inversione del segno economico sul materiale: da un costo di smaltimento di 275 €/ton a un ricavo di 25 €/ton, per una variazione di 300 €/ton, pari a un miglioramento del 109% rispetto al precedente costo di smaltimento (base di calcolo: 300 ÷ 275 €/ton). Il costo di smaltimento risulta di fatto azzerato (-100%) e sostituito da un ricavo. Su circa 65 tonnellate annue, il miglioramento sulla voce materiale è di 19.500 €/anno (base di calcolo: 65 ton/anno × 300 €/ton di variazione tra costo precedente e ricavo attuale).

Sul fronte ambientale e della rendicontazione, la riclassificazione degli aromi in polvere elimina quel quantitativo dalla contabilità dei rifiuti organici dichiarati annualmente. Per un’azienda che redige un bilancio di sostenibilità o che opera con un sistema di gestione ambientale conforme a ISO 14001, questo si traduce in un miglioramento diretto degli indicatori di performance ambientale – la produzione specifica di rifiuti organici per unità di prodotto – e in contenuti più favorevoli per il reporting ESG verso clienti, investitori e stakeholder del settore alimentare.

Sul piano della governance operativa, il nuovo modello di gestione standardizza i flussi di tracciabilità del materiale derivante dagli scarti di aromi: procedure chiare per il personale di stabilimento, riduzione del rischio di non conformità nella gestione documentale.

La destinazione alla filiera dei fertilizzanti, rispetto al precedente avvio a compostaggio come rifiuto, posiziona il sottoprodotto di aromi alimentari in polvere all’interno di una filiera a maggior valore aggiunto, con ricadute positive sulle narrative di sostenibilità dell’azienda nei confronti dei propri clienti nell’industria alimentare.

Domande frequenti sugli scarti degli aromi in polvere

  • Cosa serve per qualificare gli aromi in polvere come sottoprodotto?

    Per qualificare gli aromi in polvere come sottoprodotto occorre assicurarsi che il materiale soddisfi le condizioni richieste dall D.Lgs. 152/2006 e predisponendo la dovuta documentazione che attesti il rispetto dell’art. 184-bis per gestire in ottica di valorizzazione, il materiale. Senza questo inquadramento, il residuo rimane soggetto agli obblighi della normativa sui rifiuti anche quando le condizioni sostanziali per la qualifica come sottoprodotto sono soddisfatte. Ecco come fare

  • Quanto costa smaltire gli aromi in polvere come rifiuto e cosa cambia economicamente con la qualifica come sottoprodotto?

    Il costo di smaltimento degli aromi in polvere come rifiuto con codice CER 020304, nel caso documentato da Sfridoo, era di 275 €/ton, con avvio a compostaggio. Dopo la riclassificazione come sottoprodotto, il materiale viene ceduto alla filiera dei fertilizzanti organici con un ricavo di 25 €/ton, quindi una variazione netta di 300 €/ton. Su un volume di 65 ton/anno, il miglioramento sui costi di smaltimento e ricavo è di 19.500 €/anno. Il valore netto effettivo può variare in funzione delle distanze di trasporto e delle condizioni concordate con il destinatario.

  • Gli aromi in polvere possono essere ceduti direttamente come materia prima per fertilizzanti organici senza modifiche al materiale?

    Sì, nella misura in cui le caratteristiche analitiche del residuo di aromi in polvere siano conformi ai requisiti della filiera di destinazione. Una verifica analitica del materiale specifico è sempre necessaria prima della qualifica, poiché la composizione degli aromi in polvere può variare in funzione delle materie prime e del processo produttivo adottato.

  • Che differenza c'è tra gestire gli aromi in polvere come rifiuto e come sottoprodotto sul piano operativo?

    La gestione come rifiuto impone una serie di obblighi amministrativi e documentali, mentre la gestione come sottoprodotto sostituisce questo apparato con una documentazione tecnica e contrattuale che regola la valorizzazione degli scarti di aromi in polvere. Il personale di stabilimento lavora con procedure più semplici e standardizzate, il rischio di non conformità nella gestione documentale si riduce e i flussi di tracciabilità sono integrati nel rapporto commerciale con l’acquirente.

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