Cascami e rifiuti. L’economia circolare in Italia

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Economia Circolare Pubblicato il 21 Agosto 2017

Il modello di produzione e consumo attuale, figlio della prima Rivoluzione Industriale, si basa su comportamenti economici del tipo “estrazione – produzione – distribuzione – consumo – smaltimento”.

Questo sistema lineare è la spina dorsale di un modello economico basato sui consumi, sul sovrasfruttamento delle risorse naturali, sulla cementificazione e sul trasporto globale.

Un sistema di questo tipo si regge sulla disponibilità illimitata ed economica di risorse e i bassi costi di smaltimento. I modelli di consumo lineari tradizionali oggi, con la popolazione in cerca di maggiore benessere in forte aumento, devono fare i conti con la limitata disponibilità di risorse e aumento dei livelli di prezzo.

“…non possiamo continuare a crescere come specie continuando a godere di un’elevata qualità della vita senza cambiare il nostro modo di fare le cose”
Mark Esposito, docente di Strategia economica
Harvard University Extension, Grenoble School of Management
Lo sviluppo dell’idea del benessere diffuso e dell’economia dei consumi di massa ha generato inoltre grandi problemi ambientali.

L’economia circolare è un innovativo modello economico: un’economia in cui gli scarti di qualcuno sono le risorse di qualcun’altro, formando un circolo virtuoso che mira a preservare l’ecosistema in cui viviamo.

Questo concetto è applicabile agli sfridi di lavorazione che possono essere reimmessi in altri cicli produttivi. Anche i rifiuti stessi, attraverso i processi di recupero e riciclaggio, possono essere trasformati in materia prima secondaria.

La struttura circolare prevede che lo scarto di un’azienda
entri nella produzione di un’altra impresa, generando nuovo valore.

L’economia circolare è un tema sentito e urgente nel panorama dei nuovi modelli di business che il mercato necessita di implementare.

Secondo uno studio della Bank of America Merrill Lynch si registrano a livello mondiale 11 miliardi tonnellate annue di produzione di rifiuto. Di queste, solo un quarto viene riutilizzato e re-immesso nel ciclo produttivo.

Un altro studio commissionato dalla Ellen McArthur Foundation (centro di ricerca sull’economia circolare) alla società di consulenza McKinsey rivela che, in Europa, l’economia circolare può generare un beneficio economico da 1.800 miliardi di euro entro il 2030, con un aumento del Pil di circa 7 punti percentuali addizionali.

Nei prossimi anni inizieremo a percepire gli effetti della transizione ad un modello economico circolare sulle nostre vite e sul mondo che ci circonda. Le aziende hanno imparato a vedere nella rivoluzione green una opportunità e non più solo costi. Basti pensare che il 25,9% delle imprese che investono in tecnologie green ha registrato nel 2015 un aumento di fatturato rispetto al 2014, a fronte del 21,8% tra quelle che non lo fanno.

E noi consumatori, come stiamo contribuiamo? Una recente ricerca della Commissione Europea (“Attitudes of Europeans towards building the single market for green products”) riporta che l’80% del campione esprime la propensione a fare acquisti sostenibili anche se questo comporta una spesa maggiore rispetto a quei prodotti che sostenibili non lo sono. L’89% degli intervistati è fermamente convinto che abitudini d’acquisto sostenibili abbiano ricadute positive sull’ambiente senza inficiare la qualità dei prodotti acquistati.

“c’è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo, e questa è un’idea il cui momento è ormai giunto”
Victor Hugo, scrittore, poeta, drammaturgo

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