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I residui del settore cartario sono sottoprodotti?

I residui del settore cartario sono divisi in fanghi di cartiera e carta da macero. Soprattutto i primi sono considerati sottoprodotti

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Economia Circolare Pubblicato il 30 Gennaio 2018

Indice

Premessa

L’industria della carta è un campo lavorativo caratterizzato dal massiccio utilizzo di materie prime e da una forte intensità di investimento. Nella produzione della carta sono fondamentali due elementi, l’energia, nella maggior parte dei casi autoprodotta dalle fabbriche stesse, e l’impiego delle risorse idriche. Per ottimizzare queste risorse i residui del settore cartario sono sempre più soggette ai processi di recupero e di riciclo, tanto da divenire uno degli aspetti più importanti sul piano dei competitor. Lo scopo è ovviamente quello di ridurre l’impatto ambientale provando a richiedere meno materie prime (puntando a quelle riciclate), e ad abbassare i livelli di energia non autoprodotta.

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I residui del settore cartario sono sottoprodotti

Inclusi nel C.E.R. i residui del settore cartario appartengono alla categoria dei sottoprodotti come previsto dal Testo Unico Ambientale.

Dato che tali fabbriche producono quantità basse di rifiuti, che sono classificati come non pericolosi, è bene che i residui del settore cartario vengano avviati verso processi di smaltimento in discarica oppure riutilizzati come sottoprodotti.

Stando alle norme giuridiche, con l’art. 184-bis del Testo Unico Ambientale (TUA), i requisiti funzionali del sottoprodotto sono stati semplificati e accolti in maniera positiva dalle imprese che hanno a che fare con lo sfruttamento di residui di produzione, poiché secondo la nuova disciplina, gli scarti divengano liberamente commerciabili come qualsiasi altra merce. Rispetto ai rifiuti, il sottoprodotto risulta un elemento che l’impresa intende sfruttare o commercializzare a condizioni più favorevoli.

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Fanghi di cartiera e carta da macero

Per quanto riguarda i residui del settore cartario, essi sono divisi in fanghi di cartiera e i cosiddetti “scarti di pulper”, meglio conosciuti come carta da macero. I primi, suddivisi in diverse tipologie, sono sempre più utilizzati nella produzione di altra carta, nell’industria dei laterizi, nei cementifici, per il ripristino ambientale e la copertura delle discariche, nei conglomerati edilizi, nei rilevati e nei sottofondi stradali. I fanghi di cartiera, se sottoposti a essiccamento, potrebbero essere utilizzati in cartiera per la produzione di energia, contribuendo al fabbisogno energetico degli impianti produttivi e sottraendo agli impianti di smaltimento quantità rilevanti di rifiuti. I secondi si riferiscono al trattamento della carta da macero: per questi residui del settore cartario la disciplina prevede delle norme tecniche per avviarli a combustione con recupero di energia secondo tecnologie e modalità già consolidate.

I fanghi essiccati per la produzione di laterizi

Sono soprattutto i fanghi essiccati di cartiera ad essere considerati dei sottoprodotti perché si originano dal processo di produzione della carta riciclata e sono impiegati in miscelazione con l’argilla, per la produzione di laterizi. Inclusi nel C.E.R. con il codice 030305, questi residui precedentemente dovevano obbligatoriamente rispettare la normativa, ma con il recente aggiornamento legislativo in materia dei rifiuti le cose sono cambiate, e i fanghi di cartiera hanno ottenuto l’etichetta di sottoprodotti e l’opportunità di una più ampia diffusione nel mercato europeo, al fine di ridurre la produzione di rifiuti.

 

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