Simbiosi Industriale

Scopri come la Simbiosi Industriale promuove la collaborazione tra aziende e l'ottimizzazione delle risorse, cosa sono il matching e la sinergia tra imprese per la creazione di un network di valorizzazione degli scarti aziendali, e le piattaforme di marketplace dedicate.

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Cosa significa Simbiosi Industriale

Per Simbiosi Industriale (SI o Industrial Symbiosis) si intende l’interazione collaborativa tra aziende e organizzazioni all’interno di distretti industriali circoscritti geograficamente, oppure a distanze tali da consentire comunque un rapporto reciproco. L’obiettivo principale è massimizzare il valore delle risorse di scarto tramite lo scambio di materia, energia, servizi e competenze tra diverse industrie.

Il principio fondamentale della Simbiosi Industriale si basa sulla collaborazione tra industrie per valorizzare i propri scarti, al fine di creare un sistema virtuoso di scambio di elementi peculiari ad ogni business, un vero e proprio network di aziende.

La Industrial Symbiosis è un fenomeno contemporaneo, che oggigiorno sta guadagnando sempre più terreno, grazie anche alla sensibilizzazione sulle tematiche legate all’Economia Circolare all’interno delle strutture aziendali.

Per comprenderla meglio, dobbiamo pensare che il processo che avviene è quello della simbiosi in natura. Come le aziende, gli ecosistemi naturali mantengono la loro vitalità e longevità attuando uno scambio continuo di materie prime seconde e sottoprodotti.

Come nasce il termine Simbiosi Industriale

Nel 1992 il fisico Robert Alan Frosch, durante la sua lezione “Towards and Industrial Ecology”, introduce il concetto di ecologia industriale (industrial ecology).

Frosch conia questo termine dopo aver notato numerose analogie tra gli ecosistemi naturali e quelli industriali, tra cui la possibilità di scambiare risorse ed energia.

Lo scienziato americano sosteneva, infatti, che anche all’interno dei processi industriali si sarebbero potute integrare relazioni simili a quelle presenti negli ecosistemi naturali, al fine di migliorare il contesto industriale.

La definizione Ecologia industriale prende dunque un significato ben specifico: la relazione e lo studio del sistema umano, inteso come sistema produttivo, culturale e sociale, analizzato nel contesto del proprio ambiente e della biosfera.

Alucni anni più tardi, la professoressa Marian Ruth Chertow introduce per la prima volta il concetto di Simbiosi Industriale. Chertow utilizza il termine “simbiosi” per richiamare le relazioni biologiche simbiotiche che si verificano in natura, in cui il mutuo scambio di materiali, risorse ed energia si svolge in modo efficiente e con benefici diffusi.

L’obiettivo della professoressa è di trasmettere questo concetto alle relazioni tra le aziende che tradizionalmente operavano in modo separato, senza alcun dialogo, facendo loro capire che tramite lo scambio di materia, energia, acqua e scarti avrebbero potuto ottenere un enorme vantaggio competitivo.

Le prime collaborazioni e reti di aziende incentrate sull’ottica della Simbiosi Industriale nascono in questo modo. Queste relazioni mirano a ottenere un beneficio collettivo, in aggiunta ai vantaggi individuali di ogni singola azienda, con l’obiettivo di promuovere la Responsabilità Sociale d’Impresa (Corporate Social Responsibility).

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Metabolismo Industriale ed Ecologia Industriale

Quando parliamo di SI, stiamo anche facendo riferimento in misure variabili a due fenomeni: Metabolismo Industriale ed Ecologia Industriale.

Bene, se parliamo di Simbiosi Industriale dobbiamo necessariamente conoscere il significato di questi due termini.

Metabolismo Industriale: significato

Il termine Metabolismo Industriale (Industrial Metabolism) venne ideato per la prima votla da Robert Underwood Ayres, economista e fisico americano nel 1989.

Con questo termine Aures voleva identificare quella catena di processi fisici che portano alla trasformazione di materie prima, energia e lavoro, in prodotti finiti e scarti di produzione.

L’obiettivo è studiare il percorso dei materiali, concentrandosi inizialmente sulla società, al fine di comprendere con precisione le fonti, le cause e gli effetti delle emissioni.

