Nella foto è raffigurato un camion merci che sta scaricando le cimose, un particolare scarto composito termoplastico

Come valorizzare i materiali termoplastici compositi: ecco il caso studio

In questo caso studio, vediamo come utilizzare la Simbiosi Industriale per evitare di portare in discarica i materiali termoplastici compositi a oggi non recuperabili come il CER 07.02.13, 07.02.99, 04.02.09, risparmiando sui costi di smaltimento.

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Economia Circolare Pubblicato il 16 Settembre 2022

È possibile risparmiare tramite lo smaltimento dei materiali termoplastici compositi?

Stai cercando un modo per ridurre drasticamente il costo di smaltimento dei materiali termoplastici compositivi e accoppiati?

Con l’Economia Circolare oggi è possibile.

Infatti questi materiali termoplastici accoppiati, dal codice CER 07.02.13, 07.02.99, 04.02.09, possono essere utilizzati in sostituzione di polimeri termoplastici vergini per la produzione di substrati per elementi antitrauma nel settore sportivo, come per esempio i tutori.

 

Cosa sono i materiali termoplastici compositi

Grafica con scritto "I materiali termoplastici compositi sono materiali costituiti da più elementi plastici o da un elemento plastico e uno non plastico"

Con il termine generico materiale composito (o materiale accoppiato) si fa riferimento a un elemento costituito da due o più sostanze.

L’unione di queste due componenti attribuisce al prodotto finale, ovvero il materiale composito, proprietà meccaniche (es. resistenza a forze o sollecitazioni) superiori rispetto a quelle degli elementi presi singolarmente.

Nel caso dei materiali termoplastici compositi gli elementi che si vanno a unire sono componenti in plastica (es. prodotto in pvc e tpu) o un componente plastico e uno non plastico (es. pvc accoppiato con supporto tessile).

Una caratteristica importante in ottica di Economia Circolare è che gli scarti derivanti da questi materiali possono essere recuperati e trasformati in risorse per altre attività.

Vuoi valorizzare prodotti accoppiati in PVC e TPU? Sfridoo è la soluzione. Richiedi il contatto di un/a espertə di Sfridoo.

 

Esempi di materiali termoplastici compositi che si possono riciclare

Come abbiamo già detto in precedenza, questa tipologia di rifiuto non è identificabile con un solo materiale.

Per questo e altri motivi gli elementi che si possono recuperare sono diversi.

All’interno degli anni di lavoro, affiancando grandi aziende in questi percorsi di valorizzazione, siamo riusciti a recuperare:

  • cimose, ritagli e intere bobine di ecopelle o similpelle in pvc;
  • prodotti in pvc accoppiati con supporto tessile;
  • prodotti in tpu accoppiati con supporto tessile;
  • prodotti in pvc e tpu accoppiati con altri polimeri non termoplastici;
  • filato e maglia di tessuto rivestiti in pvc o tpu;
  • sfridi derivanti dalla produzione di nastri trasportatori e cinghie in pvc e tpu;
  • sfridi derivanti dalla produzione di carta da parati in pvc;
  • sfridi e ritagli derivanti dalla produzione di interni auto e selleria in genere;
  • tubi in polimeri termoplastici accoppiati;
  • polveri derivanti dal trattamento delle superfici in pvc o tpu (es: goffratura);
  • residui della produzione di packaging in pvc accoppiato a materiali non metallici;
  • sfridi di imballaggi in carta laminata con polimeri termoplastici (esenti da metalli);
  • spurghi di pvc o tpu.

Sebbene i materiali che hai appena letto siano diversi tra loro e in numero cospicuo, è opportuno sottolineare che la lista non è affatto completa.

Il motivo dell’esclusione di alcuni materiali è che per portare a termine il processo di riciclo dello scarto è necessario che la parte costituita dal polimero termoplastico (o miscela di termoplastici, come TPU e PVC) sia almeno del 70%.

Mentre la parte di contaminante non superi il 30% e che abbia caratteristiche idonee a essere macinabile con il polimero.

Possiedi uno di questi scarti e intendi valorizzarlo? Mettiti in contatto subito con un/a espertə di Sfridoo.

Valorizzazione materiali termoplastici compositi: i settori

A oggi esistono già diversi settori che stanno usufruendo di una grande opportunità, i quali hanno implementato pratiche virtuose di Simbiosi Industriale all’interno dei loro processi per recuperare queste risorse.

Questi settori produttivi sono:

  • produzione e confezionamento di finta pelle (moda e automotive);
  • taglio e confezione di finta pelle;
  • produzione di nastri trasportatori;
  • produzione di tubi compositi (retinati, spiralati non metallici, compositi, ecc…);
  • produzione di packaging laminato/accoppiato;
  • riciclo dei cavi elettrici.

Se la tua azienda fa parte di questi settori o di settori complementari allora significa che anche te puoi usufruire dei vantaggi dell’Economia Circolare da subito e con un efficiente mantenimento dei tuoi processi esponenziale.

