Ottimizzazione del processo di gestione degli scarti di meloni e angurie come sottoprodotto per biometano

Un'azienda mantovana ha migliorato la gestione di 6.900 ton/anno di scarti di meloni e angurie inquadrati come sottoprodotto azzerando i costi

Indice dei contenuti

Un’azienda agroindustriale mantovana, tra le principali realtà italiane della lavorazione di meloni e angurie, gestisce i propri scarti di produzione come sottoprodotto ai sensi dell’art. 184-bis del D.Lgs. 152/2006, destinandoli alla filiera del biometano.

Con Sfridoo, oltre all’inquadramento normativo, l’azienda ha efficientato l’intero canale di valorizzazione: dalla raccolta in cassoni si è passati a vasche a tenuta e infine a un sistema di macinazione e trasferimento tramite cisterne dedicate, azzerando il costo di gestione del materiale, prima pari a 5 €/ton (Caso Studio Sfridoo CS01).

CS01 Sfridoo Pre Post Note e dettagli operativi
Anagrafica
  Settore Provincia Note
Produttore Coltivazione di ortaggi e meloni, radici e tuberi Mantova  
Utilizzatore Coltivazione di cereali, legumi da granella e semi oleosi, escluso il riso Venezia  
Confronto pre / post
Inquadramento Sottoprodotto Sottoprodotto Nessuna riclassificazione: qualifica già in essere, aggiornata la documentazione (relazione tecnica, scheda sottoprodotto, contratto di fornitura, dichiarazione di conformità, modello di gestione)
Destino Biogas Biometano Il materiale era già destinato a impianti di biogas; con l’intervento di Sfridoo la filiera è stata aggiornata verso il biometano, oltre all’efficientamento del canale di raccolta e trasporto
Quantitativo 6.900 ton/anno 6.900 ton/anno  
Stoccaggio Cassone Vasca a tenuta, poi cisterne dedicate Due fasi: passaggio a vasche a tenuta ad alta capacità (eliminati percolamenti e problemi di pulizia e odori); poi macinazione e convogliamento tramite piping verso cisterne dedicate. Risultato: ottimizzazione dei carichi e dello stoccaggio, con una forte riduzione di odori e fermentazioni e una gestione più efficiente e sicura del materiale destinato al biometano.
Costi −5 EUR/ton 0 EUR/ton Da costo di gestione a costo azzerato
Intervento tecnologico ☑ Sì
□ No
Sistema di macinazione e convogliamento tramite piping, trasporto in autocisterna
Caratteristiche
  • Umidità: ~90%
  • Sostanza secca: ~10%
  • Grado Brix: 12–15 °Bx

La gestione degli scarti di meloni e angurie

Per l’azienda di Mantova, tra le principali realtà italiane della lavorazione di meloni e angurie, i residui di produzione rappresentano un flusso costante e rilevante di 6.900 tonnellate l’anno.

Il materiale era già inquadrato come sottoprodotto e destinato alla filiera del biogas, ma la gestione operativa comportava ancora un costo ricorrente di 5 €/ton, pari a circa 34.500 € l’anno. L’onere era dovuto alla raccolta in cassoni tradizionali, che richiedevano movimentazioni frequenti e generavano percolamenti e problemi di pulizia nelle aree operative.

Come si generano gli scarti di meloni e angurie nella lavorazione ortofrutticola

Gli scarti di meloni e angurie derivano dalle fasi di selezione, lavorazione e confezionamento del frutto: bucce, polpa non conforme agli standard commerciali, semi e parti scartate durante i controlli di qualità. Si tratta di un residuo organico ad alto contenuto di umidità, generato in modo continuativo e prevedibile lungo tutta la stagionalità produttiva del melone e dell’anguria.

Proprio per l’elevato contenuto di umidità e la rapida fermentabilità, la gestione e il trasporto di questo tipo di scarto richiedono attenzione: stoccaggi non adeguati favoriscono percolamenti, cattivi odori e problemi di pulizia delle aree operative, come accadeva in precedenza con la raccolta in cassoni.