Il concetto alla base del metabolismo industriale è quello che ritroviamo negli studi biologici e chimici.

Avviene in biologia, infatti, che le cellule mantengono le proprie funzioni e si riproducono attraverso reazioni chimiche. Allo stesso modo, il metabolismo industriale descrive e analizza le relazioni, i processi e le attività manifatturiere all’interno dell’industria.

La metafora della biosfera e della tecnosfera

Ayres utilizzò una metafora che fa riferimento alla relazione tra biosfera e tecnosfera per spiegare il concetto alla base del metabolismo industriale.

Infatti nel corso di millenni, l’evoluzione della biosfera ha sviluppato un utilizzo efficiente dei materiali e dell’energia. Al contrario, nella tecnosfera, si assiste allo sfruttamento delle risorse con conseguente rilascio di sostanze nocive nell’ambiente.

Grazie a un’integrazione dei processi della biosfera, la tecnosfera può progettare e gestire i propri processi al fine di migliorare l’efficienza e limitare il più possibile il rilascio di residui e scarti nell’ambiente.

Ecologia Industriale: significato

I primi studi che hanno testimoniato l’emergere di una scienza dell’Ecologia Industriale sono stati condotti negli anni ’90.

Il termine unisce il significato di due parole:

  • “ecologia” intesa come la serie di metodi legati allo studio dei flussi di materiali ed energetici all’interno dei processi industriali;
  • “industriale” intesa come i sistemi produttivi includendo anche città, agricoltura, commercio e altre categorie.

Secondo l’Ecologia Industriale, il sistema economico mondiale è visto erroneamente come una serie di processi che seguono il principio di sviluppo lineare (meglio sintetizzato in “Take, Make, Dispose” – “Prendi, Produci, Usa, Smaltisci”), senza porsi la domanda di quale sia l’impatto che questo sistema porta ai diversi ecosistemi.

I processi attuali soddisfano la domanda del proprio mercato producendo beni e servizi senza tenere in considerazione l’impatto dei sistemi già costituiti, e di conseguenza senza avere adeguate percezione e consapevolezza della propria sostenibilità ambientale.

Esempi di sviluppo eco-industriale

Esistono diversi esempi di sviluppo eco-industriale, su diverse scale di grandezza (macro, meso e micro).

Di seguito ne riportiamo alcuni:

  • Economia circolare (materiale unico e/o scambio di energia puntuale);
  • Sviluppo eco-industriale di Greenfield (spazio geograficamente ristretto in aree rurali);
  • Sviluppo eco-industriale di Brownfield (spazio geograficamente ristretto in aree industriali);
  • Rete eco-industriale (nessun requisito rigoroso di prossimità geografica);
  • Rete virtuale eco-industriale (reti diffuse in grandi aree, ad es. Rete regionale);
  • Sistema eco-industriale in rete (sviluppi a livello macro con collegamenti tra regioni).

Simbiosi Industriale Normativa

A livello comunitario europeo, la Simbiosi Industriale (SI) è riconosciuta come concetto cardine per stimolare la proliferazione di modelli di produzione circolare, in cui risorse e materiali vengono impiegati in maniera razionale e concentrata sulla massima riduzione dell’impatto ambientale, economico e sociale.

Nello specifico i documenti di riferimento a livello europeo sono tre:

  • La comunicazione 2011/571 – Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse;
  • La comunicazione 2014/398 – Verso un’Economia Circolare (programma per un’Europa a zero rifiuti);
  • La comunicazione 2015/614 – L’anello mancante – Piano d’azione dell’unione Europea per l’economia circolare.

Tutte le comunicazione appena citate sono state recepite all’interno del Pacchetto sull’Economia Circolare approvato il 18 aprile 2018 dal Parlamento europeo, il quale è stato successivamente rivisto con la presentazione del Green Deal Europeo a marzo 2021.

Simbiosi Industriale Normativa Italia

In Italia il testo di legge di riferimento, oltre al recepimento delle comunicazione europee sopra citate, è l’articolo 21 del D. Lgs. 112/1998 (Decreto Bassanini), all’interno del quale vengono introdotte nell’ordinamento le Aeree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA).