 

Caso studio valorizzazione PVC e TPU

Grafica con scritto "Tre vantaggi principali: migliore gestione dello scarto, nuove opportunità di valorizzazione e risparmio economico sul rifiuto."

Sono stati due gli avanzi sottoposti all’analisi: il PVC (Polivinilcloruro) e il TPU (Poliuretano Termoplastico).

Per entrambi i materiali si è seguito un processo a tre fasi, che ti riportiamo di seguito:

  • fase di analisi della gestione del rifiuto e dei costi del rifiuto;
  • fase di individuazione delle opportunità di valorizzazione;
  • fase del calcolo del vantaggio economico.

Gestione e costi del rifiuto

Lo scarto, presentando contaminanti al suo interno, non può essere riciclato nei tradizionali impianti di recupero della plastica.

Questa condizione porta il rifiuto a essere smaltito prevalentemente in discariche autorizzate, in Italia e spesso all’estero.

Inoltre, da un’indagine condotta dai tecnici di Sfridoo sul territorio italiano, è emerso che i costi per lo smaltimento di questi scarti variano da un minimo di 200,00 €/ton fino ai 300,00 €/ton, senza considerare i costi relativi ai trasporti che possono incidere per almeno 150,00 € per singolo smaltimento.

Una cifra economicamente importante da sostenere per le aziende, le quali possono ridurla o azzerarla tramite una corretta nuova gestione.

Stai cercando materia seconda per ridurre i costi di produzione? Inserisci la tua richiesta di materiale.

Opportunità di valorizzazione

Le aziende che scartano dai loro processi rifiuti di polimeri termoplastici compositi: 

  • CER 07.02.13, 
  • CER 07.02.99, 
  • CER 04.02.09, 
  • CER 12.01.05.

Possono cogliere oggi, grazie all’Economia Circolare, un’importante opportunità di valorizzazione di questi scarti di produzione.

Eliminare la produzione di questo rifiuto oggi non è pensabile per numerosi motivi strutturali.

Mentre è possibile e auspicabile eliminare il ricorso alla discarica, abbattendo i costi di smaltimento, grazie a una soluzione che rispetti i principi della circolarità.

A seconda delle caratteristiche dei compositi è possibile attivare processi di valorizzazione del materiale, ad esempio, nella fabbricazioni di elementi prestazionali antitrauma per il settore sportivo.

Lo scarto, opportunamente preparato presso lo stabilimento del produttore (scegliendo accuratamente le tipologie ed eliminando gli elementi indesiderati, come ad esempio gli imballaggi misti, ferro e vetro), in ragione del contenuto di polimeri termoplastici nobili (pvc, tpu, ec…), può essere utilizzato in sostituzione di materie prime per la produzione di elementi prestazionali antitrauma.

Questo rende il materiale pronto per una seconda vita all’interno di un nuovo mercato di riferimento.

Calcolo del vantaggio economico

Facciamo ora un veloce calcolo sul vantaggio economico che un’operazione di questo tipo può portare a un’azienda che oggi sostiene costi per avviare a smaltimento queste tipologie di scarti.

Immaginiamo una realtà industriale che produce 1.000 tonnellate all’anno di spalmato in PVC su supporto tessile in PES (CER 07.02.13), il cui costo di smaltimento è al momento in cui scriviamo l’articolo, 260,00 €/ton a cui vanno sommati 150,00 €/trasporto.

Il totale annuo dei costi che l’azienda deve sostenere, per lo smaltimento e il trasporto in discarica dei rifiuti, ammonta a:

(1.000 x 260) + (1.000 / 6 x 150) = 285.000,00 €/anno

Ora calcoliamo il risparmio economico nell’avviare un progetto di valorizzazione di questi scarti.

Il percorso di recupero prevede un costo di conferimento di circa 125-135 €/ton e di 500 €/vg di costi di trasporto con bilico (25-30 tons/viaggio).

Pertanto il calcolo che dobbiamo fare è il seguente:

(1.000 x 130) + (1.000 / 28 x 500) = 147.857,14 €/anno

Come si può notare la differenza tra i due valori è netta.

Con un risparmio di circa 135.000,00 €/anno, che corrisponde a un beneficio di circa il 50% rispetto allo smaltimento in discarica, valorizzare questa tipologia di scarti risulta essere una soluzione vincente sia a livello ambientale, evitando la discarica, sia a livello economico per l’azienda.

Vuoi ottenere anche tu questo vantaggio competitivo ed economico? Richiedi il contatto diretto con un/a espertə Sfridoo.

 

Conclusioni: il beneficio condiviso della Simbiosi Industriale

Abbiamo visto come sia possibile non solo attuare processi virtuosi che consentono un risparmio sulla componente rifiuto, ma anche come si possano ottenere enormi vantaggi economici e competitivi attraverso la corretta individuazione del destino del materiale.

Con opportune verifiche e ricerche di mercato è possibile ottenere tutti questi vantaggi, nonché creare relazioni strategiche con altre aziende per creare una rete di Simbiosi Industriale.

Un network all’interno del quale applicare in maniera concreta e sistematica i principi dell’Economia Circolare.

 

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