5 buoni motivi per non smaltire raee

5 motivi per non smaltire PC e RAEE aziendali, guadagnando

Sei sul punto di dover smaltire PC e RAEE aziendali? Ecco 5 buoni motivi per non smaltirli come RAEE, guadagnando e salvaguardando l'ambiente secondo i principi dell'economia circolare

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Rifiuti Pubblicato il 31 Gennaio 2020

Indice

Premessa

Quali sono i 5 buoni motivi per non smaltire i RAEE aziendali? Mediamente ogni 3 anni un’azienda si trova di fronte alla necessità di aggiornare il proprio parco di dispositivi IT: parliamo di smartphone aggiornati, notebook potenziati, tablet per le vendite, ecc.. In gergo tecnico questa pratica viene definita “roll-out“, ovvero sostituzione di tutto il comparto IT aziendale.
Spesso questo momento per le aziende significa, oltre alle spese di acquisto dei nuovi device, anche e soprattutto quelle derivate dai trasporti, dallo stoccaggio, dall’immagazzinamento e dallo smaltimento di quei device usati.

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Esiste però la possibilità di ricollocare tali dispositivi verso quelle realtà aziendali o verso customer finali che non necessitano di precise caratteristiche prestazionali. Ciò consente all’azienda di poter risparmiare e addirittura guadagnare dal proprio roll-out, traendo molteplici vantaggi grazie a una differente gestione dei device.

5 buoni motivi per non smaltire RAEE

Trovando un nuovo mercato a questi oggetti, l’azienda non dovrà più smaltirli come rifiuti. Ricordiamo sempre la definizione di rifiuto ripresa sia dalla parte IV del Testo Unico Ambientale italiano e dalle normative di carattere comunitario: “Si definisce “rifiuto” qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi“.
Ciò significa che se questi prodotti tecnologici sono ancora funzionanti, conservati in un luogo adeguato e, in genere, non più vecchi di 5 anni, possono ancora essere rivenduti come AEE (apparecchiature elettriche ed elettroniche).

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Non trattarli più come rifiuti è la chiave per valorizzare i dispositivi IT aziendali. Andiamo quindi ad analizzare quali sono i 5 buoni motivi per non smaltire più PC e RAEE aziendali come rifiuti:

Risparmio economico

Ogniqualvolta un’azienda si rivolge ad un gestore ambientale affronta inevitabilmente un costo di smaltimento abbinato alla dismissione del materiale. Capita di rado che l’ammontare del materiale da dismettere si traduca in un ritiro a costo zero. Ciò accade quando gli elementi che costituiscono il lotto da smaltire può rappresentare un’opportunità di gestione nel settore dei rottami che possono essere valutati positivamente.
Ad oggi, secondo i dati raccolti da Sfridoo nel corso della sua attività, il costo di smaltimento dei RAEE in Italia si aggira tra 200 e i 300 Euro a tonnellata. Questo perché i processi per il recupero delle materie prime che sono contenute all’interno dei device possono risultare molto costosi. Impiegare nuova energia per ricavare le materie prime non sempre risulta un vantaggio economico per il fornitore del servizio.

Le aziende che intendono smaltire i propri dispositivi IT spesso si trovano a non aver tempo e risorse interne per seguire un’attività di ricollocamento (o remarketing) di questi prodotti sui mercati dell’usato e del riuso secondari e primari. Le aziende in genere preferiscono utilizzare la via preferenziale dello smaltimento, non considerando gli impatti ambientali che tale attività provoca. Al contrario, se desktop, smartphone, laptop, ecc. venissero ricollocati e destinati a riutilizzo, tale dispendio economico e ambientale verrebbe meno. Donazione e ricollocamento per il riutilizzo sono strade virtuose e fondamentali per attuare processi di saving.

Guadagno

La possibile e diretta conseguenza della scelta effettuata nel punto precedente è il possibile ottenimento di guadagno sia economico che ambientale. Non trattare più i dispositivi come rifiuti ma come prodotti dà la possibilità di effettuare transazioni economiche con chi individua un valore nei dispositivi aziendali da dismettere. Quindi, oltre al risparmio, è possibile guadagnare dalla vendita dei propri PC e RAEE aziendali affinché questi siano a loro volta rivenduti sul mercato dei ricondizionati o verso mercati secondari.

Nessun formulario e registro di carico/scarico

Un punto importante riguarda le implicazioni burocratiche. Difatti, in ogni occasione in cui si smaltiscono i RAEE di origine non domestica, bisogna produrre la classica documentazione che accompagna i rifiuti. E’ necessario perciò compilare quei documenti amministrativi che la normativa ambientale prevede nel caso di trasporto di rifiuti: formulari, registro di carico e scarico e MUD – Modello Unico di Dichiarazione ambientale – a fine anno.
Non approfondiremo qui il tema dei registri e della documentazione sui rifiuti, ma possiamo sottolineare come nel caso della cessione di prodotti, questa documentazione non debba essere redatta, semplificando i processi burocratici aziendali. A ciò si aggiunge la diretta conseguenza che in questo modo il trasporto è effettuabile con qualsiasi mezzo e non con mezzi autorizzati al trasporto rifiuti.

Liberare spazio

Spesso per non incorrere negli alti costi di smaltimento o per evitare i rischi di perdita di dati aziendali, i dispositivi IT usati non vengono smaltiti ma lasciati nei magazzini. Ciò comporta uno stoccaggio in aree dell’azienda dove sono lasciati in attesa di occuparsi della situazione.

Purtroppo questa pratica aumenta i costi in modo esorbitante. Costo di stoccaggio, costi in aumento per lo smaltimento e una perdita di valore degli stessi asset per l’inserimento sui mercati per il riutilizzo. Dunque sfruttare la possibilità di vendere o donare l’usato in dismissione può portare a liberare anche spazio altrimenti occupato inutilmente.

E’ una scelta ambientale

Importante è anche il vantaggio ottenibile in sostenibilità ambientale per l’azienda e di risparmi in termini di CO2. La scelta circolare di adottare il principio della life-extension sui prodotti è un’operazione che l’azienda può raccontare anche all’interno del proprio Bilancio di Sostenibilità.

Conclusioni

Evitare di smaltire tutti i device IT aziendali come rifiuti non solo è possibile ma è anche economicamente vantaggioso. Con questi 5 motivi per non smaltire, Sfridoo vuole comunicare alle aziende che lo smaltimento non è l’unica strada e il riutilizzo apre le porte a un’economia circolare di valore che porta vantaggi win-win sia di carattere economico che ambientale.

Se anche la tua azienda sta per dismettere il proprio parco tecnologico, Sfridoo ha realizzato un servizio su misura per i tuoi dispositivi IT. Scopri come ottimizzare al massimo i tuoi asset tecnologici, risparmiando e garantendo i dati aziendali, rispettando l’ambiente.

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