Queste aree sono definite come zone industriali dotate di infrastrutture, elevati standard ecologici ambientali e sistemi che garantiscono la sicurezza e la salute dell’ambiente.

Attualmente sono presenti in Italia dieci di queste aree distribuite tra Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Sardegna e Lazio.

L’area di maggiore spicco è l’APEA presente in Toscana, che già nel 2009 si era dotata di un proprio sistema di certificazione per le aree industriali coinvolte.

Altre leggi sono la numero 221 del 28 dicembre 2015 e il D.M. 13 ottobre 2016 numero 264.

Oltre a queste leggi, vale la pena menzionare due importanti iniziative:

  • Verso un modello di Economia Circolare per l’Italia: Documento di inquadramento e posizionamenti strategici;
  • Economia Circolare ed uso efficiente delle risorse: indicatori per la misurazione dell’Economia Circolare.

Entrambe le iniziative sono sostenute dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e dal Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE).

Simbiosi Industriale in Europa

Per l’Europa la Simbiosi Industriale rappresenta un concetto innovativo che può apportare notevoli benefici alle imprese dell’Unione Europea (UE). Secondo la Commissione europea, l’implementazione della simbiosi industriale potrebbe generare risparmi fino a € 1,4 miliardi all’anno e generare nuove vendite per € 1,6 miliardi. La Commissione ha riportato questi risultati significativi nel documento “Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse”.

L’UE registra le importazioni nette per persona più elevate al mondo, pertanto una produzione efficiente è di fondamentale importanza.

L’apertura dell’economia europea dipende in modo significativo dalle importazioni di materie prime ed energia. Garantire un accesso sicuro a queste risorse è diventata una questione economica strategica di crescente importanza, considerando anche gli aspetti sociali e ambientali negativi che le importazioni possono avere sui paesi terzi.

Nel 2007, l’economia dell’UE ha consumato oltre 8 miliardi di tonnellate di materie prime. Tuttavia, l’opportunità rappresentata dalla Simbiosi Industriale declinata a livello europeo è volta a ridurre questa quantità attraverso un approccio più efficiente e sostenibile alla produzione.

L’Europa ha già intrapreso sforzi significativi per promuovere la simbiosi industriale. L’obiettivo è creare sinergie tra diverse industrie, in modo che i rifiuti (compresi i Rifiuti Speciali) e i sottoprodotti di un’azienda diventino le materie prime di un’altra, anche in ottica di End of Waste. Questo processo di condivisione delle risorse contribuirebbe a creare un ciclo virtuoso di produzione sostenibile ed efficiente, riducendo al minimo lo spreco e massimizzando l’utilizzo delle risorse.

È fondamentale per le imprese svolgere un ruolo attivo nella costruzione di un futuro economico e ambientale prospero. Inoltre, promuovere la simbiosi industriale all’interno dell’UE è un modo concreto per incentivare una produzione efficiente e ridurre l’uso eccessivo delle risorse naturali.

Simbiosi Industriale in Italia: i dati

Secondo l’ultimo rapporto dell’ISPRA del 2016, l’Italia si posiziona tra i primi paesi dell’Unione Europea per eco-efficienza del sistema produttivo.

Con soli 104 tonnellate di anidride carbonica ogni milione di Euro prodotto (rispetto alle 143 della Germania e alle 130 del Regno Unito) e 41 tonnellate di rifiuti (65 per Germania e Regno Unito, 93 per la Francia), l’Italia si colloca nelle posizioni di vertice della classifica europea.

Il nostro sistema produttivo, grazie alle PMI, svolge un ruolo guida nella promozione della riconversione verde dell’occupazione in Europa.

Dal 2014, oltre il 51% delle piccole e medie imprese italiane ha almeno un green worker, percentuale superiore a quella del Regno Unito (37%), della Francia (32%) e della Germania (29%).

L’adozione dell’economia verde ha rappresentato un fattore chiave per lo sviluppo e l’incremento del fatturato delle aziende (nel 57% dei casi), a discapito delle imprese che non hanno investito in questa direzione.

