vintage riuso upcycling economia circolare

Vintage, riuso e upcycling nell'Economia Circolare: ecco Vintag

Un marketplace del riuso e dell'upcycling che rispecchia i principi dell'Economia Circolare, con un gusto tutto Vintage! Vintag è la risposta. Ne parliamo con Francesca Tonelli

  • 15

Video Pubblicato il 6 Luglio 2020

se vuoi ascoltare l’intervista in formato audio:

ascolta su spreaker

Ciao Francesca, cosa significa Vintage per te?

E’ tutto ciò che è stato prodotto almeno vent’anni fa e con certi standard qualitativi. Sono oggetti che possono raccontare una storia: parliamo di collezionismo, design, modernariato, moto, auto. Hanno una storia da raccontare e ci viene in mente un ricordo, una persona. E’ questo il bello del vintage e non è solo per certe persone: dai giovani agli anziani.

Su Vintag ci sono anche lampade famose come quelle di Castiglioni che magari all’epoca molti non potevano permettersi e oggi hanno l’opportunità di riscoprirle.

Apparteniamo all’economia circolare per ridare vita agli oggetti o proprio per creare nuovi oggetti: da un vecchio telefono creano una nuova lampada. Una grande creatività che viene fuori da tutti i nostri utenti.

Parliamo quindi di upcycling

Si esatto, un filosofo tedesco direbbe che quando un oggetto perde il suo compito è lì che viene fuori il suo vero valore. Ripensiamo ai vecchi telefoni, oggi il cobra della Ericsson è esposto al MoMA. Diventando icone di vari periodi storici.

Una volta un oggetto veniva creato per durare nel tempo. Se pensiamo agli oggetti di oggi rischia di esser buttato via nel giro di pochi mesi: cambia proprio l’ìdea di ciò che stiamo acquistando. I vestiti ad esempio avevano orli molto alti per poterli adattare ai corpi e tramandarli da madre a figlia. Oggi molto spesso costa meno comprare qualcosa di nuovo piuttosto che aggiustare.

Spiegaci Francesca, cos’è Vintag?

Vintag è una social shopping app, un mercatino virtuale presente solo in app, in cui tutti possono comprare e vendere vintage oppure “iconico”. Intendiamo iconico perché diversamente dal vintage, che deve avere necessariamente vent’anni anni di storico,non ha raggiunto quegli anni ma che ipotizziamo diventeranno il nuovo vintage. E’ aperto a privati e professionisti ed è molto semplice l’utilizzo.

Vintag conta una community di 50.000 utenti e più di 100.000 articoli presenti in app.

E l’oggetto più costoso mai venduto su Vintag qual è stato?

Una birkin di Hermes (n.d.r. borsa) che costava sui 20 mila euro.

L’idea come nasce?

L’idea è venuta a me attorno il 2012/2013 durante un trasloco dove ho trovato un baule della nonna dove ho riscoperto gli oggetti della Domenica, quelli indossati saltuariamente, tenuti i modo perfetto. Già lavoravo per un altro marketplace generalista e si sono incastrati assieme vari eventi.

Spesso mi trovavo su siti generalisti con oggetti uguali ai miei con differenze di prezzi incomprensibili: se cerchi vintage online trovi di tutto e di più perché forse le persone non sanno cosa voglia dire vintage. C’era tanta confusione. Ho pensato “forse c’è qualcuno come me che vuole informazioni dettagliate sugli oggetti vintage”. Ho girato il mondo per trovare oggetti vintage e mi sono fatta un’idea di cosa chiedesse il mercato e nel 2016 è nata Vintag. Mentre a giugno 2017 siamo andati online con la prima release dell’app.

I miei soci sono i miei amici a cui raccontai l’idea. Così è stato per il commercialista, per lo sviluppatore, … ho avuto la fortuna che subito a chi ho raccontato l’idea è piaciuta subito. Ho raccolto i soldi e siamo partiti.

Aiutate l’utente a valutare il prodotto che viene messo in vendita?

Si è creata una community attiva su Facebook dove gli stessi utenti si aiutano tra di loro. La community, di circa un migliaio di persone, inizia a darti una valutazione completa. Inizialmente lo facevamo noi, poi ci siamo resi conto che alcuni utenti erano molto più esperti di noi!

Oltre ad avere Vintag, se ricordo bene, avete creato progetti di economia circolare, corretto?

Si, un progetto di economia circolare è di circa un anno, fa in occasione della Giornata della Terra, con un brand iconico italiano che si chiama “The Bridge” del gruppo Piquadro, per dare importanza agli oggetti e in particolare alle borse.

Abbiamo deciso con il Gruppo di chiedere ai nostri utenti di mettere in vendita e comprare The Bridge. In cambio, The Brigde, dopo l’acquisto di una borsa nuova, ha regalato il restauro di quella vintage. Quindi, se compravi una borsa The Bridge degli anni Ottanta a pochi euro, la mandavi nei loro laboratori e, gratuitamente, ti veniva restituita completamente restaurata. Chi invece l’ha venduta riceveva un buono sconto The Bridge.

Per Carrera Jeans abbiamo realizzato lo stesso tipo di iniziativa. Ne avevamo un altro di progetto importante in programma, ma il Covid ci ha fermato. Il periodo però non ha arrestato gli acquisti su Vintag e spero sia uno spunto interessante per tutti i temi della sostenibilità: non parlo solo del Made in Italy, che spesso vedo associato alla sostenibilità, ma in generale il mondo del lavoro, della qualità e dell’ambiente.

Riutilizzo e vita estesa dei prodotti sono aspetti fondamentali per l’economia circolare

Voglio aggiungere che per essere sostenibili bisogna guardare anche al settore digitale. Da qualche mese Vintag gira su un server sostenibile al 100%, è il primo green data center, certificato e unico nel Sud Europa e quindi contribuiamo anche noi al pianeta. Server, internet e le mail inquinano, noi proviamo a contribuire anche da questo punto di vista.

Grazie Francesca per averci raccontato la genesi del vostro progetto che insegna come poter ridare valore agli oggetti vintage, con una modalità attuale e digitale.

Con “Economia Circolare per tutti” scopri le realtà che stanno facendo della circular economy il proprio business.

 

Se questo articolo ti è piaciuto e lo hai trovato utile, condividilo con colleghi, amici e persone che potrebbero essere interessate. Nel frattempo se vuoi ricevere la raccolta dei contenuti pubblicati puoi iscriverti alla Newsletter o seguire Sfridoo su LinkedIn, Facebook e Twitter, per entrare di diritto nel network dell’economia circolare.

Leggi anche

Scopri i nostri servizi