Scarti importati in Cina

I materiali di scarto importati in Cina

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Rifiuti Pubblicato il 19 Dicembre 2017

Ma i materiali di scarto, provenienti dalle industrie presenti in tutto il mondo dove vanno a finire? Questa è forse una delle domande più ‘gettonate’ nel settore ambiente. Bene la risposta potrebbe essere una: in Cina. In parole povere la Cina è lo Stato che collega i rifiuti dell’Occidente con quelli l’Oriente.

Il tasso di materiali di scarto importati in Cina è aumentato nell’ultimo decennio, per questo le autorità impongono controlli adeguati

Essendo un Paese con un’economia in via di sviluppo, i materiali di scarto prodotti internamente non sono in quantità tale da garantire l’autosufficienza, per cui, durante l’ultimo decennio, ha importato oltre il 70% di materiali di scarto, soprattutto rame, che utilizza derivante maggiormente da Stati Uniti ed Europa i quali producono migliaia e migliaia di tonnellate di rottami, tra fili, cavi e scarti metallici di vario genere, non più utili alla lavorazione. Tutti quei materiali di scarto delle aziende.

Il lavoro dei commercianti cinesi di rottame, infatti, è molto importante per il loro paese. Nel 2012, la Cina ha rappresentato il 43,1% di tutta la domanda globale di rame, corrispondente a più di cinque volte gli acquistati dagli Stati Uniti nello stesso anno. Qualsiasi economia moderna non ha alcuna possibilità di crescita senza il rame e materiali di scarto in genere.

Per ottenere il metallo rosso ci sono soltanto due modi: attraverso miniere oppure raccogliendo rottami. Dalla metà degli anni ‘90, la Cina ha intrapreso entrambe le strade, ma i materiali di scarto rappresentano oltre la metà di tutta la produzione di rame cinese per ogni anno (nel 2000 la percentuale raggiunse addirittura il 74%).

Tuttavia, il Ministero cinese della protezione ambientale ha deciso di adottare controlli più severi sulle importazioni di rottame e dei materiali di scarto nel paese. Secondo il Bureau of International Recycling (BIR), la Cina ha istituito quasi 60 squadre di ispezione con l’obiettivo di effettuare maggiore controlli su tutte le imprese che importano rottami nel Paese e garantire l’ingresso di materiale sicuro secondo le leggi vigenti.

Le restrizioni imposte di recente sono considerate parte della Campagna “National Sword” lanciata nei primi mesi del 2017. La Campagna riguarda i materiali di scarto importati con particolare attenzione alla spedizione illegale di rifiuti industriali, di rifiuti elettronici, di materie plastiche e di altri rifiuti solidi. Partita i primi mesi di quest’anno, mira a rafforzare la raccolta e il recupero dei rifiuti domestici, mettendo a dura prova i rifiuti e il mondo dei materiali di scarto provenienti dall’estero.

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