Infatti, secondo un’indagine di Unioncamere, le aziende che hanno investito nell’economia verde nel periodo 2014-2016 hanno registrato performance superiori rispetto a quelle che non hanno effettuato tali investimenti, ottenendo anche un vantaggio competitivo a livello internazionale, con un aumento delle materie esportate nel 49% dei casi rispetto al 33% delle aziende non investitrici.

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Lo scopo della Simbiosi Industriale

L’obiettivo principale della Simbiosi Industriale è massimizzare il valore di ogni risorsa utilizzata e trasformare gli scarti attraverso la collaborazione tra i diversi distretti industriali.

Collegato a questo scopo principale ci sono altri obiettivi, che potremmo chiamare secondari, che sono:

  • Utilizzo efficiente delle risorse e dell’energia impiegata all’interno dei processi;
  • Scambio di risorse, energia, competenze e conoscenze tra aziende;
  • Creazione di nuove relazione strategiche tra aziende in ottica di Economia Circolare;
  • Instaurazione di un approccio win-win, tre le aziende;
  • Diminuzione dell’impatto ambientale che le aziende apportano all’ambiente;
  • Apporto di un vantaggio economico;
  • Eliminazione del concetto di economia lineare e introduzione delle pratiche Cradle-to-Cradle.

 La simbiosi industriale offre, quindi, uno strumento per la chiusura dei cicli delle risorse, proponendo la relazione – e quindi lo scambio di risorse – tra “dissimili” e promuovendo lo svilupparsi di un’economia circolare.

Simbiosi Industriale vantaggi

Abbiamo visto gli scopi della SI. 

Ora è il momento di passare ad elencare i vantaggi della Simbiosi Industriale, che riguardano non solo l’aspetto della sostenibilità ambientale, ma anche e soprattutto l’impatto sulle sfera economica e quella sociale.

Economici

I principali vantaggi economici della Simbiosi Industriale sono:

  • Riduzione dei costi per l’approvigionamento di materie prime e energia
  • Riduzione dei costi per lo smaltimento
  • Creazione di una rete di business
  • Nuove opportunità di mercato
  • Aumento fatturato aziende
  • Riduzione dei costi legati alla gestione, trasporto e produzione dei rifiuti
  • Accesso a sistemi fiscali più vantaggiosi

Ambientali

Per quanto riguarda i vantaggi ambientali, invece, si possono considerare:

  • Ottimizzazione nell’uso delle risorse
  • Prevenzione dalla produzione dei rifiuti
  • Attenuazione della pressione sull’ambiente e delle emissioni
  • Mancato smaltimento in discarica
  • Riduzione emissioni di CO2
  • Riduzione produzione rifiuti
  • Eliminazione di materiali tossici per l’ambiente
  • Riduzione dell’impiego di materiali, energia e acqua di origine vergine

Sociali

Vantaggi sociali portati dalla Simbiosi Industriale sono, ancora:

  • Creazione di nuovi posti di lavoro in azienda
  • Miglioramento delle condizioni di lavoro a seguito della messa a disposizione/fruizione di infrastrutture condivise
  • Aumento della cooperazione e della fiducia
  • Miglioramento delle competenze e del know-how
  • Minor rischio relativo alla salute
  • Riduzione dei costi sociali legati allo smaltimento dei rifiuti
  • Nuove figure professionali
  • Cambiamento culturale

Barriere

Come in tutti i nuovi mercati e grandi innovazioni, vi sono inevitabilmente ostacoli da superare per diffondere l’adozione di sistemi correlati alla Simbiosi Industriale tra un’ampia varietà di aziende attualmente operanti.

Le barriere che rallentano la diffusione di questo nuovo modello sono diverse:

  • Barriera culturale e di consapevolezza nel comprendere che esistono modi alternativi e più efficienti per gestire le risorse processate;
  • Barriera tecnologica, in quanto non tutte le aziende hanno gli strumenti, le infrastrutture e le competenze per introdurre la SI all’interno dei processi e per creare relazioni simbiotiche con altre aziende;
  • Barriera mediatica, dovuta dal mancato dialogo e la poca condivisione di esperienza riguardo a questi temi;
  • Barriera legata ai materiali e a loro mercato dei rifiuti, che oggi è poco sviluppato sia lato domanda sia lato offerta;
  • Barriera normativa e di regolamentazione che ancora per manca per molte categorie di rifiuti.
  • Mancanza di politiche governative e finanziamenti per incentivare le iniziative di Simbiosi Industriale;
  • Mancanza di informazioni e di conoscenza di quali scambi di risorse sono possibili o disponibili;
  • Mancanza di coordinamento e gestione soprattutto a livello istituzionale e di top management all’interno delle aziende;
  • Mancanza di competenze sia a livello di gestione dei processi sia a livello di conoscenza dei termini di SI;
  • Mancanza di partner adatti per la creazione di un rapporto simbiotico;
  • Mancanza di analisi preliminare costi e benefici di una operazione di questo tipo;
  • Mancanza di competenze, formazione e know-how all’interno delle aziende;
  • Difficoltà nel reperimento dei finanziamenti e investimenti;
  • Barriera al cambiamento, elemento di forte presenza nelle aziende di lunga storia che sono restie ad adottare pratiche nuove;
  • Eccessiva pianificazione delle relazioni simbiotiche che porta un effetto opposto di stagnamento delle iniziative e delle interazioni tra le aziende.

Strumenti per calcolare la Simbiosi Industriale

Ecco alcuni strumenti:

  • LCA (Life Cycle Assessment): metodologia che valuta l’impatto ambientale di un prodotto, di un servizio o di un processo per tutta la durata del suo ciclo di vita, ossia nelle fasi di produzione, utilizzo e smaltimento. Misurale risorse naturali, l’energia e le emissioni coinvolte per valutare le alternative più sostenibili.
  • MIPS (Material Input per Unit of Service): metrica che quantifica i materiali che servono per costituire un determinato servizio o prodotto. Serve a identificare l’efficienza nell’uso delle risorse e a valutare le prestazioni ambientali di un’attività specifica.
  • ERA (Environmental Risk Assessment): processo di valutazione e gestione dei rischi ambientali associati a sostanze chimiche, prodotti, attività o progetti. Ha il ruolo di identificare gli impatti potenziali sull’ambiente e sulla salute umana, al fine di sviluppare strategie di gestione e mitigazione.
  • CERA (Cumulative Energy Requirement Analysis): metodo che calcola il fabbisogno energetico totale per la produzione, l’uso e lo smaltimento di un prodotto o di un processo, favorendo miglioramenti.
  • IOA (Input-Output Analysis): tecnica economica che studia le interazioni tra i settori economici analizzando gli input (materie prime, energia, lavoro) e gli output (prodotti, servizi, emissioni) all’interno di un sistema.
  • CBA (Cost-benefit Analysis): metodo per confrontare costi e i benefici di un progetto per determinare se i vantaggi superano i costi. La peculiarità dello strumento è quella di osservare i tassi finanziari.
  • WA (Water Assessment): valutazione che misura l’impatto dell’uso dell’acqua, delle fonti idriche e delle pratiche di gestione idrica. Identifica i rischi e le opportunità legate all’acqua, al fine di implementare strategie di gestione sostenibile.

Come si misura la Simbiosi Industriale

Gli indicatori ambientali nella Simbiosi Industriale valutano gli impatti ambientali delle attività industriali le performance di sostenibilità. Questi indicatori sono:

  • Riduzione delle emissioni di gas a effetto serra;
  • Riduzione dei rifiuti;
  • Efficienza energetica;
  • Inquinamento dell’aria e dell’acqua;
  • Utilizzo delle risorse naturali;

Gli indicatori economici, invece, valutano l’efficienza economica e la competitività delle reti di simbiosi industriale. Alcuni importanti indicatori economici sono:

  • Riduzione dei costi di produzione;
  • Aumento della produttività;
  • Competitività del mercato;
  • Investimenti e creazione di posti di lavoro;
  • Valutazione economica degli scarti.

Gli indicatori sociali misurano gli impatti sociali dei network sinergici sulle comunità locali e sul coinvolgimento degli stakeholder. Alcuni importanti indicatori sociali sono:

  • Occupazione e formazione delle persone locali;
  • Coinvolgimento degli stakeholder, intesi come comunità locali, lavoratori e organizzazioni non governative, nel processo decisionale e nell’implementazione della simbiosi industriale;
  • Benefici per la comunità e la sua qualità della vita;
  • Sicurezza e salute dei lavoratori;
  • Responsabilità sociale in accordo con l’etica aziendale.

