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I rifiuti speciali e il loro valore: i numeri

Lo studio di CARPI aiuta a comprendere la situazione dei rifiuti speciali e lo spreco economico del nostro paese, derivante dal loro scorretto smaltimento

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Rifiuti Pubblicato il 10 Gennaio 2018

Indice

Premessa

CARPI, Consorzio Autonomo Riciclo Plastica Italia, ha presentato uno studio molto interessante e utile al fine di comprendere la situazione dei rifiuti speciali e l’annesso spreco economico in cui versa il nostro Paese. Gli “attori” di questa analisi sono i rifiuti speciali e quelli recuperati e smaltiti in Italia, oltre al numero di impianti di discarica presenti su tutto il territorio.

I vantaggi di polimeri e rifiuti speciali in discarica oggetto di studio del Consorzio CARPI

Gli obiettivi sono principalmente due: da un lato quantificare il valore economico ed energetico dei rifiuti speciali in discarica negli anni che vanno dal 2005 al 2015, dall’altro il valore economico riferito ai polimeri plastici sin dalla loro lavorazione.

Per quanto riguarda i rifiuti speciali, la loro produzione è passata da 107, 53 milioni di tonnellate nel 2005, a 132,43 milioni di tonnellate dieci anni dopo. In questo lasso di tempo, lo studio evidenzia una diminuzione dei rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, caccia e pesca, scesi a 2,97 milioni di tonnellate; mentre hanno valore positivo i rifiuti speciali prodotti da impianti di trattamento delle acque reflue e dalla potabilizzazione dell’acqua che raggiunge i 4,03 milioni di tonnellate. Nonostante ciò, la quantità annuale di rifiuti speciali conferiti in discarica è in sensibile diminuzione rispetto al periodo precedente a quello preso in analisi: il volume è passato da 16,052 milioni di tonnellate a 11,213 milioni nel 2015.

Per quanto riguarda, invece, i rifiuti speciali recuperati arrivano a 101,9 milioni di tonnellate nel 2015, mentre quelli smaltiti diminuiscono arrivando a 25,7 milioni di tonnellate. con questi dati si evince l’importanza del recupero e del riciclo di materiali di scarto, in quanto da queste operazioni essi diventano una risorsa per la catena di produzione.

Conclusioni

La parte finale dello studio pone invece un confronto tra alcuni polimeri plastici (PE, PP, PET) e alcuni tra i maggiori combustibili/materiali (carbon coke, legno, cartone e altri), considerando il loro potere calorifico. Sono stati poi creati tre diversi scenari, ipotizzando un quantitativo iniziale in discarica di 10.000, 50.000 e 150.000 tonnellate di rifiuti costituiti esclusivamente da PE/PP e andando a stimare il loro equivalente energetico ed economico.

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