I risultati della valorizzazione con Sfridoo

Con l’intervento di Sfridoo, l’azienda ha consolidato e aggiornato l’intera documentazione a supporto della qualifica di sottoprodotto già in essere, comprendente relazione tecnica, scheda sottoprodotto, contratto di fornitura, dichiarazione di conformità e modello di gestione. Parallelamente Sfridoo ha supportato l’efficientamento del canale di valorizzazione degli scarti di meloni e angurie verso la filiera del biometano attraverso un diverso impianto.

Il materiale, gestito in precedenza in piccoli cassoni con movimentazioni frequenti, percolamenti e problemi di pulizia delle aree operative, viene oggi raccolto in vasche a tenuta ad alta capacità e trasferito tramite un sistema di triturazione e trasferimento tramite piping verso cisterne dedicate. Il risultato è il costo di gestione azzerato da 5 €/ton a 0 €/ton.

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Costi di gestione azzerati: l’impatto economico e operativo

Il primo effetto diretto è l’azzeramento del costo di gestione del materiale: da 5 €/ton a 0 €/ton, per un risparmio di circa 34.500 € l’anno su 6.900 tonnellate. In questo caso studio, il beneficio descritto non deriva, quindi, da un ricavo sulla cessione del sottoprodotto, ma dall’efficientamento del canale di valorizzazione e il conseguente vantaggio si concentra sull’abbattimento dei costi di gestione.

Sul piano operativo, la ridefinizione dei flussi ha introdotto un’importante ottimizzazione della logistica interna con una netta riduzione dei relativi costi. Il passaggio dai tradizionali cassoni a vasche a tenuta, combinato con l’implementazione di un sistema di macinazione e piping, ha minimizzato le movimentazioni interne, eliminando alla radice i percolamenti e le problematiche legate alla pulizia delle aree operative. Il risultato è un ambiente di lavoro più sicuro e salubre per tutto il personale di stabilimento.

Parallelamente, l’impostazione di un modello di gestione strutturato ha permesso il rafforzamento della tracciabilità dei sottoprodotti per l’azienda di Mantova. L’aggiornamento rigoroso della documentazione a supporto azzera il rischio di non conformità nella gestione documentale, mantenendo la qualifica normativa solida e inattaccabile nel tempo.

Infine, la transizione verso questo modello circolare ha generato un impatto positivo sul bilancio di sostenibilità aziendale, trasformando la conformità normativa in un concreto vantaggio reputazionale e competitivo. Questo si traduce in un posizionamento aziendale strategico nei confronti degli stakeholder e il miglioramento di indicatori di performance fondamentali per la ISO 14001.

Domande frequenti: qualifica e ottimizzazione del sottoprodotto di meloni e angurie

  • Come si fa a qualificare come sottoprodotto gli scarti di meloni e angurie provenienti dai processi produttivi delle aziende ortofrutticole?

    Come abbiamo visto, la qualificazione come sottoprodotto è possibile ma a determinate condizioni. Per il residuo organico di meloni e angurie le condizioni ai sensi dell’art. 184-bis del D.Lgs. 152/2006 per l’inquadramento a sottoprodotto sono frequentemente soddisfatte. Sfridoo può aiutarti a verificare questa possibilità e a predisporre una documentazione tecnica e gestionale specifica che attesti il rispetto di tutti i requisiti normativi.

  • Perché un'azienda già inquadrata come sottoprodotto ha comunque bisogno di ottimizzare la gestione dei propri scarti?

    La qualifica come sottoprodotto, oltre a dover essere conforme, non elimina automaticamente i costi legati alla sua gestione operativa: raccolta, stoccaggio e trasporto restano voci di costo distinte dalla classificazione normativa.

  • Si può migliorare la gestione di un sottoprodotto di questo tipo?

    A parità di qualifica già acquisita, come nel caso documentato (CS, ulteriori margini di beneficio possono derivare dall’efficientamento della logistica e della filiera di destinazione, con una riduzione dei costi operativi residui.

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