Modelli e tipologie di Simbiosi Industriale

Esistono diverse tipologie di Simbiosi Industriale, ognuna con le proprie distinzioni. Possiamo distinguere la Simbiosi Industriale considerando due fattori chiave.

Il primo fattore a livello macro che possiamo individuare e la tipologia del modello:

  • Modello Continuo, che comprende i Distretti di Simbiosi Industriale e i Parchi Eco-Industriali;
  • Modello Batch, che riguarda le Reti di Simbiosi Industriale.

Il secondo fattore è la tipologia di sviluppo adottata da queste organizzazioni. Lo sviluppo può avvenire in due modi:

  • “Top-down”, quando il progetto di simbiosi viene pianificato a monte da un ente o da un’istituzione;
  • “Bottom-up” quando la struttura viene creare e organizzata per volere e dall’interesse delle aziende.

Modello continuo

La prima tipologia di modelli di SI, racchiude due tipologie di strutture: i Parchi Eco-Industriali (o Eco-parchi) e i Distretti di Simbiosi Industriale.

Questi modelli provengono da iniziative di stampo statunitense, realizzate inizialmente e principalmente, negli Stati Uniti/Canada ed in Asia.

Spesso questi progetti seguono un approccio “top-down”, in quanto la struttura è programmata, progettata e gestita sulla base dei principi dell’ecologia e della Simbiosi Industriale.

Sono un esempio di tale sviluppo, prendendo un caso italiano, le Aree industriali Ecologicamente Attrezzate (AEA),  introdotte nell’ordinamento nazionale dall’art. 26 del D.Lgs. 112/1998.

Tuttavia esiste un caso di un distretto industriale che ha compiuto il processo opposto (bottom-up). Stiamo parlando dell’Eco-parco Kalundborg, in Danimarca. Infatti, il Distretto di Simbiosi Industriale Kalundborg ha avuto avvio dall’unione di aziende già operanti sul territorio sotto il motto di ““working together is just a smart business” (“lavorare insieme è solo un business intelligente”).

Modello Batch

Il Modello Batch è una tipologia di sviluppo di Simbiosi Industriale che avviene in territori più o meno estesi, tra realtà che nel tempo hanno creato relazioni per la chiusura e l’ottimizzazione dei cicli produttivi.
Per questa sua prerogativa di sviluppo, il Modello Batch segue uno sviluppo di tipo “bottom-up”, ovvero un network costituito da imprese che non nasce sulla base di una programmazione di sistema, ma su specifici accordi tra due o più interlocutori che realizzano scambi di materia, energia o servizi.

Il Modello Batch, rispetto al Modello Continuo precedentemente menzionato, offre una maggiore flessibilità, consentendo variazioni e interventi di crescita e implementazione.

I principali vantaggi del Modello Batch sono:

  • Meno vincolante;
  • Utilizzato per la risoluzione di problemi,
  • Scambi di risorse e servizi.

Simbiosi Industriale esempi

Esistono a livello europeo ma anche a livello mondiale, diversi esempi virtuosi di Simbiosi Industriale.

Di seguito ne vediamo alcuni dei più importanti e conosciuti a livello mondiale.

Caso studio Kalundborg

Come già accennato, il caso del Distretto Kalundborg, situato in Danimarca, rappresenta un perfetto esempio di Modello Continuo di tipologia bottom-up. Il distretto prese vita in maniera del tutto spontanea e fisiologica durante gli anni ‘60. Per mezzo del volere diretto delle aziende, tramite la condivisione di una visione comune e valori per solidi, lo sviluppo è stato reso possibile è ancora oggi rimane uno degli esempi meglio riusciti di simbiosi.

Kalundborg adotta un modello continuo di SI, con uno sviluppo “bottom-up”, il che gli consente di evolversi e adattarsi alle necessità della rete di cui fa parte senza grandi ostacoli.

Attraverso una vasta rete di collegamenti fisici, Kalundborg scambia circa 25 diverse tipologie di risorse, comprese acque reflue, materiali, risorse termiche ed energetiche, combinando internamente oltre 5000 risorse.

Oggi, questa struttura ha raggiunto livelli di efficienza eccezionali, offrendo numerosi vantaggi ai suoi partner:

Vediamone alcuni:

  • Riduzione del consumo di risorse vergini, come acqua, carbone, petrolio e altri elementi;
  • Riduzione dell’impatto ambientale, in termini di emissioni e rifiuti prodotti;
  • Miglioramento nell’utilizzo delle risorse energetiche, con un forte focus sul riutilizzo di gas e vapore
  • Riduzione dei costi di gestione legati alla catena di smaltimento degli scarti di produzione.

Altri esempi di Simbiosi Industriale

Nel mondo esistono altri case study interessanti di distretti o eco-parchi industriali. Abbiamo deciso di riportarti di seguito alcuni dei più interessanti.

Taiganova Eco Industrial Park

Il Taiganova Eco Industrial Park (EIP) è un distretto industriale a Fort McMurray, Alberta (Canada). Un eco-parco di circa 145 acri notevolmente efficiente sia dal punto di vista infrastrutturale sia dal punto di vista della progettazione sostenibile.

CleanTech Park di Singapore

CleanTech Park è un Eco-business Park a Singapore, il primo costruito nella città-stato. Il sito di 120 acri è adiacente alla Nanyang Technological University. 

La struttura è stata progettata in collaborazione con JTC Corporation, con un forte orientamento verso l’ideazione di soluzioni ecologiche e la realizzazione di edifici sostenibili.

NISP – National Industrial Symbiosis Programme

Il National Industrial Symbiosis Programme (NISP) è un progetto di portata nazionale, formata da 12 gruppi di lavoro, lanciato dalla Gran Bretagna nel 2005.

La ricca rete di contatti permette alle aziende di trovare opportunità tecnologiche e commerciali per scambiare risorse, materiali, energia ed acqua. 

Shawnigan Lake ECO-Industrial Park

Il SEIP (Shawnigan Lake ECO-Industrial Park) è un progetto partito dalla rigenerazione di un’area oggetto di disboscamenti forestali e di estrazione massiva di materie prime come la ghiaia.

L’approccio di manutenzione e pianificazione di ri-sviluppo del sito è basato sullo standard LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). 

Burnside Park in Nova Scotia

L’ eco-parco Burnside Park è situato a Halifax, in Nuova Scozia.

Grazie al supporto delle istituzioni, oggi l’eco-parco ha aiutato 1500 aziende a migliorare le proprie prestazioni ambientali, tramite la costruzione di relazioni strategiche.

Simbiosi industriale piattaforme digitali

Nel corso dello sviluppo della Simbiosi Industriale come tema strategico a vantaggio delle aziende nel tempo, sono emerse diverse piattaforme digitali. Tra queste, spiccano le soluzioni SaaS (Software as a Service) e i sistemi di gestione ERP (Enterprise Resource Planning).

Un esempio di prim’ordine di tali piattaforme è Sfridoo Marketplace, il primo portale italiano in cui le aziende possono comprare e vendere scarti di produzione come rifiuti, mps, sottoprodotti e altri materiali.

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ENEA Industrial Symbiosis

Industrialsymbiosis.it è la piattaforma sviluppata da ENEA. All’interno della piattaforma è possibile accedere a un ricco network di aziende (circa 250) e scambiare più di 2600 risorse.

Lo scopo della piattaforma è quello di aiutare imprese e operatori nel trovare il corretto intreccio tra domande e offerta di risorse, creando relazioni di lungo periodo e profittevoli per i business coinvolti.

La piattaforma permette anche di effettuare un audit (analisi) sui sistemi di gestione delle risorse aziendali al fine di avere un efficientamento sia interno sia esterno all’azienda.

Progetto FISSAC

Il progetto FISSAC (Fostering Industrial Symbiosis for a Sustainable Resource Intensive Industry across the extended Construction Value Chain) è un progetto di Simbiosi Industriale promosso dall’Europa.

Presentato nel 2015 e portato a termine nel 2020, FISSAC aveva come obiettivo quello di creare una piattaforma software per il coinvolgimento di diversi stakeholder, operanti a diversi livelli del settore delle costruzioni e demolizioni.

La piattaforma ha il compito di facilitare il dialogo tra le aziende per lo scambio di informazioni utili alla creazione di un network di simbiosi ben strutturato.

Il progetto è basato su tre pilastri principali della sostenibilità:

  • Ambientale, con un approccio “life-cycle”;
  • Economico, orientato alla riduzione dei costi e all’incremento dei guadagni;
  • Sociale, calcolando l’impatto sulla società.

Life M3P

Il progetto Life M3P (Material Match Making Platform) ha come obiettivo quello di studiare e implementare una piattaforma online per promuovere lo scambio di scarti industriali tra imprese manufatturiere.

La piattaforma è cofinanziata dalla Commissione Europea tramite il Programma Life 2014-2020.

Il progetto Life M3P ha una durata di tre anni (2016 – 2019) e coinvolge quattro regioni europee: Lombardia (IT), Fiandre (BE), Ovest Macedonia (NMK) e Asturie (ES).

Il focus del progetto è quello di ridurre la quantità di rifiuti destinati a essere stoccati in discarica, grazie alla creazione di un modello di Simbiosi Industriale in grado di efficientare i processi produttivi nelle aree coinvolte.

Obiettivi riassunti:

  • Colmare la carenza di informazione sugli scarti di produzione grazie a strumenti digitali;
  • Potenziare le reti locali per il miglioramento della gestione dei rifiuti;
  • Miglioramento dei processi in ottica di ottimizzazione della produzione di scarti;
  • Sostituzione delle materie prime vergini con MPS o Sottoprodotti, elementi meno impattanti per l’ambiente;
  • Ricercare nuove e innovative applicazioni degli scarti/rifiuti;
  • Creare consapevolezza riguardo alle risorse disponibili sul territorio, al fine di ridurre le importazioni di materiali.

La piattaforma SYNERGie®

La piattaforma SYNERGie® è uno strumento sviluppato da International Synergies (ISL), società di consulenza, punto di riferimento a livello mondiale, per progetti di Simbiosi Industriale, sia nel settore pubblico sia nel settore privato.

SYNERGie® è una piattaforma per il matching tra aziende che comprano e vendono risorse che ricercano vantaggi commerciali e di sostenibilità per i propri processi produttivi.

Il software contiene oltre 100.000 risorse, distribuite tra 34.000 organizzazioni, presenti in 23 nazioni.

I numeri di SYNERGie® sono in crescita. Infatti le risorse e le organizzazioni crescono all’interno della piattaforma del 10% annuo.

Attualmente questa piattaforma è riconosciuta tra gli strumenti di maggior successo per la creazione di una rete di simbiosi industriale europea.

Infatti, nel corso del suo sviluppo, sono stati diversi i settori industriali che l’hanno utilizzato, riscontrando una maggiore efficientamento delle risorse, un risparmio di costi, una riduzione dei rischi legati alla fornitura e un miglioramento della sostenibilità ambientale.

Sfridoo: la piattaforma per la simbiosi industriale

Altra già citata piattaforma di matching in ambito di Simbiosi Industriale, interamente sviluppata in Italia, è Sfridoo Marketplace®.

Sfridoo è un software dove le imprese che vogliono valorizzare gli scarti di produzione, si incontrano per per comprare e vendere scarti, sottoprodotti, avanzi di magazzino e cespiti aziendali.

La piattaforma si distingue per la sua semplicità di utilizzo. Gli step da eseguire sono tre:

  • Iscriversi alla piattaforma e inserire gratuitamente gli scarti;
  • Ricevere offerte di acquisto o trovare il giusto partner per creare una relazione di simbiosi;
  • Entrare nel network di aziende circolari che puntano alla sostenibilità ambientale.

I principali vantaggi della piattaforma sono:

  • Eliminazione dei costi di smaltimento;
  • Ottenimento di un beneficio competitivo notevole;
  • Guadagno dai residui, avanzi di magazzino e cespiti;
  • Gestione efficiente dei residui aziendali attraverso una strategia di conferimento intelligente;
  • Riduzione degli impatti ambientali.

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